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Milei vola a Washington per ribadire la vicinanza argentina a Usa e Israele. Snobbato Lula

Javier Milei

 (reuters)
Il neoeletto presidente rompe la tradizione che prevedeva come prima visita all’estero un viaggio in Brasile. Al consigliere statunitense per la Sicurezza nazionale Sullivan promette che raffredderà i rapporti con la Cina
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Javier Milei vola a Washington e omaggia gli Usa con il primo viaggio all’estero da neoeletto presidente dell’Argentina. Snobba il Brasile, interrompendo una tradizione che vedeva come meta della prima visita di ogni nuovo capo dello Stato il paese confinante, con cui l’Argentina ha floridi scambi commerciali. Il presidente brasiliano Lula, del resto, non si è complimentato con il suo omologo che a sua volta lo aveva pesantemente offeso poco prima di vincere le elezioni del 19 novembre. Ma la scelta è legata a motivi di opportunità politica ed è servita a rassicurare un partner strategico.

Nel suo incontro all’Eisenhower Executive Bulding della Casa Bianca, il presidente di estrema destra era accompagnato dalla sorella e suo braccio destro Karina, dal futuro Capo di Stato Maggiore Nicolás Posse, dall’uomo d’affari Gerardo Werthein, amico personale di Bill Clinton (con cui Milei ha poi pranzato), probabile prossimo ambasciatore argentino a Washington. C’erano anche il futuro ministro de…

Javier Milei vola a Washington e omaggia gli Usa con il primo viaggio all’estero da neoeletto presidente dell’Argentina. Snobba il Brasile, interrompendo una tradizione che vedeva come meta della prima visita di ogni nuovo capo dello Stato il paese confinante, con cui l’Argentina ha floridi scambi commerciali. Il presidente brasiliano Lula, del resto, non si è complimentato con il suo omologo che a sua volta lo aveva pesantemente offeso poco prima di vincere le elezioni del 19 novembre. Ma la scelta è legata a motivi di opportunità politica ed è servita a rassicurare un partner strategico.

Nel suo incontro all’Eisenhower Executive Bulding della Casa Bianca, il presidente di estrema destra era accompagnato dalla sorella e suo braccio destro Karina, dal futuro Capo di Stato Maggiore Nicolás Posse, dall’uomo d’affari Gerardo Werthein, amico personale di Bill Clinton (con cui Milei ha poi pranzato), probabile prossimo ambasciatore argentino a Washington. C’erano anche il futuro ministro dell’Economia Luis Caputo, già titolare delle Finanze nel governo di Mauricio Macri, lo stratega della comunicazione Santiago Caputo e l’ambasciatore Usa a Buenos Aires Mark Stanley. La riunione è durata un’ora ed è stata definita “ottima” dallo stesso Milei con un post pubblicato su X.

Al Consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan, al consigliere di Joe Biden per l’America Latina Juan González e al sottosegretario di Stato per gli affari dell’emisfero occidentale Brian Nichols, il presidente argentino ha illustrato il suo piano economico e ribadito la sua visione geopolitica a livello internazionale. Ha confermato che non aderirà ai Brics, a differenza di quanto deciso dal suo predecessore, che raffredderà i rapporti con la Cina e ha chiarito che considera gli Usa e Israele i suoi partner privilegiati.

Ha colto l’occasione della presenza a Washington per visitare la tomba del rabbino Menachem Mendel Schneerson, noto come il “Lubavitch rebbe” e considerato un luogo sacro per l’ebraismo. Una visita che aveva già compiuto nel settembre scorso proprio per chiedere un aiuto spirituale che lo accompagnasse nella sua sfida per la presidenza.

Ma è stato durante la riunione alla Casa Bianca che ha illustrato il nuovo quadro economico e sociale dell’Argentina ribadendo che il paese si schiera “con l’Occidente e i paesi che rispettano la libertà”. Sullivan ha ascoltato con interesse e attenzione e ha dichiarato, secondo il testo diffuso dalla Casa Rosada, “la volontà degli Usa di collaborare alla transizione del prossimo governo argentino di fronte alla difficile situazione politica, economica e sociale che il paese sta attraversando”.

C’è stato anche il tempo di incontrare alcuni funzionari del Fondo Monetario internazionale ai quali lo stesso Milei ha riportato i contenuti del colloquio in video conferenza avuto venerdì scorso con la presidente Kristalina Georgieva. Il grande paese sudamericano ha un debito di 44 miliardi di dollari con il Fmi che fatica a restituire e che è stato più volte rinegoziato per evitare il default e tranquillizzare i creditori internazionali.

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