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Nella Dublino ferita dalla guerriglia razzista, “Una notte vergognosa”

(afp)

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“Hanno fatto decine di milioni di danni”, dice il premier Varadkar sugli incidenti che si sono scatenati dopo l’accoltellamento di tre bambini e una donna. La scrittrice Catherine Dunne: “Sono ancora scioccata, provo orrore”. Un ristoratore italiano: “Per la prima volta ho avuto paura in città”. Reportage
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DUBLINO – Jay, muratore di quasi 50 anni, ha sempre vissuto nel centro della capitale, tra Parnell Square e lo stadio Croke Park del Bloody Sunday nel 1920, dove giovedì sera sono esplosi paura e delirio a Dublino. «È una zona sempre più malfamata», ci racconta davanti ai Remembrance Gardens in onore degli eroi della libertà dell’Irlanda, oggi cinti da degrado, delinquenza e senzatetto piegati dalla grave crisi immobiliare del Paese. «La sicurezza non esiste, le donne sono sempre nel mirino di malintenzionati, le aggressioni all’ordine del giorno. Non uscire, soprattutto stasera».

«Sono scioccata, provo orrore», ci dice la scrittrice irlandese Catherine Dunne, “dubliner” doc. Sotto la gloriosa statua del “liberatore” Daniel O’Connell, i negozi di scarpe da ginnastica sono devastati. La polizia in tenuta antisommossa presidia il boulevard dedicato al condottiero cattolico. Operai si affrettano a ripulire la sbornia di ferocia della notte, tra carcasse di auto, bus e tram bruciati. I …

DUBLINO – Jay, muratore di quasi 50 anni, ha sempre vissuto nel centro della capitale, tra Parnell Square e lo stadio Croke Park del Bloody Sunday nel 1920, dove giovedì sera sono esplosi paura e delirio a Dublino. «È una zona sempre più malfamata», ci racconta davanti ai Remembrance Gardens in onore degli eroi della libertà dell’Irlanda, oggi cinti da degrado, delinquenza e senzatetto piegati dalla grave crisi immobiliare del Paese. «La sicurezza non esiste, le donne sono sempre nel mirino di malintenzionati, le aggressioni all’ordine del giorno. Non uscire, soprattutto stasera».

«Sono scioccata, provo orrore», ci dice la scrittrice irlandese Catherine Dunne, “dubliner” doc. Sotto la gloriosa statua del “liberatore” Daniel O’Connell, i negozi di scarpe da ginnastica sono devastati. La polizia in tenuta antisommossa presidia il boulevard dedicato al condottiero cattolico. Operai si affrettano a ripulire la sbornia di ferocia della notte, tra carcasse di auto, bus e tram bruciati. I negozi hanno quasi tutti riaperto inquieti. L’atmosfera vuole essere natalizia. Invece, si sente solo il gelo della violenza.

È un Black Friday blindato a Dublino, dopo un giovedì nerissimo e di sangue, che ha scioccato l’Irlanda. I turisti sono svaniti, così come i circa 500 razzisti, hooligan ed estremisti di destra. Che il 23 novembre hanno assediato il centro dopo l’accoltellamento di tre bambini (una gravissima) e una donna in fin di vita da parte di un 40enne “algerino” — la polizia non conferma — ora in gravi condizioni dopo esser stato placcato e picchiato dai passanti. Ignoto il movente dell’aggressione. Mentre davanti alla scuola dove le vittime sono state assalite si moltiplicano fiori e palloncini.

Ieri sera, xenofobi e delinquenti mascherati non si sono fatti vedere. Troppa polizia schierata, a differenza di giovedì. Quando, in branchi, hanno picchiato brutalmente decine di agenti disarmati: uno è in condizioni gravissime.

In un video virale, i vandali — molti paiono minorenni — accerchiano due poliziotti che si rifugiano in un pub. I ragazzini buttano le loro bici nel fiume Liffey, e poi esultano indemoniati, come in un folle remake del Signore delle Mosche. «La notte della vergogna», l’ha ribattezzata ieri il primo ministro Leo Varadkar, «decine di milioni di danni, la reputazione dell’Irlanda infangata!». «Scene che non vedevamo da decenni», ha ammesso la polizia Garda. Trentaquattro gli arrestati, «ma presto saranno molti di più».

«Per la prima volta ho provato terrore a Dublino», ci racconta Alessandro, titolare del ristorante italiano Terra Madre, a pochi metri dal candido Ha’penny Bridge sul fiume Liffey. «La polizia ha perso totalmente il controllo della situazione. È scattata una terrificante caccia allo straniero. Mai avuta tanta paura». Ancora ieri, su WhatsApp e Telegram, circolavano messaggi di razzisti che annunciavano «ronde per uccidere gli immigrati».

Eppure, come il suo patrono San Patrizio, l’Irlanda è da sempre un Paese di migranti. Ora, con una popolazione di 5,3 milioni, ha accolto circa 94mila rifugiati dall’Ucraina. Per fare un confronto, il Regno Unito (67 milioni) ne ha fatti entrare 170mila. Sempre l’anno scorso c’è stato un altro record dal dopoguerra: 13.651 richieste di diritto di asilo in 12 mesi, con gli arrivi da Algeria, Nigeria, Somalia e Zimbabwe balzati del 234%. L’immigrazione netta (la differenza tra arrivi e partenze di residenti) tra aprile 2022 e aprile 2023 ha toccato quota 77.600, oltre 25mila in più rispetto all’anno precedente. Secondo un sondaggio di Ireland Thinks Poll, il 56% degli irlandesi ritiene che il governo abbia ammesso troppi rifugiati.

E così, mentre l’inflazione dilagava così come la crisi abitativa per una atavica carenza di alloggi popolari, case, alberghi e strutture di emergenza sono presto diventate stracolme. L’Irlanda a fine settembre 2023 aveva 12.827 senzatetto accolti in sistemazioni di fortuna, di cui un terzo bambini, record dal dopoguerra. Mentre i richiedenti asilo con alloggio sono 24.222. Tutto questo ha fatto sì che l’estrema destra e i movimenti xenofobi siano diventati sempre più rumorosi in Irlanda, anche con azioni clamorose e inquietanti, come l’esposizione di cappi fuori dal Parlamento qualche giorno fa. Oggi a Dublino è prevista una maxi manifestazione non autorizzata di migliaia di dimostranti anti-immigrati. E si teme il peggio.

Eppure, molti di quelli che giovedì hanno disarmato eroicamente l’aggressore sono proprio stranieri. Una donna americana, il 21enne aiuto cuoco francese Alan Loren-Guille, il rider brasiliano Caio Benicio. Qualcuno ieri online ha lanciato una piccola colletta per lui: «Ringraziamo Caio con una pinta di birra». A sera, le donazioni avevano già sfondato quota 250mila euro.

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