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Israele, i report sulla salute dei rilasciati: “Ostaggi drogati per farli apparire felici”

(afp)
Emergono i dettagli sulla prigionia, dalle cure negate alle angherie sui bambini. Fino agli abusi sessuali
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GERUSALEMME — Agli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas i terroristi hanno somministrato dei tranquillanti poco prima della liberazione, per «farli apparire felici». A rivelarlo ieri è stata la dottoressa Hagar Mizrahi del Ministero della Salute israeliano, durante una riunione della Commissione Sanità alla Knesset. «Hanno somministrato tranquillanti di tipo Clonex (un ansiolitico, ndr), affinché si sentissero felici», ha detto Mizrahi, aggiungendo anche altri particolari sulla condizione degli ostaggi durante la prigionia, e in particolare la scarsità di cibo. «Sono stati documentati anche crimini di guerra, il principale dei quali è stata la mancanza di cure mediche adeguate».

Dal 7 ottobre l’interrogativo su come vengano trattati gli ostaggi a Gaza consuma Israele. Nelle scorse settimana le immagini della consegna al personale della Croce Rossa di prigionieri almeno in apparenza in buone condizioni avevano acceso la speranza che i rapiti non avessero subito abusi particolari…

GERUSALEMME — Agli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas i terroristi hanno somministrato dei tranquillanti poco prima della liberazione, per «farli apparire felici». A rivelarlo ieri è stata la dottoressa Hagar Mizrahi del Ministero della Salute israeliano, durante una riunione della Commissione Sanità alla Knesset. «Hanno somministrato tranquillanti di tipo Clonex (un ansiolitico, ndr), affinché si sentissero felici», ha detto Mizrahi, aggiungendo anche altri particolari sulla condizione degli ostaggi durante la prigionia, e in particolare la scarsità di cibo. «Sono stati documentati anche crimini di guerra, il principale dei quali è stata la mancanza di cure mediche adeguate».

Dal 7 ottobre l’interrogativo su come vengano trattati gli ostaggi a Gaza consuma Israele. Nelle scorse settimana le immagini della consegna al personale della Croce Rossa di prigionieri almeno in apparenza in buone condizioni avevano acceso la speranza che i rapiti non avessero subito abusi particolari (immagini che continuano a rappresentare un forte strumento di propaganda per Hamas). Giorno dopo giorno però continuano a emergere testimonianze sempre più inquietanti: scarsità di cibo e acqua, bambini divisi dai genitori – come accaduto a Yuli, una delle gemelline di tre anni rapita insieme a tutta la famiglia e separata dalla mamma e dalla sorellina per giorni – catene alle caviglie, violenze.

Omer Niv, vicedirettore dello ospedale pediatrico Schneider, dove sono stati ricoverati 19 degli ostaggi più giovani tornati da Gaza ha dichiarato all’Ansa che ci sono stati anche casi di abusi sessuali, anche se «non tra i piccoli che abbiamo in cura noi» ma su minorenni curati in altri ospedali. Dei suoi pazienti, Niv ha aggiunto che «sono come fantasmi, soffrono di una depressione grave in misura mai vista prima, sono tristi, camminano lentamente, non vogliono uscire dalla stanza, scoppiano a piangere se vedono un estraneo, hanno paura». Il medico ha anche svelato come ad alcuni bimbi sia stato detto che i genitori erano morti e che Israele non esisteva più e nessuno li avrebbe salvati.

Gli abusi sessuali verso gli ostaggi sono stati testimoniati anche da uno dei familiari che ieri hanno incontrato il Gabinetto di guerra. «Hanno toccato le nostre ragazze», la dichiarazione, diffusa in un comunicato del Forum delle Famiglie degli Ostaggi.

Nuovi elementi che emergono proprio nel giorno in cui Israele ha organizzato una sessione speciale alle Nazioni Unite per denunciare le violenze contro le donne durante l’attacco del 7 ottobre. «Hamas ha utilizzato lo stupro e la violenza sessuale come armi da guerra», ha detto l’Ambasciatore all’Onu Gilad Erdan: «Quelli di violentare e mutilare le ragazze e mostrarle alla folla festante non sono stati atti improvvisati, ma premeditati. Il silenzio sul tema delle organizzazioni internazionali è assordante».

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