Una torre di cenere alta quasi tremila metri e 11 corpi recuperati ai quali nelle ore successive si sono aggiunti altri 11 corpi per un totale di 22 vittime. Il monte Marapi, sull'isola di Sumatra, con un picco di 2.891 metri (9.484 piedi), ha eruttato sollevando nel cielo una colonna di fumo e detriti più alta della montagna. Sabato scorso c'erano 75 escursionisti. Di questi, 49 sono scesi a valle, 3 sono stati salvati dalla squadre di soccorso, 22 sono stati trovati morti e uno risulta ancora dispero.
Il capo dell'Agenzia per la mitigazione dei disastri di Sumatra occidentale, ha spiegato che gli escursionisti soccorsi "hanno riportato ustioni e sono stati portati in ospedale".
Le nuove eruzioni di lunedì e martedì hanno spruzzato in aria altra cenere calda fino a 800 metri, riducendo la visibilità e interrompendo temporaneamente le operazioni di ricerca e recupero, ha dichiarato Abdul Malik, capo dell'Agenzia di ricerca e soccorso di Padang.
Uno scalatore è rimasto disperso e si presume sia morto perché si trovava molto vicino al luogo dell'eruzione, ha dichiarato Edi Mardianto, vice capo della polizia della provincia di Sumatra occidentale.
I corpi recuperati saranno portati in ospedale per l'identificazione.
Il vulcano
Marapi si trova al secondo livello di allerta del sistema indonesiano in quattro fasi e le autorità hanno imposto una zona di esclusione di tre chilometri attorno al suo cratere.
L'arcipelago indonesiano si trova sull'Anello di Fuoco del Pacifico, dove l'incontro delle placche continentali provoca un'elevata attività vulcanica e sismica