RAFAH – La notte nella Striscia di Gaza fa paura. Le bombe, le urla, le sirene delle ambulanze, i sospiri: da quasi due mesi di notte qui non c’è silenzio. Eppure da quando siamo arrivati a Rafah, ultima tappa del nostro peregrinare che ci ha visto spostarci sette volte dall’inizio della guerra, le sere sembrano quasi normali. Nello scantinato di una casa nel centro città, messo a disposizione g…