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Olanda, urne aperte all’ombra dell’ultradestra. Ad Amsterdam seggio anche nella casa di Anna Frank: “Per ricordare cosa può accadere quando la democrazia crolla”

Frans Timmermans e Dilan Yesilgoz-Zegerius

 
Esito incerto per l’era post-Rutte. Si sfidano la ministra anti-migranti Yesilgoz, il centrista eroe Omtzigt che non vuole fare il premier e l’ex commissario Ue Timmermans. L’incognita dell’islamofobo Wilders. Al centro della campagna crisi abitativa, costo della vita, migranti e clima
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Previsioni impossibili per le elezioni in Olanda, dove oggi si va al voto anticipato dopo la caduta a luglio dell’ultimo governo del liberal-conservatore Mark Rutte, che guidava il Paese ininterrottamente dal 2010. Alle 17.45 aveva votato il 50% degli oltre 13 milioni degli aventi diritto, il 5% in meno rispetto alle elezioni politiche del 2017 (nel 2021, in epoca di pandemia, si votò con modalità non paragonabili a quelle di oggi). I sondaggi sono cambiati molto nelle ultime settimane, ma danno tutti tra il 15 e il 18 per cento i quattro partiti principali, con un leggero vantaggio per il Vvd, il centrodestra guidati fino a pochi mesi fa da Rutte e ora da Dilan Yesilgoz-Zegerius, che potrebbe diventare la prima donna premier. Basta dunque poco perché uno dei quattro la spunti e ottenga così il diritto di formare per primo un governo, con l’ultimissimo sondaggio dà Yesilgoz appaiata in un testa a testa alla sinistra di Frans Timmermans. Il sistema proporzionale, tanto più con queste b…

Previsioni impossibili per le elezioni in Olanda, dove oggi si va al voto anticipato dopo la caduta a luglio dell’ultimo governo del liberal-conservatore Mark Rutte, che guidava il Paese ininterrottamente dal 2010. Alle 17.45 aveva votato il 50% degli oltre 13 milioni degli aventi diritto, il 5% in meno rispetto alle elezioni politiche del 2017 (nel 2021, in epoca di pandemia, si votò con modalità non paragonabili a quelle di oggi). I sondaggi sono cambiati molto nelle ultime settimane, ma danno tutti tra il 15 e il 18 per cento i quattro partiti principali, con un leggero vantaggio per il Vvd, il centrodestra guidati fino a pochi mesi fa da Rutte e ora da Dilan Yesilgoz-Zegerius, che potrebbe diventare la prima donna premier. Basta dunque poco perché uno dei quattro la spunti e ottenga così il diritto di formare per primo un governo, con l’ultimissimo sondaggio dà Yesilgoz appaiata in un testa a testa alla sinistra di Frans Timmermans. Il sistema proporzionale, tanto più con queste basse percentuali, costringerà comunque il vincitore a una coalizione ampia, in un Parlamento in cui potrebbero entrare anche 17 partiti. Ma vediamo quali sono le quattro principali formazioni e chi sono i loro leader.


(reuters)

Il centrodestra di Yesilgoz, ministra anti-migranti di origine turca

Vvd, il Partito popolare per la libertà e la democrazia, ha guidato il Paese con Mark Rutte fino al luglio scorso, quando l’esecutivo è caduto a causa di una stretta sul ricongiungimento familiare degli immigrati, che gli alleati liberali e cristiano-democratici non accettavano. Rutte ha gettato la spugna e lasciato la politica. Al suo posto, è stata scelta Dilan Yesilgoz-Zegerius, 46 anni, curda nata in Turchia e arrivata nei Paesi Bassi a sette anni. Un background che non la rende affatto più sensibile alla causa degli immigrati. Anzi al centro della sua campagna c’è proprio la battaglia contro i migranti, in nome della quale si è detta più disponibile del predecessore Rutte ad allearsi con l’estrema destra di Geert Wilders. Ministra della Giustizia, Yesilgoz è una workaholic e per mostrarsi ancora più dura in campagna elettorale ha fatto un video sul ring con il campione di kickboxing Rico Verhoeven.

Il centrista Omtzigt, deputato-eroe

Pieter Omtzigt è stata la grande sorpresa di questa campagna elettorale. Era in testa ai sondaggi fino a pochi giorni fa, ma è un po’ sceso perché non convince la sua riluttanza a candidarsi a premier. Vive infatti in provincia e non vuole che la politica gli bruci la vita allontanandolo dalla famiglia (ha 4 figli). Deputato centrista cattolico, 49 anni, sposato a una turca cristiana, ha studiato in Italia a Roma, Varese e Fiesole. Nel 2019 divenne famoso decidendo di sostenere, contro il suo partito Cda e il suo governo, la causa di 20mila indigenti perlopiù immigrati a cui lo Stato, per errore, aveva chiesto migliaia di euro di rimborsi per dei sussidi per i figli.



