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Francia, il terrorista dell’attacco di sabato sera aveva giurato fedeltà allo Stato islamico. La madre ne aveva denunciato la “pericolosità”

(afp)
Come già accaduto in passato con altri profili simili, la domanda che ora tormenta il Paese è: perché Rajabpour-Miyandoab non è stato fermato? Era un individuo noto all'antiterrorismo.
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PARIGI – Un profilo enigmatico, capace di indurre in errore l'antiterrorismo francese fino all'attentato di sabato sera vicino alla Tour Eiffel. Armand Rajabpour-Miyandoab, il ventiseienne che ha ucciso un turista tedesco e ferito altre due persone al grido di 'Allah Akbar', era stato in contatto con altri terroristi islamisti. Rajabpour-Miyandoab aveva in particolare avuto legami con i jihadisti che hanno organizzato gli attentati di Magnanville contro una coppia di poliziotti e di Saint-Etienne-du-Rouvray dove un parroco è stato sgozzato in chiesa.

Non solo: la madre a fine ottobre aveva denunciato la pericolosità del figlio, preoccupata dalla sua radicalizzazione, visto che "si ritirava sempre più in se stesso", ha indicato il procuratore antiterrorismo Jean-Francois Ricard.

Un profilo noto alle autorità

Come già accaduto in passato con altri profili simili, la domanda che ora tormenta la Francia è : perché Rajabpour-Miyandoab non è stato fermato? Era un individuo noto all'antiterr…

PARIGI – Un profilo enigmatico, capace di indurre in errore l'antiterrorismo francese fino all'attentato di sabato sera vicino alla Tour Eiffel. Armand Rajabpour-Miyandoab, il ventiseienne che ha ucciso un turista tedesco e ferito altre due persone al grido di 'Allah Akbar', era stato in contatto con altri terroristi islamisti. Rajabpour-Miyandoab aveva in particolare avuto legami con i jihadisti che hanno organizzato gli attentati di Magnanville contro una coppia di poliziotti e di Saint-Etienne-du-Rouvray dove un parroco è stato sgozzato in chiesa.

Non solo: la madre a fine ottobre aveva denunciato la pericolosità del figlio, preoccupata dalla sua radicalizzazione, visto che "si ritirava sempre più in se stesso", ha indicato il procuratore antiterrorismo Jean-Francois Ricard.

Un profilo noto alle autorità

Come già accaduto in passato con altri profili simili, la domanda che ora tormenta la Francia è : perché Rajabpour-Miyandoab non è stato fermato? Era un individuo noto all'antiterrorismo, schedato «fiche S» nell'archivio dei profili radicalizzati. La Dgis, l'agenzia di sicurezza interna, aveva arrestato il giovane nato in Francia di origini iraniane nel 2016. Ad appena diciannove anni, pochi mesi dopo gli attacchi del 13 Novembre e di Nizza, era stato fermato per un progetto di attentato nel quartiere degli affari parigino della Défense e condannato a cinque anni di prigione. Tra i suoi amici di Facebook, Rajabpour-Miyandoab aveva Larossi Aballa, l'assassino di Magnanville. Nello stesso anno, l'aggressore della Tour Eiffel aveva frequentato Adel Kermiche, uno dei due terroristi che hanno ucciso il prete Jacques Hamel.

Nonostante i vari precedenti, Rajabpour-Miyandoab era tornato a piede libero nel 2020, descritto con vari disturbi psichiatrici e seguito con una cura di psicofarmaci. Tre giorni dopo l'omicidio del professore Samuel Paty si era presentato al commissariato La Défense, raccontando agli agenti di essere stato in contatto con il terrorista ceceno Abdouallakh Anzorov. In altri colloqui con i servizi dell'antiterrorismo, il giovane franco-iraniano aveva assicurato di non essere più «radicalizzato», mostrandosi davanti ai genitori mentre beveva alcol e mangiava carne di maiale.

Da qualche ora Rajabpour-Miyandoab è in custodia cautelare, interrogato dalla polizia. Ha lasciato un video di rivendicazione intestando all'Isis il suo attacco di sabato sera. Ai poliziotti che sono riusciti a fermarlo non lontano dal ponte di Bir-Hakeim ha detto che voleva morire da martire e «vendicare i musulmani uccisi a Gaza», accusando la Francia di essere «complice di Israele».

Riunione d’urgenza

Emmanuel Macron, che sabato era in Qatar, ha chiesto alla premier Elisabeth Borne di convocare una nuova riunione di sicurezza. "Credo che la sicurezza in Francia sia ormai fuori controllo e che lo Stato francese sia incapace di proteggere i nostri concittadini" ribatte Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, che ha suscitato la standing ovation delle platea del convegno 'Free Europe' organizzata a Firenze dal gruppo Identità e democrazia al Parlamento europeo.

L'attentato a Parigi ha suscitato emozione in Germania. Nel commentare la morte dell'uomo di nazionalità tedesca-filippina, Olaf Scholz si dice "scioccato dall'attacco terroristico". "I nostri pensieri vanno ai feriti, alle famiglie e agli amici delle vittime" ha aggiunto su X il cancelliere, sottolineando che "diventa nuovamente chiaro il motivo per cui ci opponiamo con fermezza all'odio e al terrore". Il ministro degli Interni tedesco condanna un "crimine abominevole". "L'attacco islamista con coltello contro un giovane alla Torre Eiffel di Parigi è un crimine abominevole » dice Nancy Faeser.

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