Hamas, gli 007 israeliani ignorarono un rapporto sull’attacco: “Solo uno scenario immaginario”
di Enrico FranceschiniLONDRA – Qualche settimana prima del massacro commesso da Hamas il 7 ottobre scorso, l’intelligence israeliana ignorò un dettagliato allarme su preparativi dei jihadisti palestinesi per attaccare le comunità e i kibbutz dello Stato ebraico appena fuori dalla Striscia di Gaza, ucciderne gli abitanti e catturare ostaggi.
Una soldata israeliana, appartenente a un’unità speciale di sentinelle lungo i confini con Gaza, inviò un dettagliato rapporto in merito ai suoi superiori, ma un alto ufficiale dei servizi di sicurezza lo scartò definendolo “uno scenario immaginario”. Lo rivela oggi il Financial Times, citando due fonti anonime con diretta conoscenza del fatto.
Le sentinelle alla frontiera con Gaza, quasi tutte donne, hanno il compito di analizzare il costante flusso di video e di altre informazioni provenienti dalla barriera elettronica lungo la striscia, da cui Israele si ritirò completamente nel 2006.
Settimane prima dell’attacco del 7 ottobre, una di queste soldate fece rappor…
LONDRA – Qualche settimana prima del massacro commesso da Hamas il 7 ottobre scorso, l’intelligence israeliana ignorò un dettagliato allarme su preparativi dei jihadisti palestinesi per attaccare le comunità e i kibbutz dello Stato ebraico appena fuori dalla Striscia di Gaza, ucciderne gli abitanti e catturare ostaggi.
Una soldata israeliana, appartenente a un’unità speciale di sentinelle lungo i confini con Gaza, inviò un dettagliato rapporto in merito ai suoi superiori, ma un alto ufficiale dei servizi di sicurezza lo scartò definendolo “uno scenario immaginario”. Lo rivela oggi il Financial Times, citando due fonti anonime con diretta conoscenza del fatto.
Le sentinelle alla frontiera con Gaza, quasi tutte donne, hanno il compito di analizzare il costante flusso di video e di altre informazioni provenienti dalla barriera elettronica lungo la striscia, da cui Israele si ritirò completamente nel 2006.
Settimane prima dell’attacco del 7 ottobre, una di queste soldate fece rapporto al più alto ufficiale dell’intelligence militare del comando meridionale delle forze armate israeliane, con avvertimenti specifici sull’addestramento che Hamas stava conducendo per “fare saltare in aria i check-point alla frontiera in varie località, entrare in territorio israeliano e prendere possesso dei kibbutz ebraici” che sorgono nelle vicinanze del confine: esattamente quello che è accaduto il 7 ottobre.
Il rapporto aggiungeva che Hamas si stava esercitando a prendere ostaggi e che un attacco appariva “imminente”. A convincere la soldatessa che doveva dare l’allarme era la presenza di un comandante di Hamas di alto rango a supervisionare l’addestramento, identificato dalle sentinelle dell’unità 8200, un corpo speciale dell’intelligence militare israeliana, dopo averlo riconosciuto grazie all’archivio elettronico di volti e identità di cui dispongono i servizi di sicurezza.
“Questo è uno scenario immaginario”, fu la risposta dell’alto ufficiale dell’intelligence e nessuna azione venne presa per rispondere all’apparente minaccia, poi risultata nella morte di 1200 israeliani e nella cattura di più di 240 ostaggi, la peggiore perdita sofferta in un giorno da Israele nei suoi 75 anni di esistenza.
Giovedì sera la radiotelevisione pubblica israeliana ha diffuso la notizia di un analogo allarme lanciato da soldati di basso grado ai loro superiori, che comprendeva la possibilità di abbattere un aereo israeliano e di issare la bandiera di Hamas sul territorio dello Stato ebraico.
Le fonti del quotidiano britannico indicano che la mancata reazione all’allarme è ora oggetto di discussione e potrebbe portare a provvedimenti disciplinari. Secondo queste indiscrezioni l’allarme non è stato ignorato perché proveniente da sentinelle di basso grado, ma perché andava contro l’opinione dominante del governo israeliano secondo cui la minaccia di Hamas era stata contenuta attraverso il blocco ermetico di Gaza, i raid aerei del passato contro le installazioni militari del gruppo e i fondi forniti dal Qatar ed altri ad Hamas come strumento per placare gli istinti bellicosi dell’organizzazione.
In risposta a una richiesta di un commento sulle rivelazioni, un portavoce delle forze armate ha detto al quotidiano della City che alti comandi e soldati sono adesso concentrati sulla missione di sconfiggere Hamas: “Dopo la guerra, ci sarà un’approfondita inchiesta per chiarire tutto”.