Ucraina, la seconda campagna d’inverno di Putin: droni suicidi contro Kiev nell’anniversario della carestia sovietica
di Daniele RaineriArriva la seconda campagna d’inverno di Putin contro l’Ucraina e si apre con un attacco senza precedenti contro Kyiv. Nella notte tra venerdì e sabato la Russia ha lanciato settantacinque droni Shahed di fabbricazione iraniana in direzione della capitale ucraina, che è la città con lo spazio aereo meglio difeso del Paese ed è circondata da anelli multipli di batterie anti drone.
I droni sono suicidi, nel senso che alla fine del volo – che può durare anche cinque ore dal momento del decollo nelle basi russe fuori dai confini ucraini – sono progettati per schiantarsi con la loro testata esplosiva da mezzo quintale contro gli obiettivi scelti.
Il dato viene dal canale Telegram dell’aeronautica di Kiev, che sostiene in via ufficiale di avere distrutto in volo 74 dei droni lanciati dai russi e di averne mancato soltanto uno, ma ammette che alcuni degli abbattimenti sono avvenuti così tardi e così dentro alla città che alcuni frammenti hanno ferito cinque persone e danneggiato alcuni e…
Arriva la seconda campagna d’inverno di Putin contro l’Ucraina e si apre con un attacco senza precedenti contro Kyiv. Nella notte tra venerdì e sabato la Russia ha lanciato settantacinque droni Shahed di fabbricazione iraniana in direzione della capitale ucraina, che è la città con lo spazio aereo meglio difeso del Paese ed è circondata da anelli multipli di batterie anti drone.
I droni sono suicidi, nel senso che alla fine del volo – che può durare anche cinque ore dal momento del decollo nelle basi russe fuori dai confini ucraini – sono progettati per schiantarsi con la loro testata esplosiva da mezzo quintale contro gli obiettivi scelti.
Il dato viene dal canale Telegram dell’aeronautica di Kiev, che sostiene in via ufficiale di avere distrutto in volo 74 dei droni lanciati dai russi e di averne mancato soltanto uno, ma ammette che alcuni degli abbattimenti sono avvenuti così tardi e così dentro alla città che alcuni frammenti hanno ferito cinque persone e danneggiato alcuni edifici.
Tra questi anche un asilo – che in quel momento era vuoto. Se fosse confermato, si tratterebbe dello sciame di droni più grande dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022. Per sei ore i velivoli suicidi si sono avvicinati alla capitale da direzioni differenti e hanno seguito percorsi irregolari nella speranza di trovare un varco nelle difese.
Anche l’Ucraina in questi mesi ha lanciato attacchi con droni di fabbricazione nazionale contro Mosca, ma erano operazioni condotte con al massimo una decina di ordigni per volta e non hanno sortito effetti dal punto di vista militare – se non quello di bloccare spesso gli aeroporti della capitale russa.
C’era la firma beffarda della Russia in questo assalto aereo a sorpresa a Kiev: cade nel giorno che ogni anno è dedicato al ricordo dell’Holodomor, la grande carestia artificiale provocata dall’Unione Sovietica che negli anni Trenta condannò alla morte per fame milioni di ucraini.
Il messaggio da parte di Mosca è chiaro, la campagna di bombardamenti sarà una replica migliore – dal punto di vista russo – di quella che già l’anno scorso aveva come obiettivo far piombare l’Ucraina nel buio e nel freddo. Per i civili c’è la minaccia di un nuovo disastro artificiale, che un anno fa fu scongiurato soltanto grazie alle difese aeree donate dai governi occidentali e a una campagna di riparazioni in tempi record alla rete elettrica e nelle centrali termiche.
Il bombardamento massiccio – o meglio: il tentato bombardamento massiccio – da parte dei russi arriva dopo un periodo di relativa tranquillità nella capitale dell’Ucraina. A ottobre le sirene aeree a Kiev sono suonate soltanto sei notti e non era mai successo prima che ci fossero così pochi allarmi. L’11 novembre un missile aveva interrotto un periodo di notti pacifiche che durava da 52 giorni e che era ricominciato subito dopo.
Questo intervallo di quiete però era probabilmente il risultato della volontà russa di accumulare missili e droni a sufficienza in estate e in autunno per lanciare attacchi efficaci contro l’Ucraina in inverno. I bombardamenti per funzionare devono essere fatti con molti droni e molti missili nello stesso momento, in modo da saturare e confondere i sistemi di difesa.
La Russia non può produrre un numero infinito di missili, perché procurarsi alcune componenti non è banale – in particolare da quando ci sono le sanzioni internazionali. Così per qualche tempo deve produrre missili senza spararli e questo potrebbe aver generato nei civili a Kiev un senso di falsa sicurezza.
L’intelligence militare dell’Ucraina in questi giorni ammoniva: le forze russe hanno messo da parte uno stock di ottocento missili per usarlo contro le nostre infrastrutture quando arriverà il freddo. Siamo a fine novembre, la fase più rigida dell’inverno è alle porte e comincia la campagna del Cremlino – che approfitta del fatto che la maggior parte dell’attenzione internazionale in questo momento è concentrata su quello che succede nella Striscia di Gaza tra Hamas e Israele e del senso di stanchezza che circola nell’Europa occidentale quando si parla dell’invasione in Ucraina.