L’inchiesta: una bambina ucraina scomparsa a Kherson è stata adottata da un leader politico russo
di Riccardo RicciMOSCA - Il leader del partito Russia Giusta, Sergej Mironov, con la sua nuova moglie Inna Varlamova, ha adottato una bambina ucraina a cui ha dato un nuovo nome e una nuova identità. Il gruppo giornalistico d’indagine Important Stories e BBC Panorama hanno ricostruito il percorso che ha portato Margarita Prokopenko, di soli dieci mesi, dall’ospedale pediatrico di Kherson alla regione di Mosca, dove un tribunale ha dato il via libera all’adozione e al cambio di identità. Ora la bambina, di nazionalità russa, si chiama Marina Sergeevna Mironova. È il primo caso noto di adozione di bambini ucraini da parte di politici russi di alto profilo.
Mironov ha immediatamente bollato l’inchiesta come “fake” dei servizi speciali ucraini e dei loro curatori occidentali: “Dietro tutto questo c'è un obiettivo: screditare coloro che oggi assumono una posizione patriottica inconciliabile”. Il leader di Russia Giusta è un acceso sostenitore della cosiddetta operazione militare speciale e il suo grup…
MOSCA - Il leader del partito Russia Giusta, Sergej Mironov, con la sua nuova moglie Inna Varlamova, ha adottato una bambina ucraina a cui ha dato un nuovo nome e una nuova identità. Il gruppo giornalistico d’indagine Important Stories e BBC Panorama hanno ricostruito il percorso che ha portato Margarita Prokopenko, di soli dieci mesi, dall’ospedale pediatrico di Kherson alla regione di Mosca, dove un tribunale ha dato il via libera all’adozione e al cambio di identità. Ora la bambina, di nazionalità russa, si chiama Marina Sergeevna Mironova. È il primo caso noto di adozione di bambini ucraini da parte di politici russi di alto profilo.
Mironov ha immediatamente bollato l’inchiesta come “fake” dei servizi speciali ucraini e dei loro curatori occidentali: “Dietro tutto questo c'è un obiettivo: screditare coloro che oggi assumono una posizione patriottica inconciliabile”. Il leader di Russia Giusta è un acceso sostenitore della cosiddetta operazione militare speciale e il suo gruppo parlamentare propone di riconoscere l’Ucraina come uno stato terrorista; sul piano interno è promotore della difesa dei valori tradizionali e della famiglia.
Dall'indagine è emerso che alla fine di agosto 2022 Inna Varlamova, che al momento non era ancora ufficialmente sposata con Mironov, ha visitato un orfanotrofio nella regione di Kherson, al quale la piccola Margarita era affidata già prima dell’inizio del conflitto. Una fonte di Important Stories ha riferito che la madre biologica di Margarita era stata privata dei diritti genitoriali e che suo padre era morto.
Accompagnata dalla deputata Jana Lantratova e dalla direttrice dell’orfanotrofio Tatjana Zavalskaja, nominata dopo l’annessione, la futura moglie di Mironov ha fatto visita all’ospedale pediatrico regionale dove la bambina in quel momento era in cura per una bronchite. Nello stesso ospedale di Margarita era in cura anche Ilja Vashchenko, di due anni.
Nei giorni successivi, la direttrice del centro pediatrico l’ospedale, Natalja Ljutikova, è stata sollecitata dall’orfanotrofio a dimettere al più presto Margarita e Ilja: "Quando ho chiesto perché avrei dovuto dimettere i bambini malati, Zavalskaja ha detto che quella donna li aveva scelti e li avrebbe portati a Mosca, tutto era pronto e c'erano i biglietti".
I medici sono riusciti a posticipare la dimissione solo per una settimana. Secondo Important Stories, i bambini sono stati ufficialmente portati fuori dalla regione di Kherson per “esami e determinazione di ulteriori tecniche terapeutiche e riabilitative”.
Un carteggio tra il Ministero per lo sviluppo sociale della regione di Mosca e l'orfanotrofio di Kherson risalente all'inizio di settembre 2022 dimostra che i bambini sono arrivati nella capitale russa circa una settimana dopo aver lasciato Kherson. L'ufficio di Mosca chiedeva conferma che Margarita e Ilya fossero privi di cure genitoriali.
Nel dicembre 2022, il 70enne Mironov e la 55 enne Varlamova, ormai ufficialmente sposati, hanno completato le pratiche per l’adozione di Margarita. Su richiesta dei genitori adottivi, i dati personali di Margarita sono stati modificati: non solo Margarita è diventata Marina Sergeevna Mironova, ma dall’atto di nascita ora risulta nata a Podolsk, la cittadina alle porte di Mosca sede del tribunale che ha curato l’adozione.
Il destino di Ilja invece non è del tutto noto. Important Stories ha scoperto che solo un anno dopo il suo trasferimento, nel settembre 2023, ha ricevuto un nuovo certificato di nascita, sempre nella regione di Mosca.
Se provate, le azioni di Mironov e di sua moglie, potrebbero essere classificate come crimine di guerra e genocidio dalla Corte penale internazionale, che in precedenza ha già emesso mandati di arresto per il presidente Vladimir Putin e per il garante dell’infanzia, Maria Lvova-Belova.
Dal punto di vista del diritto internazionale, ha spiegato agli autori dell’indagine l'avvocato Maria Chashchilova, l'adozione di minorenni ucraini trasferiti in Russia rappresenta un crimine ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e la repressione del genocidio: questi bambini hanno spesso parenti o tutori in Ucraina con cui hanno perso i contatti. Nel caso concreto, i tutori sono i funzionari degli orfanotrofi.
Anche la stessa Maria Lvova-Belova ha ripetutamente affermato che i cittadini russi non possono adottare bambini provenienti dai territori dell’Ucraina annessi. In caso contrario sarebbe estremamente difficile ricostruire i legami con i parenti o i tutori in patria. I genitori adottivi hanno gli stessi diritti della famiglia naturale e possono modificare i dati personali del bambino, come è successo con Margarita.