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Diana Mondino, possibile futura ministra degli Esteri argentina: “L’ingresso nei Brics? Non abbiamo nessun vincolo”

Parla l’economista in pole per il nuovo esecutivo di Javier Milei, per cui l’alleanza con Cina e Russia è solo “una piattaforma per lo scambio di idee”. I primi viaggi del nuovo leader saranno in Israele e negli Usa
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BUENOS AIRES – Diana Mondino, 65 anni, economista, è tra i nomi più chiacchierati di queste ore in Argentina per possibili ruoli nel prossimo governo di Javier Milei, che prenderà il potere il 10 di dicembre. Dall’inizio della campagna è stata indicata come possibile futura ministra degli Esteri. Si tratterà di una posizione chiave visto che l’esecutivo di Milei vuole dare una virata decisa alle relazioni internazionali di Buenos Aires: ieri ha annunciato che i suoi primi due viaggi saranno in Israele e negli Stati Uniti, ancora prima dell’assunzione del potere. Mondino ha parlato a Repubblica durante la notte elettorale dal foyer dell’hotel Libertador di calle Cordoba.

(afp)

Come legge questo risultato storico?
“La campagna della paura verso di noi è stata totalmente infondata. Abbiamo moltissime proposte. Chiediamo che vengano ascoltate”.

Quale si aspetta che sia la reazione dei mercati in questi gior…

BUENOS AIRES – Diana Mondino, 65 anni, economista, è tra i nomi più chiacchierati di queste ore in Argentina per possibili ruoli nel prossimo governo di Javier Milei, che prenderà il potere il 10 di dicembre. Dall’inizio della campagna è stata indicata come possibile futura ministra degli Esteri. Si tratterà di una posizione chiave visto che l’esecutivo di Milei vuole dare una virata decisa alle relazioni internazionali di Buenos Aires: ieri ha annunciato che i suoi primi due viaggi saranno in Israele e negli Stati Uniti, ancora prima dell’assunzione del potere. Mondino ha parlato a Repubblica durante la notte elettorale dal foyer dell’hotel Libertador di calle Cordoba.

(afp)

Come legge questo risultato storico?
“La campagna della paura verso di noi è stata totalmente infondata. Abbiamo moltissime proposte. Chiediamo che vengano ascoltate”.

Quale si aspetta che sia la reazione dei mercati in questi giorni?

“Dipende moltissimo anche dalle misure che adotterà la Banca Centrale (che è ancora controllata dal governo peronista di Alberto Fernandez, ndr). Sappiamo cosa è stato fatto dopo le elezioni primarie di agosto quando il governo ha svalutato di oltre il 20% e credo che dipenderà molto da questo”.


Cosa è cambiato dal primo turno elettorale, a cosa si deve la vittoria?

“Alla fine è apparso chiaro a tutti che il governo stava adottando decisioni inadeguate e che tutto si complicava sempre di più con l’inflazione. Mentre le nostre proposte sono solide e semplicemente assomigliano a quelle che hanno funzionato in altri Paesi del mondo”.

(afp)

Ci si aspettava un risultato simile?

“Eravamo sicuri di vincere ma non con questo margine”.
Qual è il segreto di Javier Milei?

“Ha le idee chiare”.

(afp)

Quale messaggio volete dare ai mercati e agli argentini oggi che torna ad essere un giorno lavorativo?

“Che lavoreremo il più possibile affinché tutti gli argentini possano lavorare e finisca la situazione attuale dove molti che cercano lavoro non lo trovano e molti che vogliono offrire lavori non riescono a farlo”.
Avete paura della reazione della piazza? I peronisti hanno molta influenza.

“Se saremo in grado di dimostrare che lavoriamo in modo serio questa possibilità diminuirà. Effettivamente l’esperienza dell’Argentina dimostra che quando c’è un partito al governo che non è peronista le manifestazioni si intensificano”.


L’economia dell’Argentina dipende attualmente molto da quella cinese. Lei sarà con ogni probabilità ministra degli Esteri Continuerete a prediligere Pechino come partner?

“Sarà il settore privato a decidere con che Paesi è necessario mantenere rapporti commerciali. Deve smettere di essere il governo a farlo. Vogliamo che il settore privato possa funzionare come nei Paesi più avanzati al mondo”.

E per quanto riguarda i Brics? L’Argentina dovrebbe entrare in gennaio…

“Non abbiamo ancora nessun vincolo commerciale con i Brics. Per ora per noi è solo una piattaforma di scambio di idee. Non abbiamo ancora aderito a nessun trattato che ci vincoli”.


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