Lo scrittore irlandese Tóibín: “L’estrema destra non riuscirà a conquistare la mia Irlanda”
dal nostro inviato Antonello GuerreraDUBLINO – “No, l’estrema destra non conquisterà mai l’Irlanda. Il mio Paese rimarrà accogliente”. Colm Tóibín, 68 anni, tra i più grandi scrittori irlandesi viventi e “dubliner” da una vita, ne è sicuro. L’autore dell’acclamato Il mago, dopo lo shock del 23 novembre, ci spiega perché.
Perché l’estrema destra non conquisterà l’Irlanda, Tóibín?
“Perché a differenza di Italia, Germania, Francia, Spagna o Inghilterra, l’Irlanda non ha un partito anti-immigrazione”.
Non pensa che di questo passo potrebbe averlo?
“No. Giovedì sera c’ è stata una rivolta di piccoli gruppi violenti. Che, a differenza del passato, sono molto più organizzati, anche grazie alla tecnologia. Ma non hanno una lea…
DUBLINO – “No, l’estrema destra non conquisterà mai l’Irlanda. Il mio Paese rimarrà accogliente”. Colm Tóibín, 68 anni, tra i più grandi scrittori irlandesi viventi e “dubliner” da una vita, ne è sicuro. L’autore dell’acclamato Il mago, dopo lo shock del 23 novembre, ci spiega perché.
Perché l’estrema destra non conquisterà l’Irlanda, Tóibín?
“Perché a differenza di Italia, Germania, Francia, Spagna o Inghilterra, l’Irlanda non ha un partito anti-immigrazione”.
Non pensa che di questo passo potrebbe averlo?
“No. Giovedì sera c’ è stata una rivolta di piccoli gruppi violenti. Che, a differenza del passato, sono molto più organizzati, anche grazie alla tecnologia. Ma non hanno una leadership, hanno solo l’intento comune di creare il caos e svanire. Non è un movimento di massa e non mi pare che siamo di fronte a uno spartiacque politico”.
La rabbia contro i migranti sembra in aumento, anche per la crisi economica.
“Secondo me rimarranno episodi sporadici. Come quello di qualche giorno fa a Rosslare, nel Sud, dove sbarcano le navi dalla Francia. Molti residenti si sono ribellati contro un secondo centro per richiedenti asilo. Ma sono proteste che molto probabilmente rimarranno locali”.
Non sono sintomi di una tensione più diffusa che attraversa la società irlandese?
“No. Non mi pare che il sentimento anti-migranti sia in crescita o possa diventare un movimento nazionale in Irlanda. C’è risentimento e frustrazione, certo. Ma non credo che possa manifestarsi in maniera più grave di qualche protesta di alcune centinaia di teppisti”.
Si dice che un partito radicale e nazionalista, seppur di sinistra, come Sinn Féin, l’ex braccio politico dell’Ira che sta volando nei sondaggi, sia paradossalmente utile contro l’estrema destra.
“In un certo senso lo è, ma è ovvio che se si liquefacesse, gli scenari politici cambierebbero. Tuttavia, Sinn Féin è a favore dell’immigrazione e non cambierà sponda: vuole conquistare il voto della borghesia e della classe media per andare al governo”.
Negli ultimi tempi, la xenofobia non sta penetrando anche nella borghesia e nella classe media irlandesi?
“No. Sono fette di società terrorizzate dalla violenza e sostengono la polizia. Che in Irlanda non è nemmeno armata e ha un grande consenso popolare. Le scene viste giovedì sera saranno controproducenti per xenofobi, razzisti ed estrema destra. Saranno sempre più isolati. Sono certo che in Irlanda non ci sarà mai un partito come Vox”.