L’establishment gli fece intorno terra bruciata e lui lasciò il partito tra gli insulti. Dopo un esaurimento nervoso è tornato e ad agosto ha fondato il New Social Contract. È nel Ppe ma è contrario a un’ulteriore integrazione europea. Condivide con la sinistra le posizioni sociali, e con il centrodestra quelle in materia di migranti e di sicurezza, mentre detesta l’estrema destra di Wilders. Per questo può fare da kingmaker e scegliere l’alleato che preferisce.

(reuters)

La sinistra di Timmermans, padre del Green Deal europeo

La spinta dei giovani (18-34 anni) e lo spettro di un ottimo risultato dell’estrema destra potrebbero negli ultimi giorni aiutare l’alleanza di Laburisti e Verdi guidata da Frans Timmermans, 62 anni, già ministro degli Esteri che ad agosto ha lasciato dopo 9 anni la Commissione europea, di cui era storico vicepresidente e architetto del Green Deal. Anche lui ha studiato a Roma, e tifa Roma, fede che ha mostrato con orgoglio anche in questa campagna elettorale.

Dice no al nucleare e si batte per il salario minimo. Ma è disposto a compromessi, anche sugli obiettivi climatici, pur di governare con Omtzigt, in un’alleanza che avrebbe però bisogno anche dell’innesto di formazioni minori di sinistra come D66, Volt e gli animalisti. Per drenarne i voti, intanto, lancia l’allarme estrema destra e dice: “Non voglio svegliarmi in un Paese in cui Wilders è il leader del primo partito”. Uno spauracchio che, stando all’ultimissimo sondaggio, starebbe funzionando. Farà il miracolo? Nel 2019 c’è riuscito, portando la sinistra a superare il centrodestra alle europee per la prima volta dal 1989.

La rimonta di Wilders, l’islamofobo di estrema destra

Ancora lui. Sembrava un quarto incomodo di cui non curarsi troppo, ma uno degli ultimi sondaggi – ad opera di un istituto che, per la verità, lo aveva già sovrastimato alle ultime elezioni – lo ha dato addirittura in testa. Geert Wilders, 60 anni, il leader dell’estrema destra del Partito per la libertà, ha una gran voglia di andare al potere con il centrodestra. Per questo è arrivato a dire che la sua storica battaglia contro l’Islam, il Corano e i migranti musulmani non sono al momento la priorità del Paese. Omtzigt, però, non si fida e ritiene che le sue posizioni illiberali siano anti-olandesi.

Le alleanze e i temi della campagna

Se i sondaggi hanno ragione, ci vorranno molte settimane prima di vedere nascere un governo. Nei negoziati potranno dire la loro anche il Partito dei contadini Bbb (populisti anti-ambientalisti che erano arrivati in estate al 22% ma ora sono crollati al 4%, con la loro leader Caroline van der Plas che comunque aveva già detto di non poter fare la premier perché ha paura di volare), le già citate formazioni minori di sinistra o centristi come la Cda, mentre l’estremista di destra Thierry Baudet dovrebbe rimanere fuori dai giochi nonostante il clamore per la bottigliata presa in testa in un pub due sere fa.

I grandi temi della campagna elettorale sono stati cinque: la crisi abitativa (una casa costa in media oltre 400mila euro, e gli studenti soffrono il caro affitti), il costo della vita (800mila persone sono sotto la soglia della povertà), i migranti, il clima e l’assistenza sanitaria (che il 61% degli olandesi teme di non potersi più permettere). Ma più di tutto ci si è chiesti: chi sta con chi? Quali alleanze si potranno formare dopo il voto? Non è un gioco, in un Paese in cui l’ultimo governo è durato un anno e mezzo e che, dopo l’addio di Rutte, teme ancora di più l’instabilità.

Votare a casa di Anna Frank

Ad Amsterdam è stato aperto un seggio speciale. Per la prima volta, gli elettori olandesi possono votare presso la Casa di Anna Frank per le elezioni parlamentari. La scelta di aprire il seggio in "uno dei luoghi che ci ricorda cosa può accadere quando la democrazia e la giustizia crollano" vuole richiamare l'attenzione sull'importanza della "libertà, della parità di diritti e della democrazia", ha dichiarato la Fondazione Anna Frank. Per chi sceglie di votare alla casa storica, in regalo una matita rossa con una citazione di Anna Frank: "È meraviglioso che nessuno debba aspettare un minuto per cambiare il mondo".

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