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Sudafrica, l’atleta Oscar Pistorius ottiene la condizionale dieci anni dopo l’uccisione della fidanzata

Sudafrica, l’atleta Oscar Pistorius ottiene la condizionale dieci anni dopo l’uccisione della fidanzata
(afp)

L’ex atleta era stato condannato per l’uccisione della compagna, ha sempre mantenuto la linea difensiva del “tragico sbaglio”

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LONDRA – L’uomo più veloce del mondo su due arti d’acciaio stabilisce un nuovo record: quello di detenuto più svelto a uscire di prigione dopo un omicidio. A correre fuori, si potrebbe dire nel suo caso. Dieci anni fa Oscar Pistorius uccise a revolverate la fidanzata Reeva Steenkamp, sparandole quattro colpi attraverso la porta del bagno di casa, nel giorno di San Valentino: ha sempre sostenuto che sia stato un tragico errore, dicendo di averla scambiata per un ladro, nonostante avessero appena litigato per l’ennesima volta, lei minacciasse di lasciarlo e lui fosse roso dalla gelosia.

Adesso la commissione per la libertà condizionata del Sud Africa ha deciso che Blade Runner, com’era soprannominato per le lame che aveva al posto delle gambe, potrà lasciare il carcere il 5 gennaio 2024: i giudici ritengono che abbia scontato una pena sufficiente, tenuto buona condotta e manifestato pentimento, sebbene non abbia mai ammesso di avere ucciso deliberatamente la compagna. Un verdetto che provoca altro dolore ai familiari della vittima e che suona ingiusto, quasi antistorico, nel momento in cui il movimento delle donne rilancia la lotta contro la violenza maschile.

La vittima e la famiglia


Pistorius ha 37 anni: tutto il tempo di rifarsi una vita. Reeva ne aveva appena 30 quando perse la propria: era una fotomodella di successo, con un futuro da attrice e una grande carriera davanti a sé. Sua madre, June Steenkamp, non si è opposta formalmente al rilascio di Oscar, ma in una lettera inviata alla commissione giudicante afferma: “Mi domando se gli enormi problemi di Pistorius nel controllare la rabbia siano stati veramente superati nel periodo che ha trascorso dietro le sbarre. Io sarei preoccupata per qualunque donna che verrà a contatto con lui”. June non se l’è sentita di assistere all’udienza, condotta nel carcere di Atteridgeville, vicino alla capitale Pretoria: “Non ho l’energia per vedermelo di fronte in aula”, ha detto. Non c’era nemmeno suo marito, morto qualche mese fa: “Il mio caro Barry”, ha continuato June, “ci ha lasciati completamente devastato dal pensiero di non essere riuscito a proteggere nostra figlia. La sua sola speranza era che Oscar trovasse dentro di sé la forza per ammettere prima o poi la verità”.


Ma questo, a detta della maggior parte dei commentatori, in Sud Africa e altrove, non è ancora avvenuto. Protetto da una famiglia facoltosa e dai migliori avvocati, l’ex-atleta sudafricano si è trincerato dietro la propria linea di difesa, quella del tragico sbaglio, ha sfruttato al meglio le leggi del suo Paese e sta per diventare un uomo libero. La morte di Reeva risale al 2013. Pistorius è in prigione dal 2014. Una prima sentenza lo condannò a cinque anni di carcere per omicidio involontario, suscitando sdegno e proteste internazionali. In appello è stata portata a tredici anni. Ora la commissione per la libertà condizionata, che aveva respinto nel 2022 una prima richiesta di rilascio anticipato, ha deliberato che dieci anni in cella bastano come pena per l’uccisione di una giovane donna.

L’ex campione


Detto “l’uomo che correva senza gambe”, amputategli per una grave malformazione all’età di undici mesi, Oscar Pistorius è stato campione paralimpico nei 200 metri nel 2004 e nei 100, 200 e 400 metri nel 2008, detentore del record mondiale in tutte e tre le categorie. La sua consacrazione è venuta però quando è stato ammesso ai Giochi Olimpici del 2012 a Londra, in cui è arrivato alla semifinale dei 400, primo atleta amputato capace di gareggiare alle Olimpiadi nell’atletica leggera. Sulle sue fibre di carbonio ribattezzate cheetah (ghepardo), ha anche ottenuto l’argento ai Mondiali di Taegu nel 2011, primo caso di un atleta paralimpico capace di vincere una medaglia in una competizione iridata per normodotati. Il fidanzamento con la bellissima Reeva sembrava il lieto fine di una favola, invece ha fatto emergere frustrazioni, gelosie e sopraffazione. Il suo ex-manager ha raccontato che in carcere Oscar ha perso i capelli, si è messo a fumare e ha studiato business: pare che in libertà voglia occuparsi di immobili. La corsa di Blade Runner continua, neanche undici anni dopo avere fermato per sempre quella della sua fidanzata.

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