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Israele-Hamas: così siti di disinformazione russa fanno circolare notizie false usando copie di giornali finte e deep fake di soldati israeliani

(reuters)

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L’inchiesta di Haaretz svela come una serie di account legati al Cremlino hanno utilizzato il conflitto per fomentare il caos usando anche graffiti antisemiti
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GERUSALEMME – Repliche perfette dei siti di grandi testate americane, europee e israeliane. Immagini ‘deep fake’ generate dall’intelligenza artificiale. Decine di account fasulli sui social media, e in particolare su X (ex Twitter), per diffondere le notizie false.

Secondo un ampio reortage del quotidiano israeliano Haaretz ci sarebbe la Russia dietro una sofisticatissima campagna di disinformazione che nelle ultime settimane si è concentrata sulla narrativa intorno alla guerra tra Israele e Hamas con una serie di articoli falsi, utilizzando copie di giornali rispettabili (copie già in rete da anni).

L’allarme su questi siti era stato sollevato già lo scorso giugno dalle autorità francesi, che li avevano descritti come orchestrati da netwo…

GERUSALEMME – Repliche perfette dei siti di grandi testate americane, europee e israeliane. Immagini ‘deep fake’ generate dall’intelligenza artificiale. Decine di account fasulli sui social media, e in particolare su X (ex Twitter), per diffondere le notizie false.

Secondo un ampio reortage del quotidiano israeliano Haaretz ci sarebbe la Russia dietro una sofisticatissima campagna di disinformazione che nelle ultime settimane si è concentrata sulla narrativa intorno alla guerra tra Israele e Hamas con una serie di articoli falsi, utilizzando copie di giornali rispettabili (copie già in rete da anni).

L’allarme su questi siti era stato sollevato già lo scorso giugno dalle autorità francesi, che li avevano descritti come orchestrati da network direttamente controllati dal Cremlino.

Nelle ultime settimane sono apparsi tra gli altri un articolo su un’esatta replica di ox News che sosteneva che i parlamentari americani avessero deciso di dirottare sull’Ucraina gli aiuti per Israele perché sotto ricatto di Kiev. Un altro pezzo, in un sito tale e quale al portale israeliano Walla invece dichiarava che l’attacco antisemita contro i passeggeri israeliani nella regione russa del Dagestan fosse responsabilità dell’intelligence ucraina. Un finto Spiegel tedesco addossava alla guerra di Gaza la responsabilità dell’aumento dei prezzi dell’energia in Germania.

A giugno, le autorità francesi avevano messo in evidenza come la rete di giornali falsi cercasse di mettere in cattiva luce il supporto dei rispettivi Paesi all’Ucraina.

Secondo Haaretz, esperti di disinformazione sul web hanno identificato circa 6mila account falsi autori di oltre 27mila post sulla guerra a Gaza, probabilmente operati in modo automatizzato per condividere contenuti creati dall’intelligenza artificiale per apparire diversi e originali. In almeno un caso, è stato condiviso un video generato dall’intelligenza artificiale con un finto soldato israeliano che invitava gli ucraini ad arruolarsi nell’esercito di Gerusalemme per avere in cambio la cittadinanza.

Solo alcuni giorni fa, il quotidiano francese Le Monde aveva rivelato come un account Telegram legato alla stessa campagna di disinformazione era stato il primo a condividere una foto delle stelle di Davide imbrattate sui muri di Parigi, che a fine ottobre avevano sconvolto la Francia e il mondo come segnale dell’impennata dell’antisemitismo, e che è poi stato rivelato fossero state tracciate da due cittadini moldavi pagati da un ignoto straniero. I due moldavi sono stati fermati dalle autorità francesi, insieme ad altri due individui che avevano postato le foto condivise dall’account su Telegram.

“Le ricerche telefoniche suggeriscono che entrambe le coppie fossero in contatto con la stessa terza persona", ha riferito Le Monde. Il quotidiano ha descritto la vicenda come parte di una complessa operazione volta a fomentare le paure antisemite nel Paese.

Da anni, esperti e leader mondiali denunciano come Mosca utilizzi l’arma della disinformazione per influenzare vicende nazionali e internazionali, alimentare la paura e il caos. Il conflitto tra Israele e Hamas potrebbe essere solo l’ultimo strumento per continuare a destabilizzare le opinioni pubbliche mondiali.

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