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Sam Altman licenziato da OpenAi, l’azienda di ChatGpt. Pressing degli investitori, ora potrebbe tornare

(reuters)
Nelle prossime ore si giocherà il futuro suo e della compagnia, con due possibili prospettive: il ritorno come amministratore delegato, oppure la sua partenza, per fondare una compagnia concorrente
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New York - Sam Altman ha trascorso la sua domenica nella sede di OpenAI a San Francisco, indossando un passi per gli ospiti. Poi ha pubblicato la foto sul social X, avvertendo: "E’ la prima e ultima volta che indosso questo coso". Perché nelle prossime ore si giocherà il futuro suo e della compagnia, con due possibili prospettive: il ritorno come amministratore delegato, ma con un board e regole diverse; oppure la sua partenza, per fondare una compagnia concorrente o avviare un’avventura completamente nuova.

Bloomberg ieri ha rivelato che la mancanza di trasparenza indicata dal consiglio di amministrazione come motivo del licenziamento di Altman si riferiva ad altri progetti in cui è impegnato, oltre alle divergenze filosofiche sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale e lo sviluppo commerciale di OpenAI. Il primo si chiama Tigris e punta a creare un’azienda per produrre Tensor Processing Units, ossia semiconduttori fondamentali per il settore. I TPU sono pensati per svolgere la …

New York - Sam Altman ha trascorso la sua domenica nella sede di OpenAI a San Francisco, indossando un passi per gli ospiti. Poi ha pubblicato la foto sul social X, avvertendo: "E’ la prima e ultima volta che indosso questo coso". Perché nelle prossime ore si giocherà il futuro suo e della compagnia, con due possibili prospettive: il ritorno come amministratore delegato, ma con un board e regole diverse; oppure la sua partenza, per fondare una compagnia concorrente o avviare un’avventura completamente nuova.

Bloomberg ieri ha rivelato che la mancanza di trasparenza indicata dal consiglio di amministrazione come motivo del licenziamento di Altman si riferiva ad altri progetti in cui è impegnato, oltre alle divergenze filosofiche sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale e lo sviluppo commerciale di OpenAI. Il primo si chiama Tigris e punta a creare un’azienda per produrre Tensor Processing Units, ossia semiconduttori fondamentali per il settore. I TPU sono pensati per svolgere la massa di lavoro necessaria a far crescere l’intelligenza artificiale, e la compagnia che Altman ha in mente li metterebbe sul mercato a prezzi così concorrenziali da mettere in ginocchio l’azienda dominante Nvidia. Per questo progetto stava cercando miliardi di dollari in tutto il mondo, da SoftBank al Public Investment Fund saudita e la Mubadala Investment Company.

Per ottenere questi capitali, Sam avrebbe rimandato un progetto relativo alla vendita delle azioni di OpenAI, sollecitando invece chi era pronto a comprarle a spostare i soldi verso la nuova iniziativa. A sua discolpa bisogna notare che Tigris beneficerebbe anche OpenAI, abbassando molto i costi operativi. Il secondo progetto era quello di realizzare un oggetto di hardware con Jony Ive, già capo designer della Apple che aveva sviluppato l’iPhone. Il consiglio di amministrazione era all’oscuro di queste operazioni, o comunque non ne sapeva abbastanza per stare tranquillo, e quindi ha deciso il licenziamento.

I grandi investitori hanno però lanciato subito una campagna di pressioni per riportare Altman alla guida di OpenAI, aiutato anche dalla fronda interna dei dipendenti rimasti a lui fedeli. Quindi ha passato la domenica a negoziare le condizioni per l’eventuale ritorno. Secondo il Wall Street Journal ha chiesto di cambiare il consiglio di amministrazione, aggiungendo suoi alleati come Bret Taylor di Salesforce, l’ex di Meta Sheryl Sandberg, Brian Chesky di Airbnb. Poi vuole anche cambiare la struttura societaria, tuttora ancorata al suo passato di non profit, per liberarne invece le potenzialità commerciali. Nelle prossime ore si capirà che piega hanno preso i negoziati, decidendo il futuro di Altman, OpenAI, e una buona fetta di quello dell’intelligenza artificiale.

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