Clima, i vescovi Usa non disinvestono dai combustibili fossili
di Iacopo Scaramuzzi
Nonostante gli appelli di papa Francesco, i vescovi degli Stati Uniti non sono impegnati a disinvestire i fondi delle proprie diocesi da attività legate ai combustibili fossili. Secondo un’analisi condotta dall’agenzia Reuters e pubblicata alla vigilia del vertice per il clima a Dubai, dove era atteso anche papa Francesco che ha però annullato all’ultimo a causa di un’influenza, le diocesi statunitensi detengono milioni di dollari in azioni di società produttrici di combustibili fossili e almeno una dozzina – sette delle quali in Texas – affittano terreni a imprese di trivellazione. In particolare, Reuters cita i rapporti finanziari delle diocesi di Boston, Chicago, San Francisco, Erie, nonché di San Antonio, Austin e Fort Worth in Texas, per rilevare che esse detengono azioni nel settore energetico senza specificare i nomi delle società.
Linee guida e business
La conferenza episcopale degli Stati Uniti, da parte sua, ha sì aggiornato nel 2021 linee guida sugli investimenti socialment…
Nonostante gli appelli di papa Francesco, i vescovi degli Stati Uniti non sono impegnati a disinvestire i fondi delle proprie diocesi da attività legate ai combustibili fossili. Secondo un’analisi condotta dall’agenzia Reuters e pubblicata alla vigilia del vertice per il clima a Dubai, dove era atteso anche papa Francesco che ha però annullato all’ultimo a causa di un’influenza, le diocesi statunitensi detengono milioni di dollari in azioni di società produttrici di combustibili fossili e almeno una dozzina – sette delle quali in Texas – affittano terreni a imprese di trivellazione. In particolare, Reuters cita i rapporti finanziari delle diocesi di Boston, Chicago, San Francisco, Erie, nonché di San Antonio, Austin e Fort Worth in Texas, per rilevare che esse detengono azioni nel settore energetico senza specificare i nomi delle società.
Linee guida e business
La conferenza episcopale degli Stati Uniti, da parte sua, ha sì aggiornato nel 2021 linee guida sugli investimenti socialmente responsabili, ma questo documento non annovera alcuna richiesta vincolante ai vescovi per il disinvestimeno dai combustibli fossili. Il gruppo di lavoro che ha elaborato l’aggiornamento è stato guidato dal Christian Brothers Investment Service (Cbis), un gestore di investimenti globale cattolico che gestisce quasi 10 miliardi di dollari e, tra l’altro, offre alle diocesi la partecipazione in fondi di compagnie petrolifere e del gas come BP , Shell, Saudi Aramco, PetroChina e ONGC India.
Gli appelli del Papa
Papa Francesco ha fatto più volte appello al disinvestimento nei combustibili fossili. Nella Laudato si’ (2015) ha scritto che “la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio”. Nell’esortazione apostolica Laudate Deum, pubblicata lo scorso 4 ottobre, contesta l’argomento secondo il quale “gli sforzi per mitigare il cambiamento climatico riducendo l’uso di combustibili fossili e sviluppando forme di energia più pulita porteranno a una riduzione dei posti di lavoro. Ciò che sta accadendo – ha scritto Bergoglio – è che milioni di persone perdono il lavoro a causa delle varie conseguenze del cambiamento climatico: l’innalzamento del livello del mare, la siccità e molti altri fenomeni che colpiscono il pianeta hanno lasciato parecchia gente alla deriva. D’altra parte, la transizione verso forme di energia rinnovabile, ben gestita, così come tutti gli sforzi per adattarsi ai danni del cambiamento climatico, sono in grado di generare innumerevoli posti di lavoro in diversi settori. Per questo è necessario che i politici e gli imprenditori se ne occupino subito”.
Secondo il movimento Laudato Si’, un gruppo cattolico nato a partire dall’enciclica del Papa, circa 354 istituzioni cattoliche in più di 50 paesi hanno disinvestito dai combustibili fossili a partire dal 2015, comprese decine di diocesi nel Regno Unito, Irlanda e Germania.
Un problema con i conservatori
Sabrina Danielsen, professoressa alla Creighton University, ha detto a Reuters che a suo avviso molti vescovi statunitensi rifiutano di compiere questo genere di disinvestimento per la “paura di turbare i cattolici politicamente conservatori nelle loro diocesi, e soprattutto paura di turbare i ricchi donatori conservatori". Secondo una sua ricerca, meno dell’1% degli oltre 12mila articoli dei vescovi statunitensi nelle pubblicazioni ufficiali dal 2014 menzionano il cambiamento climatico, e molti lo hanno fatto minimizzando i rischi del cambiamento climatico.