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Iran: libero su cauzione il rapper Toomaj Salehi, voce delle proteste

Il cantante è rimasto in cella per più di un anno dopo essersi unito alle proteste del movimento Donna, Vita, Libertà. Dovrà affrontare un nuovo processo
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Toomaj Salehi è libero: dopo oltre un anno di prigione, il rapper iraniano, amatissima voce dei movimenti di protesta in Iran, è stato rilasciato su cauzione. La Corte suprema ha annullato la sentenza di condanna a sei anni e tre mesi per “corruzione sulla terra” rimandandolo a un nuovo processo.

I suoi versi contro la corruzione, l'impunità, i soprusi delle forze dell'ordine e della magistratura avevano ispirato molti a scendere in strada dopo la morte di Mahsa Amini, e lui stesso si era fatto vedere in piazza accanto ai manifestanti chiamando alla "protesta pacifica, perché dobbiamo unire, non dividere". Il 30 ottobre fu arrestato e dopo un lungo silenzio durante il quale la famiglia ha denunciato torture nei suoi confronti, la magistratura di Isfahan l’aveva accusato di “corruzione sulla terra”, reato che in Iran può essere punito con la pena di morte, per "aver cooperato con Stati ostili contro la Repubblica Islamica", per "propaganda contro il sistema", "formazione di gruppi i…

Toomaj Salehi è libero: dopo oltre un anno di prigione, il rapper iraniano, amatissima voce dei movimenti di protesta in Iran, è stato rilasciato su cauzione. La Corte suprema ha annullato la sentenza di condanna a sei anni e tre mesi per “corruzione sulla terra” rimandandolo a un nuovo processo.

I suoi versi contro la corruzione, l'impunità, i soprusi delle forze dell'ordine e della magistratura avevano ispirato molti a scendere in strada dopo la morte di Mahsa Amini, e lui stesso si era fatto vedere in piazza accanto ai manifestanti chiamando alla "protesta pacifica, perché dobbiamo unire, non dividere". Il 30 ottobre fu arrestato e dopo un lungo silenzio durante il quale la famiglia ha denunciato torture nei suoi confronti, la magistratura di Isfahan l’aveva accusato di “corruzione sulla terra”, reato che in Iran può essere punito con la pena di morte, per "aver cooperato con Stati ostili contro la Repubblica Islamica", per "propaganda contro il sistema", "formazione di gruppi illegali per minare la sicurezza" del Paese, "incoraggiamento a mettere in atto azioni violente".

Per diversi mesi i giovani iraniani sono scesi in piazza per chiedere giustizia per Amini, una giovane curda 22enne detenuta dalla polizia morale che la accusava di aver violato il rigido codice di abbigliamento imposto alle donne in Iran e la fine della Repubblica Islamica. Il movimento è stato duramente represso con oltre 500 morti, tra cui anche circa 80 poliziotti.

Una foto pubblicata sulla sua pagina Instagram mostra Salehi con un mazzo di fiori bianchi mentre lascia il carcere.

"La tua liberazione mi ha riempito gli occhi di lacrime”, commenta la famosa attrice Taraneh Alidoosti, condannata a non poter recitare più in Iran per non aver sfidato l’obbligo del velo ed essersi schierata contro le condanne a morte dei manifestanti.

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