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Olanda, il candidato premier riluttante: il dopo-Rutte passa dall’eroe Omtzigt

(afp)
Ha studiato in Italia e difeso 20mila poveri da un errore dello Stato. Kingmaker del voto, potrà scegliere se allearsi con il progressista Timmermans o con Yesilgoz, conservatrice nata in Turchia. Non vorrebbe però fare il primo ministro: vive in provincia, ha 4 figli e ha paura di un nuovo esaurimento nervoso
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A Varese lo ricordano ancora, Pieter Omtzigt. Il protagonista delle elezioni olandesi di domani, il centrista anti-establishment che ha fondato un partito ad agosto ed è in testa ai sondaggi, ha studiato per anni in Italia: dopo l’Erasmus alla Luiss di Roma nel 1994 è stato appunto borsista all’Università dell’Insubria tra il 2000 e il 2002, per poi fare il dottorato in Economia all’Università europea di Fiesole.

Un passato italiano

“Era determinato, rigoroso, aperto al confronto. E la sua sensibilità per i numeri penso sia fondamentale oggi per un politico, nell’era dei big data e degli algoritmi”, ci racconta Antonietta Mira, docente di Statistica all’Università Insubria di Varese che nel 2002 aiutò Omtzigt nel suo lavoro di ricerca: “Siamo rimasti amici e ci siamo a lungo confrontati durante il Covid. Pieter era in prima linea in politica e cercavamo di capire quale modello di previsione fosse vincente nello sconfiggere la pandemia”.

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A Varese lo ricordano ancora, Pieter Omtzigt. Il protagonista delle elezioni olandesi di domani, il centrista anti-establishment che ha fondato un partito ad agosto ed è in testa ai sondaggi, ha studiato per anni in Italia: dopo l’Erasmus alla Luiss di Roma nel 1994 è stato appunto borsista all’Università dell’Insubria tra il 2000 e il 2002, per poi fare il dottorato in Economia all’Università europea di Fiesole.

Un passato italiano

“Era determinato, rigoroso, aperto al confronto. E la sua sensibilità per i numeri penso sia fondamentale oggi per un politico, nell’era dei big data e degli algoritmi”, ci racconta Antonietta Mira, docente di Statistica all’Università Insubria di Varese che nel 2002 aiutò Omtzigt nel suo lavoro di ricerca: “Siamo rimasti amici e ci siamo a lungo confrontati durante il Covid. Pieter era in prima linea in politica e cercavamo di capire quale modello di previsione fosse vincente nello sconfiggere la pandemia”.

(reuters)

Fino ad ora la politica olandese era un gioco semplice, parafrasando Gary Lineker: tanti partiti si rincorrono nei sondaggi e alla fine… vince Mark Rutte. Solo che stavolta il leader liberal-conservatore, premier dal 2010, non ci sarà. Ha gettato la spugna a luglio e non si è ricandidato. Quel vuoto non sembra esser stato riempito. Prima i sondaggi hanno premiato il partito dei contadini. Poi, ad agosto, è sceso in campo lui, Pieter Omtzigt, che ha fondato il Nieuw Sociaal Contract.

I due rivali: Yesilgoz e Timmermans

I sondaggi lo vedono in testa da settimane, anche se nell’ultimo rilevamento è due seggi sotto (25 a 27) al Vvd che fu di Rutte e oggi è guidato da una donna nata in Turchia che fa campagna contro i migranti, Dilan Yesilgoz-Zegerius, mentre al terzo posto c’è la coalizione Laburisti-Verdi dell’ex Commissario Ue Frans Timmermans (23) e al quarto (20) il Partito della Libertà di estrema destra di Geert Wilders (20), mentre sono staccatissimi i contadini e l’altro estremista di destra Thierry Baudet, che ieri è stato preso a bottigliate in un pub.

(afp)

Tutti sono tra il 15 e il 20% e in un sistema proporzionale questo significa che serviranno lunghi negoziati per mettere su un’alleanza di governo. Omtzigt però sembra destinato a fare da kingmaker. Se è vicino alla sinistra sui diritti sociali, con i conservatori del Vvd condivide la chiusura sui migranti, la politica sulla sicurezza e sui diritti civili, mentre non allargherebbe la coalizione all’anti-islamico Wilders, come invece è ora pronto a fare il Vvd.
(afp)

Omtzigt, da sempre in politica con i cristiano-democratici di Cda, è diventato un eroe nel 2019, quando difese la causa di 20mila famiglie, perlopiù immigrate, a cui lo Stato per errore aveva chiesto indietro migliaia di euro di sussidi per i bambini, uno scandalo che fece cadere il terzo governo Rutte. La battaglia gli creò molti nemici, anche nel suo partito, dove c’era chi lo descriveva – lo raccontò lui stesso – come “uno psicopatico, un disturbato”. Ne seguì un esaurimento nervoso e l’uscita dal partito. Ora è tornato.

Il paladino dei cittadini

“Omtzigt difese l’interesse dei cittadini comuni andando contro il suo partito e il suo governo. Da allora per gli olandesi è un paladino della gente normale. E il suo essere stato defenestrato dal potente premier Rutte ne ha fatto un uomo al di fuori dei giochi politici”, ci spiega Simon Otjes, politologo dell’Università di Leiden, secondo il quale il suo no ai migranti si spiega con il bisogno di dare una risposta a uno dei problemi più sentiti, la crisi abitativa: “In Olanda, soprattutto per le restrizioni ambientali, si fa fatica a costruire alloggi e oggi per gli elettori è il tema numero uno ”.

Le idee di Omtzigt

Omtzigt è pro-Nato e pro-Ue (è nel Ppe), ma è contrario a una maggiore integrazione europea. A farlo scendere nei sondaggi nell’ultima settimana è stata la sua riluttanza a candidarsi a premier. Vive in provincia, a Enschede, ha quattro figli, e, memore del burnout, ha spiegato di non volersi far bruciare di nuovo: “Ho visto cosa fa L’Aia ai politici, può consumarti 24 ore su 24, mentre io ho delle responsabilità anche a casa. Peraltro penso che per la mia antenna politica sia importante anche frequentare il campetto, la chiesa e la scuola”.

“Domenica ha finalmente detto di essere pronto a diventare primo ministro – aggiunge Otjes – ma in un governo in cui ci sia spazio per dei tecnici. È infatti contrario ai politici che si scambiano portafogli senza avere le competenze necessarie”. Come andrà a finire? Vincerà lui, la turca Yesilgoz-Zegerius – che sarebbe la prima donna premier – o il padre del Green Deal europeo Timmermans? “Tutto può succedere. Ma nulla potrà succedere senza che si passi da Omtzigt. È difficile immaginare ora un governo senza di lui”.

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