“Israele unico Paese che detiene i minori come prigionieri di guerra”, il post e poi le scuse di Gigi Hadid
di Massimo BasileNEW YORK - La modella Gigi Hadid si è scusata pubblicamente per aver definito su Instagram Israele “l’unico Paese al mondo che tiene i bambini in cella come prigionieri di guerra”. Il post era accompagnato da due foto, una del 2015 e l’altra di quest’anno, di un ragazzo palestinese arrestato quando aveva 13 anni.
La modella aveva accusato Israele di “sequestro, stupro, umiliazione, torture e omicidio di palestinesi”. Il messaggio, pubblicato sul suo account seguito da quasi ottanta milioni di follower, aveva scatenato proteste e indignazione, anche perché il ragazzino della foto era Ahmed Amanasra, arrestato nel 2015 per aver accoltellato due ebrei a Gerusalemme. I fan della modella avevano risposto al suo post, pubblicando il video ripreso dalle telecamere di sicurezza in cui Amanastra, con in mano un lungo pugnale, rincorreva le persone per strade, insieme al cugino. Nel raid avevano accoltellato gravemente un ragazzino della stessa età di Ahmed, mentre usciva da un negozio di …
NEW YORK - La modella Gigi Hadid si è scusata pubblicamente per aver definito su Instagram Israele “l’unico Paese al mondo che tiene i bambini in cella come prigionieri di guerra”. Il post era accompagnato da due foto, una del 2015 e l’altra di quest’anno, di un ragazzo palestinese arrestato quando aveva 13 anni.
La modella aveva accusato Israele di “sequestro, stupro, umiliazione, torture e omicidio di palestinesi”. Il messaggio, pubblicato sul suo account seguito da quasi ottanta milioni di follower, aveva scatenato proteste e indignazione, anche perché il ragazzino della foto era Ahmed Amanasra, arrestato nel 2015 per aver accoltellato due ebrei a Gerusalemme. I fan della modella avevano risposto al suo post, pubblicando il video ripreso dalle telecamere di sicurezza in cui Amanastra, con in mano un lungo pugnale, rincorreva le persone per strade, insieme al cugino. Nel raid avevano accoltellato gravemente un ragazzino della stessa età di Ahmed, mentre usciva da un negozio di dolci, e uno di ventuno anni.
Un follower ha definito Hadid una “terrorista dei social media”. Per un altro, “l’intera famiglia Hadid aveva le mani sporche di sangue”. Dopo essersi resa conto dell’errore, Hadid, 28 anni, una delle top model più pagate al mondo, aveva cancellato tutto. Ma, come accade sempre sulla rete, era tardi. Il post era già stato fotografato dagli utenti e la storia era diventata virale.
Il caso è scoppiato pochi giorni dopo quello che aveva travolto il padre, Mohamed Hadid, palestinese, che in un post aveva definito “nazisti” gli israeliani. La modella ha spiegato di aver commesso un “errore” e di non aver verificato le notizie. “È importante per me - ha scritto ai suoi follower in un post in cui, al momento, i commenti sono bloccati - condividere storie vere riguardo ciò che i palestinesi stanno soffrendo, ma questa settimana ho condiviso qualcosa che non avevo verificato o pensato in modo approfondito prima di rilanciare”.
Hadid ha spiegato che voleva “mostrare i modi in cui la legge internazionale viene violata dal governo israeliano” e denunciare il fatto che un bambino palestinese arrestato dalle Forze di difesa israeliane sarebbe stato trattato in modo diverso rispetto a un bambino israeliano arrestato per lo stesso motivo. “Sfortunatamente - ha aggiunto - ho usato l’esempio sbagliato e sono rammaricata”. La modella, attuale volto delle campagne di Versace, ha condannato le violenze verso tutte le persone.
“A volere libertà e trattamento umano per i palestinesi - ha spiegato - e a volere la sicurezza per il popolo ebraico possono essere la stessa persona, incluso me stessa”. Hadid non ha fatto riferimento diretto al massacro portato avanti da Hamas il 7 ottobre, quando sono stati uccisi più di 1200 israeliani e più di 240 presi in ostaggio, ma ha condannato l’uccisione di civili anche ebrei e chiesto l’immediato rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas. “Sono un essere umano - ha ribadito - è commetto errori, ma sono anche quella che risponde di quegli errori”.