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Dover distrugge il murale di Banksy dedicato all’Unione europea

L’opera realizzata subito dopo la Brexit valeva un milione di sterline. La notizia della demolizione arriva nelle stesse ore in cui Ursula Von Der Leyen esorta il Regno Unito a tornare in Europa
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LONDRA – Valeva un milione di sterline. Ma oramai è giunta la sua fine. Stiamo parlando di una delle opere più note di Banksy, realizzata pochi mesi dopo la Brexit sancita dal referendum del 23 giugno 2016. Siamo a Dover e non a Bristol, la città natale dello street-artist più famoso e anche misterioso del mondo, che vanta numerosi murales di Banksy sparsi soprattutto in centro e nella zona riqualificata dei docks.

Quello di Dover invece, sulla Manica, era un murale senza nome, sul lato di un palazzo anonimo del porto, ma con la bandiera dell’Unione Europea e un operaio sulla scala che martella una delle 12 stelle gialle sul classico sfondo blu.

Un’opera nata proprio sotto una cattiva stella. Alla fine è arrivata, qualc…

LONDRA – Valeva un milione di sterline. Ma oramai è giunta la sua fine. Stiamo parlando di una delle opere più note di Banksy, realizzata pochi mesi dopo la Brexit sancita dal referendum del 23 giugno 2016. Siamo a Dover e non a Bristol, la città natale dello street-artist più famoso e anche misterioso del mondo, che vanta numerosi murales di Banksy sparsi soprattutto in centro e nella zona riqualificata dei docks.

Quello di Dover invece, sulla Manica, era un murale senza nome, sul lato di un palazzo anonimo del porto, ma con la bandiera dell’Unione Europea e un operaio sulla scala che martella una delle 12 stelle gialle sul classico sfondo blu.

Un’opera nata proprio sotto una cattiva stella. Alla fine è arrivata, qualche giorno fa, la sua definitiva demolizione, poiché è stato buttato giù il palazzo popolare di uffici del vicino castello che la sosteneva, su York Street, nella zona portuale della città inglese.

Un altro progetto di rinnovamento urbano è alla base della demolizione dell’opera dell'artista, visto che il comune di Dover ha approvato un piano per complesso urbano da 25 milioni di sterline dove al posto del vecchio edificio e dell’opera di Banksy sorgeranno un centro culturale e finanziario, che includerà start-up ma anche locali notturni come la discoteca "Funky Monkey”.

In realtà, sin dal 2019 l’opera non era più visibile, per lo meno a occhio nudo. Perché qualcuno - altro mistero della galassia Banksy - una notte del 12 settembre di quattro anni fa ha cancellato l’opera “europea" dell’artista, imbiancandola tutta. L’autore del gesto è tuttora sconosciuto. Forse lo stesso Banksy, che però all’epoca, in un raro intervento online, promise comunque di riaggiornare il murale nei mesi successivi. Cosa che non è mai accaduta, anche perché, una volta rese pubbliche le sue intenzioni, il suo anonimato sarebbe stato a rischio. Altra curiosità: l’edificio di Dover in questione appartiene alla famiglia inglese Goddell proprietaria di un altro palazzo “benedetto” da un’opera di Banksy, a Folkenstone (Kent) nel 2014. All’epoca i Goddell provarono a vendere edificio e opera di Banksy, ma l’Alta Corte britannica li bloccò.

In ogni caso, seppur imbiancata, l’opera sulla Ue di Banksy poteva essere ancora recuperata prima della demolizione. Ma ciò è avvenuto solo parzialmente. Il leader del consiglio comunale, il laburista Kevin Mills, ha detto al Times che “sono state salvate le immagini delle stelle e dell’operaio, tra l’altro già parzialmente rubate o danneggiate, ma non lo sfondo blu. Comunque abbiamo fotografie digitali del murale, magari possiamo duplicarlo”. Per poi difendersi: “Non siamo stati noi autorità comunali a far svanire quell’opera di Banksy. Di questo ne sono certo”.

La notizia della demolizione dell’opera dell’artista inglese a Dover, sulla costa opposta alla Francia, arriva proprio nelle ore in cui la presidente del Consiglio europeo, Ursula Von Der Leyen, ha esortato il Regno Unito a tornare nella Ue. “Abbiamo fatto una cavolata”, ha detto la leader tedesca durante un evento a Bruxelles organizzato da Politico martedì sera, “ma le future generazioni sistemeranno le cose, ho molta fiducia su questo. Mi sembra chiaro che stiamo andando verso questa direzione”.

Il portavoce del primo ministro britannico Rishi Sunak smentisce: “Il nostro futuro è fuori dalla Ue, dove prospereremo grazie alle nuove libertà acquisite”. Mentre il leader laburista Sir Keir Starmer, secondo i sondaggi probabile prossimo ministro dopo le elezioni del 2024, da mesi ripete che “il Regno Unito debba riavvicinarsi il più possibile ai nostri amici europei, pur restando fuori da Ue e mercato unico”. Eppure, secondo Von Der Leyen il nuovo destino europeo di Londra pare già segnato.

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