✕

“Attenta alla laicità della Francia”. Macron nella bufera per la candela della festa ebraica accesa all’Eliseo

Critiche dalla sinistra e da parte della comunità ebraica al presidente francese che ha ospitato la cerimonia di Hanukkah nella residenza ufficiale. “Quello non è un luogo di culto”. E il capo di Stato si difende: “Gesto fatto nello spirito dell’armonia”
2 minuti di lettura

La prima fiammella del candelabro che celebra l’Hanukkah, la Festa delle luci ebraica, accesa all’Eliseo dal rabbino capo di Francia, Haïm Korsia, alla presenza di Emmanuel Macron e un dibattito sulla laicità del capo dello Stato – dopo quello per la sua partecipazione alla messa del Papa a Marsiglia - che divampa di nuovo in tutto il Paese.

Giovedì il presidente francese ha ospitato nella sua residenza ufficiale la cerimonia per la consegna del premio annuale Lord Jakobovits, assegnato dalla Conferenza dei rabbini europei per la lotta all'antisemitismo e la salvaguardia delle libertà religiose, durante la quale è stata accesa la candela. L'evento non era stato annunciato dall'Eliseo ma sui social sono stati diffusi diversi video che hanno alimentato la polemica soprattutto da parte della sinistra che accusa Macron di “aver attentato alla laicità della Francia”.

Interrogato sul caso, il capo di Stato ha risposto a margine di una visita al cantiere della cattedrale di Notre Dame (dal…

La prima fiammella del candelabro che celebra l’Hanukkah, la Festa delle luci ebraica, accesa all’Eliseo dal rabbino capo di Francia, Haïm Korsia, alla presenza di Emmanuel Macron e un dibattito sulla laicità del capo dello Stato – dopo quello per la sua partecipazione alla messa del Papa a Marsiglia - che divampa di nuovo in tutto il Paese.

Giovedì il presidente francese ha ospitato nella sua residenza ufficiale la cerimonia per la consegna del premio annuale Lord Jakobovits, assegnato dalla Conferenza dei rabbini europei per la lotta all'antisemitismo e la salvaguardia delle libertà religiose, durante la quale è stata accesa la candela. L'evento non era stato annunciato dall'Eliseo ma sui social sono stati diffusi diversi video che hanno alimentato la polemica soprattutto da parte della sinistra che accusa Macron di “aver attentato alla laicità della Francia”.

Interrogato sul caso, il capo di Stato ha risposto a margine di una visita al cantiere della cattedrale di Notre Dame (dal quale ha lanciato l’invito a Papa Francesco per la riapertura del prossimo anno). Affermando di non essersi prestato "a un gesto religioso", Macron ha detto di non avere "alcun rimpianto" per la cerimonia organizzata all'Eliseo. "Tutto questo è stato fatto in presenza di tutte le altre fedi che sono state invitate e in uno spirito che è quello della Repubblica e dell'armonia", ha commentato. Invitando, in un contesto di crescente antisemitismo, a "dare fiducia" ai "nostri compatrioti di fede ebraica", ha fatto appello al "buon senso e alla benevolenza".

Le celebrazioni all’Eliseo sono arrivate a pochi giorni dall'anniversario del 9 dicembre della legge del 1905 sulla separazione tra Chiesa e Stato, una concomitanza che ha ulteriormente inasprito i toni delle critiche al gesto di Macron.

"Avverto: dalla messa a Marsiglia all'Hanukkah all'Eliseo, Macron dimostra di non capire la laicità", così il leader de La France Insoumise Jean-Luc Mélenchon. "L'Eliseo non è un luogo di culto. Non scendiamo a compromessi con la laicità. Questo legame comune è prezioso ma fragile", ha denunciato la presidente della regione Occitania Carole Delga. I leader della sinistra vedono anche il rischio di alimentare un sentimento di "due pesi e due misure" nei confronti della comunità musulmana.

Sullo sfondo delle crescenti tensioni legate alla guerra tra Israele e Hamas, questa è "vera nitroglicerina", ha aggiunto la senatrice Laurence Rossignol (PS). Le reazioni sono state meno forti a destra e all'estrema destra, che, come la portavoce della RN Laure Lavalette, ha criticato il capo di Stato per aver "cercato di rimediare" alla sua assenza alla marcia contro l'antisemitismo del 12 novembre. "Come si può rifiutare di partecipare a una marcia civica contro l'antisemitismo con la motivazione incongrua e fallace di salvaguardare l'unità nazionale e celebrare una festa religiosa nel palazzo presidenziale?", ha chiesto David Lisnard (LR).

Anche all'interno della comunità ebraica, il presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia Yonathan Arfi ha preso le distanze dall'iniziativa del rabbino capo, definendola un "errore". "È nel dna della Repubblica stare lontano da tutto ciò che è religioso", ha detto all'emittente Sud Radio, aggiungendo di essere rimasto "sorpreso" dall'accaduto. "Gli ebrei in Francia hanno sempre considerato la laicità come una legge di protezione e una legge di libertà", ha detto. "Tutto ciò che indebolisce il secolarismo indebolisce gli ebrei di Francia".

Leggi i commenti