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Ucraina, scoppia il caso Poroshenko: “Zelensky non l’ha fatto uscire dal Paese, c’è un’involuzione autoritaria”

Petro Poroshenko (Ansa)

 
All’ex presidente, capo dell’opposizione, è stato impedito di andare in Polonia e Usa e di incontrare Orbán. La sua ex vicepremier Ivanna Klympush-Tsintsadze a “Repubblica”: “Accuse assurde”
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KIEV – Il “caso Poroshenko” scuote l’Ucraina. Nei giorni scorsi al capo dell’opposizione è stato impedito di andare in Polonia e negli Stati Uniti. Secondo i servizi segreti ucraini, l’ex premier avrebbe voluto incontrare anche Viktor Orbán e avrebbe fatto così un regalo alla propaganda filorussa. “Si tratta di un’accusa assurda. E mi sembra incredibile che Zelensky adesso ricorra ai servizi segreti per giustificare azioni così miopi. Qui in Ucraina si rischia un’involuzione autoritaria”. Ivanna Klympush-Tsintsadze non usa mezze parole. Si dice “infuriata” e accetta di sfogarsi con Repubblica. La parlamentare ed ex vicepremier di Petro Poroshenko ha saputo ieri di essere vittima dello stesso bando inflitto dalle autorità di Kiev al capo dell’opposizione. Insieme ad altre due esponenti del partito Solidarietà europea, Iryna Herashchenko e Mariya Ionova, doveva volare negli Stati Uniti per il congresso annuale dell’Unione democratica internazionale. Anche a loro è stato impedito di part…

KIEV – Il “caso Poroshenko” scuote l’Ucraina. Nei giorni scorsi al capo dell’opposizione è stato impedito di andare in Polonia e negli Stati Uniti. Secondo i servizi segreti ucraini, l’ex premier avrebbe voluto incontrare anche Viktor Orbán e avrebbe fatto così un regalo alla propaganda filorussa. “Si tratta di un’accusa assurda. E mi sembra incredibile che Zelensky adesso ricorra ai servizi segreti per giustificare azioni così miopi. Qui in Ucraina si rischia un’involuzione autoritaria”. Ivanna Klympush-Tsintsadze non usa mezze parole. Si dice “infuriata” e accetta di sfogarsi con Repubblica. La parlamentare ed ex vicepremier di Petro Poroshenko ha saputo ieri di essere vittima dello stesso bando inflitto dalle autorità di Kiev al capo dell’opposizione. Insieme ad altre due esponenti del partito Solidarietà europea, Iryna Herashchenko e Mariya Ionova, doveva volare negli Stati Uniti per il congresso annuale dell’Unione democratica internazionale. Anche a loro è stato impedito di partire.

I motivi della trasferta americana

Klympush-Tsintsadze aveva appuntamento a margine del congresso partitico con parlamentari e senatori americani, sia democratici sia repubblicani, e con funzionari della Difesa, ci rivela. “L’obiettivo del viaggio, al di là dell’incontro dell’Unione democratica internazionale dove ero stata invitata a parlare, era quello di far crescere le pressioni sul Congresso e sul Senato americano - e in un momento estremamente delicato - per aumentare l’invio di armi e garantire un maggiore supporto all’Ucraina. Noi ucraini dobbiamo essere certi di parlare con una voce sola”.

L’incontro con Orbán

Anche Poroshenko avrebbe voluto fare lobbying sui parlamentari e senatori americani per aumentare il sostegno a Kiev, sostiene l’ex vicepremier ucraina. “Doveva incontrare anche lo speaker del Congresso Mike Johnson”. Quanto a Orbán, Klymbush-Tsintsadze ammette di “non sapere” se Poroshenko dovesse incontrare il premier ungherese. “Nel caso - aggiunge - è ovvio che, in vista del Consiglio europeo di metà mese che dovrebbe decidere del processo di adesione ucraina nella Ue, la missione di Poroshenko sarebbe stata quella di convincere Orbán a sciogliere le sue notissime riserve”. Il contrario di ciò che insinuano i servizi segreti, secondo la parlamentare dell’opposizione.

Di sicuro l’agenda ufficiale di Poroshenko prevedeva, racconta Klymbush-Tsitsadze, “una tappa in Polonia e una negli Stati Uniti con due obiettivi precisi: risolvere il problema del blocco dei tir alla frontiera e garantire maggiori aiuti al nostro Paese. Altro che propaganda filorussa. Ricordiamoci che Poroshenko ha donato 4 miliardi di hrivne, circa 101 milioni di euro, all’esercito ucraino”.

I divieti da parte del governo di lasciare il Paese si sono moltiplicati da settembre, racconta l’ex premier ucraina, “da quando si è scoperto che alcuni parlamentari del partito di Zelensky, Servitore del popolo, avevano approfittato di presunti viaggi d’affari per fare vacanze esotiche”. Bandire parlamentari da viaggi all’estero “è incostituzionale”, affonda Klymbush-Tsitsadze: “Finora abbiamo evitato di fare ricorso perché abbiamo sempre puntato sul dialogo con la maggioranza. Ma ora sono molto preoccupata. Zelensky sta cercando di accentrare tutto il potere e di far apparire solo il suo partito agli occhi dell’opinione pubblica ucraina. Una tendenza che mi preoccupa”.

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