Paura a Gerusalemme, tre morti in un attentato alla fermata del bus. Uccisi i due terroristi. Ben Gvir: “Erano membri di Hamas”
dalla nostra inviata Francesca CaferriGERUSALEMME – La paura è tornata nelle strade di una Gerusalemme fino ad oggi risparmiata dall’escalation di violenza seguita agli attacchi del 7 ottobre in Israele. Due uomini armati – palestinesi di Gerusalemme Est e “affiliati ad Hamas” secondo le prime dichiarazioni del ministro degli Interni Ben Gvir – hanno aperto il fuoco a una fermata del treno all’ingresso della città, nella zona Ovest, nei pressi del boulevard Weizmann. Alcune immagini mostrano la loro auto avvicinarsi al luogo dell’attacco, poi si sentono i colpi: sono morte almeno tre persone, otto i feriti. Il bilancio non include i due attentatori, che sono stati uccisi, secondo quanto confermato dalla polizia al quotidiano Haaretz.
L’intera città è sorvolata da elicotteri, l’area colpita è stata circondata ed è piena di ambulanze. Sono giorni di particolare tensione qui, con il dispositivo di sicurezza, sempre molto alto, portato ai livelli di massima guardia. Molti dei prigionieri usciti in questi giorni dalle pr…
GERUSALEMME – La paura è tornata nelle strade di una Gerusalemme fino ad oggi risparmiata dall’escalation di violenza seguita agli attacchi del 7 ottobre in Israele. Due uomini armati – palestinesi di Gerusalemme Est e “affiliati ad Hamas” secondo le prime dichiarazioni del ministro degli Interni Ben Gvir – hanno aperto il fuoco a una fermata del treno all’ingresso della città, nella zona Ovest, nei pressi del boulevard Weizmann. Alcune immagini mostrano la loro auto avvicinarsi al luogo dell’attacco, poi si sentono i colpi: sono morte almeno tre persone, otto i feriti. Il bilancio non include i due attentatori, che sono stati uccisi, secondo quanto confermato dalla polizia al quotidiano Haaretz.
L’intera città è sorvolata da elicotteri, l’area colpita è stata circondata ed è piena di ambulanze. Sono giorni di particolare tensione qui, con il dispositivo di sicurezza, sempre molto alto, portato ai livelli di massima guardia. Molti dei prigionieri usciti in questi giorni dalle prigioni israeliane sono infatti tornati nelle loro case nella parte araba della città, che dunque è sottoposta a una sorveglianza ancora più stretta del solito. Agli ex detenuti e alle famiglie è stato imposto di non festeggiare e di non parlare con i giornalisti: ancora una volta, un segno di tensione.
L’attacco è il primo nella città dal 7 ottobre, relativamente tranquilla in queste settimane. Al di fuori della zona di Gaza gli scontri sono rimasti limitati alla Cisgiordania, dove coloni israeliani hanno ripetutamente attaccato villaggi palestinesi, creando uno stato di tensione permanente che preoccupa la comunità internazionale, come dimostrano gli interventi sulla questione di Joe Biden e Ursula von der Leyen. Nulla era accaduto a Gerusalemme: triste, tristissima, deserta, senza luci di Natale, senza visitatori ma fino a stamattina relativamente tranquilla.