✕

“Autenticità”, il termine più amato da Taylor Swift diventa la parola dell’anno negli Stati Uniti

L’anno scorso era stata “gaslighting”, manipolazione: la scelta rivela quanto sia sentito il tema della ricerca della verità nell’era dell’intelligenza artificiale
2 minuti di lettura

NEW YORK - Di sicuro la “parola dell’anno” scelta dal più popolare dizionario americano, il Merriam Webster, non è stata selezionata dall’intelligenza artificiale. E’ “autentico”, “sii autentico”, qualità rara in un mondo sempre più dominato dalla realtà digitale. La parola è stata scelta tra le 500 mila che compongono uno dei dizionari più antichi nel mondo anglosassone. Questo è l’anno dell’IA, della realtà parallela creata dal’algoritmo. Al World Government Summit di Dubai, a febbraio, Elon Musk aveva chiesto ai top manager, politici e leader politici di “parlare in modo autentico” sui social media. Il ChatGpt ha fatto irruzione a scuola, sul lavoro, nei testi degli sceneggiatori di Hollywood, ma non potrà mai raggiungere quella dimensione umana di autenticità. “Nel 2023 - ha spiegato Merriam Webster - abbiamo visto una crisi di autenticità e quando noi mettiamo in dubbio l’autenticità e ci interroghiamo per capire se lo è davvero, le diamo ancora più valore”.

La selezione arriva n…

NEW YORK - Di sicuro la “parola dell’anno” scelta dal più popolare dizionario americano, il Merriam Webster, non è stata selezionata dall’intelligenza artificiale. E’ “autentico”, “sii autentico”, qualità rara in un mondo sempre più dominato dalla realtà digitale. La parola è stata scelta tra le 500 mila che compongono uno dei dizionari più antichi nel mondo anglosassone. Questo è l’anno dell’IA, della realtà parallela creata dal’algoritmo. Al World Government Summit di Dubai, a febbraio, Elon Musk aveva chiesto ai top manager, politici e leader politici di “parlare in modo autentico” sui social media. Il ChatGpt ha fatto irruzione a scuola, sul lavoro, nei testi degli sceneggiatori di Hollywood, ma non potrà mai raggiungere quella dimensione umana di autenticità. “Nel 2023 - ha spiegato Merriam Webster - abbiamo visto una crisi di autenticità e quando noi mettiamo in dubbio l’autenticità e ci interroghiamo per capire se lo è davvero, le diamo ancora più valore”.

La selezione arriva nel mezzo della rivoluzione culturale, in cui milioni di utenti digitali devono precisare nelle loro bio di essere “real”, reali e non troll creati dal software, anche se nella piattaforma di Musk, ‘X’, si acquista il titolo di “account autentico” versando circa otto dollari al mese di abbonamento. “Sebbene sia una qualità desiderabile - ha spiegato Merriam Webster - ‘autentico’ è un soggetto difficile da definire, ma che ha visto nel 2023 una crescita evidente nella ricerca degli utenti”. Come sinonimo di vero, non falso o imitazione, “authentic” viene declinato anche su sé stessi, come “essere autentici”, conformi all’originale e non manipolati dalla realtà digitale.

Merriam-Webster sottolinea anche che "autentico” è stato il termine preferito da star come Sam Smith e Taylor Swift, che quest'anno hanno fatto notizia con dichiarazioni sulla ricerca della loro "voce autentica" e del loro "sé autentico". Un altro fan della parola è Elon Musk, che spesso ha affermato che le persone dovrebbero essere più "autentiche" sui social media.

Nel 2022 la parola dell'anno era stata “gaslighting”, inteso come manipolazione. Nel 2021, “verificato". Nelle ultime tre scelte emerge un filo comune: l’importanza sempre più necessaria della ricerca di verità. Ma scorrendo la top ten delle parole più cliccate, emergono momenti che hanno segnato quest’anno: c'è “Rizz”, parola gergale usata per indicare “fascino” o “carisma”, aggiunta a settembre e Kibbutz, comunità agricola collettiva, il cui nome ha registrato un’impennata dopo il massacro del 7 ottobre quando Hamas ha compiuto massacri nei kibbutz israeliani. E poi “implode”, dopo l’implosione del sommergibile Titan, il 18 giugno, durante la missione commerciale alla scoperta del relitto del Titanic. E “Deadname”, cioè il nome che un transgender riceve alla nascita e che non viene più usato dopo la transizione. Tra le parole top, “doppelganger”, l’”alter ego”, “incoronazione”, quella di re Carlo il 6 maggio, quando in quei giorni la parola registrò una crescita di più del 15mila per cento rispetto all’anno precedente. Ma anche “deepfake”, immagini o registrazioni manipolate ad arte per rovinare la reputazione di qualcuno o fargli dire cose che non ha mai pronunciato, e “dystopian”, distopico, come utopia negativa. Altre due parole sono legate alla cronaca americana: “Covenant”, inteso come patto, ma che ha vissuto un momento di triste popolarità il 27 marzo, giorno della strage alla Covenant School di Nashville, Tennessee, quando una ex studentessa uccise tre bambini e tre adulti. E “indict”, da accusare, incriminare, nell’anno in cui l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è finito incriminato in quattro inchieste.

Leggi i commenti