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Covent Garden, i residenti disperati per il caos reclamano una stretta sugli artisti di strada. Ma è rivolta: “Violenza culturale”

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Gli assessori della celebre zona di Londra si riuniranno dopo le proteste degli abitanti contro l’inquinamento acustico e gli enormi assembramenti causati dalle performance. Si punta a inasprire una legge del 2021 che designa aree apposite a pagamento per musicisti e giocolieri vari e pone limiti temporali alle esibizioni
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LONDRA - È una tradizione da oltre 400 anni a Londra, con turisti e curiosi che da tutto il mondo affollano Covent Garden per ammirare giocolieri, illusionisti, esibizionisti mangiafuoco, temerari scavezzacolli, cantanti, musicisti di ogni sorta. Ora, però, si teme che questi artisti possano sparire presto dalla strada. Visto che il comune di Westminster, nel cuore di Londra, il prossimo 4 dicembre si riunirà per decidere la sorte di una storica attrazione della capitale, registrata per la prima volta addirittura dallo scrittore Samuel Pepys. Che nel 1662 nel suo diario, oltre alle sensazionali cronache della Grande peste del del Grande incendio di Londra di qualche anno dopo, appuntò di aver assistito, nel mezzo della oggi candida Covent Garden, a uno show di marionette.

Ma la festa potrebbe finire presto a Covent Garden. O almeno così sostiene l’associazione degli "street performers" londinese Covent Garden Street Performers Association (Cgspa), che parla di “violenza culturale” e …

LONDRA - È una tradizione da oltre 400 anni a Londra, con turisti e curiosi che da tutto il mondo affollano Covent Garden per ammirare giocolieri, illusionisti, esibizionisti mangiafuoco, temerari scavezzacolli, cantanti, musicisti di ogni sorta. Ora, però, si teme che questi artisti possano sparire presto dalla strada. Visto che il comune di Westminster, nel cuore di Londra, il prossimo 4 dicembre si riunirà per decidere la sorte di una storica attrazione della capitale, registrata per la prima volta addirittura dallo scrittore Samuel Pepys. Che nel 1662 nel suo diario, oltre alle sensazionali cronache della Grande peste del del Grande incendio di Londra di qualche anno dopo, appuntò di aver assistito, nel mezzo della oggi candida Covent Garden, a uno show di marionette.

Ma la festa potrebbe finire presto a Covent Garden. O almeno così sostiene l’associazione degli "street performers" londinese Covent Garden Street Performers Association (Cgspa), che parla di “violenza culturale” e accusa il comune della capitale britannica di voler “criminalizzare l’arte”. Questo perché, la settimana prossima, gli assessori del Westminster Council si riuniranno dopo le proteste dei residenti locali - circa 6mila nella sola Covent Garden - contro l’inquinamento acustico, gli schiamazzi continui e gli enormi assembramenti che ogni giorno avvengono sotto i loro portoni. Difatti, negli ultimi tempi, le proteste dei cittadini locali esasperati dal chiasso sono cresciute sensibilmente: 5.070 tra aprile 2021 e maggio 2023, una cifra ben più alta della media annuale di circa 2.200, con la metà degli esposti proprio contro il baccano quotidiano.

Ora, dunque, sotto la pressione dei residenti della zona, il comune vuole inasprire una legge approvata nel 2021 proprio per regolare il business di questi artisti di strada, designando aree apposite a pagamento per loro e ponendo limiti spaziali e temporali alle loro performance. La realtà è che, a due anni dalla loro bollinatura, queste norme vengono rispettate pochissimo. E, soprattutto, la polizia non ha sufficienti poteri, secondo quella vecchia legislazione, per farle metterle davvero in pratica. E così il Westminster Council è sul punto di inasprire ulteriormente queste regole e norme sulla sicurezza. Vietando, tra le altre cose, ogni show o esibizione che includa il ricorso a coltelli o al fuoco, per esempio.

“Così uccidono il nostro lavoro e la nostra arte”, protestano Melvyn Altwarg e Peter Kolofsky della Covent Garden Street Performers Association, “si tratta una tradizione da oltre 400 anni, sappiamo fare bene il nostro mestiere. Il fracasso e il chiasso avvengono molto di più in altre aree, come Piccadilly Circus e Leicester Square”. Il punto è proprio questo: gli artisti di quartiere, che provengono da tutto il mondo e talvolta anche da rinomate compagnie come il Cirque Du Soleil, non vogliono essere soffocati da norme troppo restrittive. Insomma, vogliono autoregolarsi. Non la pensa così il comune di Westminster, sebbene ufficialmente respinga le accuse di voler cancellare l’arte di strada di Covent Garden: “Faremo solo piccoli cambiamenti”. A una tradizione oramai così celebre nel mondo che anche lo stesso sito ufficiale dell'elegante e centralissimo quartiere londinese la include nelle sue “attrazioni da non perdere”. Chissà fino a quando.

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