Gaza Sud, piccola svolta umanitaria. Nascono gli ospedali da campo di Giordania ed Emirati
di Gianluca Di FeoUna svolta umanitaria a Gaza Sud? Il governo giordano ha cominciato a far entrare dentro la Striscia quaranta camion con i materiali per costruire un ospedale da campo. L’operazione, gestita in coordinamento con l’Egitto, viene supervisionata dal principe ereditario Al Hussein: un ponte aereo sta trasferendo 170 tra medici e infermieri, che vorrebbero rendere operativo il centro sanitario entro 48 ore. Avrà a disposizione soltanto quaranta letti, mentre i feriti palestinesi sarebbero almeno 30mila, ma sarebbe la prima assistenza concreta dopo sei settimane di assedio totale. Anche una delegazione emiratina è arrivata a Rafah per concordare l’allestimento di un secondo ospedale da campo in tempi rapidi.
Giordani ed egiziani hanno comunicato che l’infrastruttura sarà costruita a Khan Yunis, il principale centro abitato della zona Sud e anche obiettivo degli attacchi israeliani contro le basi di Hamas: il leader dell’organizzazione Yahya Sinwar è nato lì e si ritiene che possa nascon…
Una svolta umanitaria a Gaza Sud? Il governo giordano ha cominciato a far entrare dentro la Striscia quaranta camion con i materiali per costruire un ospedale da campo. L’operazione, gestita in coordinamento con l’Egitto, viene supervisionata dal principe ereditario Al Hussein: un ponte aereo sta trasferendo 170 tra medici e infermieri, che vorrebbero rendere operativo il centro sanitario entro 48 ore. Avrà a disposizione soltanto quaranta letti, mentre i feriti palestinesi sarebbero almeno 30mila, ma sarebbe la prima assistenza concreta dopo sei settimane di assedio totale. Anche una delegazione emiratina è arrivata a Rafah per concordare l’allestimento di un secondo ospedale da campo in tempi rapidi.
Giordani ed egiziani hanno comunicato che l’infrastruttura sarà costruita a Khan Yunis, il principale centro abitato della zona Sud e anche obiettivo degli attacchi israeliani contro le basi di Hamas: il leader dell’organizzazione Yahya Sinwar è nato lì e si ritiene che possa nascondersi nella zona. Per questo l’indicazione della località come sede dell’ospedale è stata interpretata da alcuni media arabi come testimonianza della volontà di Amman di impedire nuovi bombardamenti.
La “zona sicura” di Al Mawasi
Da tre giorni le forze armate di Israele hanno lanciato manifestini indicando una “zona sicura” nel Sud e intimando la popolazione a raggiungerla: si tratta dell’area del villaggio di Al Mawasi, una fascia sabbiosa di fronte al mare di circa 14 chilometri quadrati. Anche i governi stranieri sarebbero stati invitati a costruire lì ospedali e strutture d’assistenza. Alcune organizzazioni internazionali, inclusa l’Oms, hanno contestato l’iniziativa del governo Netanyahu: non si può concentrare – sostengono – quasi due milioni di civili in un territorio così piccolo e totalmente privo di infrastrutture.
Al Mawasi dista pochi chilometri da Khan Yunis. Diversi Paesi, tra cui Turchia e Francia, si sono dichiarati disponibili a inviare soccorsi sanitari nella Striscia, mettendo in allerta gli ospedali mobili. Anche l’Italia ne ha inviato uno, che si trova a bordo della nave militare Vulcano a largo di Cipro.