✕

Ucraina, strage alla festa nel Donbass occupato: attrice russa uccisa da un missile mentre celebra chi li lancia

Polina Menshikh stava cantando mentre il teatro, gremito di soldati russi per il Giorno delle forze missilistiche, è stato colpito da una batteria di Himars. È la ritorsione di Kiev per il massacro del 3 novembre
2 minuti di lettura

ODESSA – Polina che vestiva come gli elfi e danzava tra gli spiriti della foresta, Polina che non sparava ma recitava, che non uccideva ma insegnava e dirigeva coreografie, è lei l’ultima vittima civile di questa guerra fratricida che uccide ucraini e russi da due anni, da quando Vladimir Putin ha dato l’ordine ai suoi carri armati di invadere l’Ucraina. Oggi sono i suoi amici a piangere, e sono russi. Polina Menshikh, una vita dedicata al teatro, alla recitazione, alla musica e alla danza, è stata uccisa domenica durante una recita organizzata in un paese occupato del Donbass. Nel villaggio di Kumachovo era la protagonista della celebrazione del Giorno delle forze missilistiche, come se ci fosse qualcosa da celebrare per tonnellate di metallo spedite a uccidere esseri umani.

La ritorsione

È morta così, uccisa da un missile celebrando i lanciatori di missili. A celebrare sono stati gli ucraini, che hanno centrato il piccolo teatro affollato di soldati mentre Polina cantava e suona…

ODESSA – Polina che vestiva come gli elfi e danzava tra gli spiriti della foresta, Polina che non sparava ma recitava, che non uccideva ma insegnava e dirigeva coreografie, è lei l’ultima vittima civile di questa guerra fratricida che uccide ucraini e russi da due anni, da quando Vladimir Putin ha dato l’ordine ai suoi carri armati di invadere l’Ucraina. Oggi sono i suoi amici a piangere, e sono russi. Polina Menshikh, una vita dedicata al teatro, alla recitazione, alla musica e alla danza, è stata uccisa domenica durante una recita organizzata in un paese occupato del Donbass. Nel villaggio di Kumachovo era la protagonista della celebrazione del Giorno delle forze missilistiche, come se ci fosse qualcosa da celebrare per tonnellate di metallo spedite a uccidere esseri umani.

La ritorsione

È morta così, uccisa da un missile celebrando i lanciatori di missili. A celebrare sono stati gli ucraini, che hanno centrato il piccolo teatro affollato di soldati mentre Polina cantava e suonava, e c’è persino un video della sua voce e delle sue note interrotte dall’esplosione. Secondo gli ucraini sarebbero morti insieme a lei anche almeno 25 soldati russi, e un centinaio sarebbero feriti. Una beffa sanguinosa che risponde tono per tono a quella del 3 novembre, in cui a morire furono gli artiglieri ucraini allineati dai loro superiori per festeggiare la Giornata dell’artigliere.

Ufficiosamente è lo stesso esercito ucraino a definire il bombardamento un “attacco di ritorsione” per la strage della 128a brigata d'assalto di montagna separata delle Forze armate ucraine, in cui caddero 19 artiglieri. Sui media russi, come sempre in questa guerra in cui si parla solo dei morti del nemico, non c’è una sola parola sulla fine dei soldati russi che assistevano allo spettacolo. Si parla solo di Polina, perché era una civile: "È con grande dolore che vi informiamo che Polina Menshikh è morta durante uno spettacolo nel Donbass a seguito di un bombardamento”, scrive Ria Novosti. Aveva 41 anni compiuto da pochi giorni.

La sua morte è stata confermata ufficialmente anche dal Teatro di San Pietroburgo. Sui social lei stessa si descriveva così: “Mi chiamo Polina. Coreografa, drammaturga, regista, insegnante in varie discipline di danza. Insegno da oltre 27 anni. Ho studiato alla scuola G. B. Ledyakha, all’Accademia di Voronezh e all’Istituto di Cultura di Mosca. Ho ballato in un teatro pop. Fin da bambina sognavo di diventare direttore d'opera, e sono diventata maestra di danza”. Era la direttrice del Teatro storico di danza Nezhen.

Secondo i media e i blogger russi 5 missili hanno colpito una scuola e la Casa della Cultura durante “un concerto”. I morti civili, compresa Polina, sarebbero sette. La parte ucraina menziona un numero molto maggiore di vittime: scrivono che è stata colpita l'810a Brigata dei Marines.

Morire nelle retrovie

Polina era arrivata nel Donbass, occupato e nazionalizzato dalla Russia, proprio perché scritturata per la recita del suo nuovo spettacolo. Ma anche se la guerra in Ucraina è ormai soprattutto una battaglia di trincee, in cui si guadagnano pochi metri e si perde molto sangue, non è mai prudente pensare che le retrovie siano tranquille. Gli ucraini lo sanno bene perché ci convivono da due anni, con la consapevolezza che all’improvviso i missili e i droni russi precipitano anche sulle città della movida, e che puoi morire a mille chilometri dal fronte se sottovaluti l’allarme aereo.

Domenica mattina, mentre i soldati russi nelle loro retrovie che sono Ucraina occupata ascoltavano Polina e festeggiavano la giornata dedicata a loro, a loro che quei missili li lanciano da due anni, un gruppo di colleghi ucraini ha confezionato la beffa perfetta: gli ha inviato contro una batteria di Himars lanciati dalle postazioni avanzate di Yelyzavetivka. Per qualcuno le tragedie si compensano vendicandosi, per altri si sommano. Così ora qualcuno gioisce sui social e si congratula, e qualcun altro impreca ancora una volta contro la guerra.

Leggi i commenti