Usa, Nikki Haley ottiene l’appoggio dei petrolieri Koch. S’infiamma la sfida a Trump
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - Un tempo, neanche troppo lontano, se eri candidato per il Partito repubblicano alla Casa Bianca e ricevevi l’appoggio dei fratelli Koch, la partita era chiusa o quasi. Pochi altri infatti avrebbero potuto reggere l’impatto elettorale e finanziario di questi ricchissimi petrolieri, imprenditori di successo in molti campi, proprietari della seconda compagnia privata più grande degli Usa, ma anche influenti protagonisti nel mondo delle idee attraverso il Cato Institute. Magari non è più così, dopo l’avvento di Trump. Ma il fatto che Americans for Prosperity, cioè il braccio politico della famiglia Koch, abbia deciso di mettere le sue forze al servizio di Nikki Haley, dice parecchio sul livello di fiducia che l’ex ambasciatrice all’Onu riscuote tra i membri del Gop decisi a tentare di deragliare la seconda corsa presidenziale di Donald. E forse potrebbe impensierire anche lui, perché mette a disposizione della rivale una straordinaria macchina per finanziare la campagna elettor…
New York - Un tempo, neanche troppo lontano, se eri candidato per il Partito repubblicano alla Casa Bianca e ricevevi l’appoggio dei fratelli Koch, la partita era chiusa o quasi. Pochi altri infatti avrebbero potuto reggere l’impatto elettorale e finanziario di questi ricchissimi petrolieri, imprenditori di successo in molti campi, proprietari della seconda compagnia privata più grande degli Usa, ma anche influenti protagonisti nel mondo delle idee attraverso il Cato Institute. Magari non è più così, dopo l’avvento di Trump. Ma il fatto che Americans for Prosperity, cioè il braccio politico della famiglia Koch, abbia deciso di mettere le sue forze al servizio di Nikki Haley, dice parecchio sul livello di fiducia che l’ex ambasciatrice all’Onu riscuote tra i membri del Gop decisi a tentare di deragliare la seconda corsa presidenziale di Donald. E forse potrebbe impensierire anche lui, perché mette a disposizione della rivale una straordinaria macchina per finanziare la campagna elettorale, allagare il mercato con gli spot pubblicitari, mobilitare i suoi sostenitori e portarli alle urne.
Emily Seidel, presidente e ceo di AFP, ha spiegato così la scelta: "Nikki Haley offre all’America l’opportunità di voltare pagina dall’attuale era politica, vincere le primarie repubblicane, e sconfiggere Joe Biden a novembre. Ha ciò che serve per guidare l’agenda politica necessaria ad affrontare la più grandi sfide del nostro Paese e assicurare che i giorni migliori degli Stati Uniti devono ancora venire". In una nazione "lacerata dagli estremisti di entrambe le parti", lei può conquistare "i voti chiave degli indipendenti e moderati, che Trump non ha alcuna possibilità di vincere". Da qui la scelta di sostenerla: "Con la capacità di organizzare la base e gestire i dati che noi portiamo in questa corsa, nessun’altra organizzazione è meglio equipaggiata per aiutarla". Le risorse finanziarie della famiglia Koch infatti sono illimitate, e solo tra l’estate e l’autunno AFP ha già contattato oltre sei milioni di elettori alle primarie. Nello stesso tempo ha iniziato a pubblicare spot che spiegano perché Trump non dovrebbe essere rieletto, che vanno dai suoi limiti come persona agli errori ideologici, per non parlare delle incriminazioni, i processi in corso, e il fatto che a quasi 78 anni d’età anche lui inizia a perdere colpi, dimostrando problemi di senilità.
I portavoce di Donald hanno subito attaccato AFP, dicendo che sono il braccio politico di Pechino, e "mettono la Cina al primo posto invece dell’America". La ruggine è antica, perché già nel 2020 i fratelli Koch si erano rifiutati di aiutare la rielezione di Donald, soprattutto perché le sue politiche isolazioniste e contrarie alla globalizzazione negavano i principi fondamentali del Partito repubblicano. Il colpo però è stato molto duro soprattutto per il governatore della Florida DeSantis, che all’inizio dell’anno sembrava il favorito nella corsa alla nomination, ma ormai sta precipitando. L’aiuto di AFP sarebbe stato fondamentale per lui, e infatti il portavoce ha reagito malamente: "Congratulazioni a Trump per aver ottenuto l’appoggio dei Koch, perché sostenere Haley invece di DeSantis vuol dire favorire la sua rielezione".
In realtà nei sondaggi Donald resta in grande vantaggio tra i repubblicani e la sua vittoria alle primarie viene data quasi per scontata. Haley però sta recuperando, e nelle ultime settimane ha raggiunto DeSantis al secondo posto nei rilevamenti dell’Iowa, superandolo invece nel New Hampshire. Se riuscisse a fare bene nei caucus e le primarie di questi due stati iniziali della corsa, e poi vincesse nella South Carolina dove è stata governatrice, Nikki potrebbe cambiare la dinamica delle elezioni date ormai per scontate.
Il suo punto debole finora è stata proprio la mancanza di capacità organizzativa sul terreno, sommata a risorse finanziarie limitate. Negli ultimi tempi però i grandi manovratori di Wall Street contrari a Trump, come il ceo di JPMorgan Jamie Dimon, si sono interessati a lei, e l’appoggio ora di Americans for Prosperity potrebbe darle la spinta decisiva per tentare almeno di sfidare l’ex presidente.