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Dall’Ucraina all’export, i leader Ue in visita da Xi. E sull’uscita dell’Italia la Cina dice: “La Via della Seta è un’iniziativa di successo”

Von der Leyen e Michel hanno visto il presidente. “Pechino si oppone alla sua denigrazione e al suo sabotaggio”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri riferendosi alla decisione di Roma
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PECHINO - Grandi aspettative alla vigilia non ce n’erano. E al termine del vertice Cina-Ue, che per la prima volta dopo quattro anni si svolge in presenza, non c’è stato nemmeno un comunicato congiunto finale. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel (accompagnati dal rappresentante della politica estera Josep Borrell) sono arrivati a Pechino per ingaggiare Xi Jinping su un’agenda molto vasta: temi geopolitici come la guerra in Ucraina (“come si porrà la Cina definirà i rapporti con l’Ue”, dice Von der Leyen), quella in Medio Oriente e la questione Taiwan (“preoccupati dalle tensioni nello Stretto”, afferma Michel. Questa sera 13 aerei cinesi hanno nuovamente sorpassato la linea mediana); economici, con l’Ue che cerca di ricalibrare gli scambi sbilanciati a favore del Dragone. Sullo sfondo dell’indagine aperta da Bruxelles sulle auto elettriche cinesi che arrivano nei mercati europei che si ritiene abbiano benefi…

PECHINO - Grandi aspettative alla vigilia non ce n’erano. E al termine del vertice Cina-Ue, che per la prima volta dopo quattro anni si svolge in presenza, non c’è stato nemmeno un comunicato congiunto finale. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel (accompagnati dal rappresentante della politica estera Josep Borrell) sono arrivati a Pechino per ingaggiare Xi Jinping su un’agenda molto vasta: temi geopolitici come la guerra in Ucraina (“come si porrà la Cina definirà i rapporti con l’Ue”, dice Von der Leyen), quella in Medio Oriente e la questione Taiwan (“preoccupati dalle tensioni nello Stretto”, afferma Michel. Questa sera 13 aerei cinesi hanno nuovamente sorpassato la linea mediana); economici, con l’Ue che cerca di ricalibrare gli scambi sbilanciati a favore del Dragone. Sullo sfondo dell’indagine aperta da Bruxelles sulle auto elettriche cinesi che arrivano nei mercati europei che si ritiene abbiano beneficiato di generosi sussidi statali di Pechino.

Gli europei si dicono comunque “soddisfatti” degli incontri. Conversazioni “intense”, afferma Von der Leyen.

(reuters)

Perché la Cina ha bisogno dell’Ue

Il leader cinese, che in casa ha un’economia che continua a zoppicare malamente, non può permettersi di alienarsi il blocco dei 27. "La Cina e l'Europa non devono considerarsi rivali o impegnarsi in un confronto a causa dei loro diversi sistemi politici. La Cina sta promuovendo uno sviluppo di alta qualità e un'apertura di alto livello ed è disposta a considerare l'Ue come un partner chiave nella cooperazione economica e commerciale”, afferma. Invitando l’Europa ad "eliminare ogni tipo di interferenza”, riferimento agli Stati Uniti verso i quali, secondo Pechino, l’Ue si sta appiattendo venendo meno alla sua autonomia strategica. Dobbiamo "rispondere insieme alle sfide globali e a lavorare insieme per promuovere la stabilità e la prosperità nel mondo”, dice.

"La Cina è il più importante partner commerciale dell’Ue. Ma ci sono evidenti squilibri e differenze che dobbiamo affrontare”, afferma Von der Leyen. Poi, all’ora di cena, durante la conferenza stampa alla delegazione europea a Pechino, ha affermato che con il presidente Xi i due si sono detti d’accordo sulla necessità di un commercio equilibrato. L'Ue teme che la fiacca ripresa economica di Pechino e la debolezza della domanda interna spingano la Cina a esportare ancora di più, minacciando le industrie critiche in Europa e i loro lavoratori. Uno squilibrio commerciale annuale di oltre 200 miliardi di dollari: secondo i dati doganali cinesi pubblicati oggi, nei primi 11 mesi di quest'anno la Cina ha esportato merci per 458,5 miliardi di dollari verso l'Ue e ne ha importate per 257,8 miliardi.

In serata Von der Leyen e Michel hanno incontrato anche il premier cinese Li Qiang. Incontro durante il quale la presidente della Commissione ha ribadito le sue preoccupazioni per lo "squilibrio" negli scambi commerciali. Il premier di Pechino ha rimarcato che l’Ue dovrebbe essere “prudente nell'introdurre politiche economiche e commerciali restrittive”.

I progressi sui visti

Il summit dello scorso anno venne apostrofato da Borrell come “un dialogo tra sordi”. Rischia di esserlo anche questa volta? Nonostante ciò, la Cina ha recentemente compiuto alcuni gesti nei confronti dell'Ue. Dal 1° dicembre italiani, tedeschi, francesi, olandesi, e spagnoli non hanno più bisogno di un visto per recarsi in Cina se stanno nel Paese per non più di due settimane. Questi cinque Paesi sono quelli con cui Pechino ha il maggior numero di legami commerciali in Europa.

L’uscita dell’Italia dalla Via della Seta

L’incontro tra i leader europei e cinesi arriva un giorno dopo la notizia dell’uscita dell’Italia dalla Via della Seta. "La Cina si oppone fermamente alla denigrazione e all'indebolimento della cooperazione nella costruzione della Belt and Road e si oppone al confronto e alle divisioni tra blocchi”, risponde il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino durante la conferenza stampa quotidiana ad una domanda dell’agenzia Ansa sull’uscita di Roma dalla Belt&Road.

La decisione dell’Italia non viene citata esplicitamente. Una risposta che deve seguire il copione standard per difendere il proprio progetto ma che non sta a significare che Pechino prenderà contromisure. Per due ragioni: l’uscita dell’Italia non è qualcosa che ha colto la Cina di sorpresa visto che se ne parla già dall’estate. E, secondo motivo, proprio perché in questi mesi la nostra diplomazia ha lavorato bene con i cinesi per attenuare gli eventuali contraccolpi dell’addio al progetto di Xi. Con le missioni del ministro degli Esteri Tajani a settembre per comunicare ai cinesi l’uscita e renderla “soft”, rassicurandoli che sarebbe stato ravvivato contemporaneamente quel Partenariato strategico firmato all’epoca dal governo Berlusconi. Ci sono state poi le visite delle ministre Santanché e Bernini, per rilanciare partnership su turismo e ricerca.

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