Cina, boom di polmoniti tra i bambini. L’Oms chiede informazioni
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Il picco dell’influenza è arrivato, in anticipo. E gli ospedali si riempiono di pazienti, soprattutto bambini, alle prese con casi di polmonite. Tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità chiede chiarimenti su questo aumento delle malattie respiratorie.
Da settimane il nord della Cina, compresa la capitale Pechino, è alle prese con un aumento di casi. Febbre, mal di gola, tosse, raffreddore: anche chi scrive è a letto dallo scorso lunedì con questi sintomi.
Da giorni circolano foto e video di ospedali affollati di genitori e bambini in attesa di controlli. Sui social cinesi, come Weibo, circolano foto di bambini che fanno i compiti in ospedale mentre sono attaccati alla flebo. Alcuni ospedali hanno allestito pure la “zona c…
PECHINO - Il picco dell’influenza è arrivato, in anticipo. E gli ospedali si riempiono di pazienti, soprattutto bambini, alle prese con casi di polmonite. Tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità chiede chiarimenti su questo aumento delle malattie respiratorie.
Da settimane il nord della Cina, compresa la capitale Pechino, è alle prese con un aumento di casi. Febbre, mal di gola, tosse, raffreddore: anche chi scrive è a letto dallo scorso lunedì con questi sintomi.
Da giorni circolano foto e video di ospedali affollati di genitori e bambini in attesa di controlli. Sui social cinesi, come Weibo, circolano foto di bambini che fanno i compiti in ospedale mentre sono attaccati alla flebo. Alcuni ospedali hanno allestito pure la “zona compiti”. Ma niente panico tra i genitori. “È vero che molti bambini sono colpiti in questo momento, anche mia figlia di 4 anni”, racconta una madre alla France Presse all'ospedale dell'Istituto pediatrico di Pechino. "Non mi preoccupa l'annuncio dell'Oms. È inverno, quindi è normale che ci siano più casi di malattie respiratorie. È dovuto alla stagione”. La capitale è avvolta da un’ondata di freddo, con temperature previste sotto lo zero da stasera.
Era stata la Commissione nazionale cinese per la salute dieci giorni fa, il 13 novembre, a segnalare un aumento dell'incidenza delle malattie respiratorie, “dovuta all’abolizione delle restrizioni sul Covid e alla circolazione di agenti patogeni noti come l'influenza, il mycoplasma pneumoniae (un'infezione batterica comune che colpisce tipicamente i bambini più piccoli), il virus respiratorio sinciziale e il virus che provoca il Covid”.
"L'Oms ha inviato alla Cina una richiesta ufficiale di informazioni dettagliate sull'aumento delle malattie respiratorie e dei focolai di polmonite segnalati nei bambini", ha dichiarato mercoledì l'organizzazione in un comunicato. Sono
stati segnalati “cluster di polmonite non diagnosticata nei bambini
della Cina settentrionale. Non è chiaro se questi fossero associati a un
aumento complessivo delle infezioni respiratorie precedentemente
segnalate dalle autorità cinesi o a eventi separati”. Raccomandando alla popolazione di adottare misure già consigliate durante la pandemia di Covid (e in tutte le epidemie in generale): vaccinazione, isolamento in casi di sintomi, uso delle mascherine. Preoccupazioni che arrivano quasi quattro anni dopo la comparsa in Cina di quella che all’inizio era una misteriosa polmonite virale e che si sarebbe trasformata poi in una pandemia: con l’Oms criticata all’epoca per la mancanza di reattività nel lanciare l’allarme.
La Cina si avvia verso il suo primo inverno dopo l'allentamento delle severe restrizioni anti-Covid dello scorso anno. E i funzionari attribuiscono l’aumento dei casi di polmonite anche a questo, come del resto si verificò in altri Paesi europei e negli Stati Uniti dopo la fine delle restrizioni pandemiche. “Si tratta di un'impennata stagionale relativamente grande, forse in parte dovuta al caso e in parte al fatto che c'è un po' di 'debito di immunità’”, spiega a Reuters Ben Cowling, epidemiologo dell'Università di Hong Kong.
I media locali hanno riportato un aumento costante delle infezioni da mycoplasma tra i bambini delle scuole materne ed elementari. Che tende a causare solo lievi raffreddori nei bambini più grandi e negli adulti con un sistema immunitario robusto, mentre nei bambini più piccoli si può sviluppare in polmonite, con sintomi che durano per settimane. L'ospedale Chaoyang di Pechino, il principale centro medico cinese per le malattie respiratorie, ha visto il tasso di positività al mycoplasma tra i bambini salire al 40% - rispetto ad appena il 6% tra gli adulti - ha dichiarato il vicedirettore dell’ospedale.