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Putin si ricandida alle presidenziali del prossimo marzo. Punta al Cremlino per la quinta volta, fino al 2030

L’annuncio durante un incontro con i veterani del conflitto in Ucraina. Una campagna elettorale dall’esito scontato. Il voto si terrà il 17 marzo del 2024
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Il giorno dell’annuncio tanto atteso è arrivato. E paradossalmente mette fine all’unico elemento di suspense dell’ennesima scontata campagna elettorale russa. Vladimir Putin si candida alle presidenziali del prossimo 17 marzo che lo incoroneranno Zar del Cremlino per la quinta volta, fino al 2030. A dispetto dei suoi 71 anni, per l’ex spia del Kgb che governa la Federazione con polso di ferro da oltre un quarto di secolo e gode di un consenso superiore all’80 per cento, le elezioni non sono che una formalità, una foglia di fico per mascherare la “democratura” russa, con una carrellata di rivali fantoccio, volti noti selezionati con cura.

La domanda del veterano Artjom Zhoga

Come sempre, la sceneggiatura del “D-Day” non è stata lasciata al caso. In tempi di pace erano i lavoratori a fare da sfondo al lancio ufficiale della campagna elettorale di Putin, in tempi di “operazione militare speciale” i veterani ne prendono il posto. Dopo che Putin ha conferito ai reduci del conflitto in Ucra…

Il giorno dell’annuncio tanto atteso è arrivato. E paradossalmente mette fine all’unico elemento di suspense dell’ennesima scontata campagna elettorale russa. Vladimir Putin si candida alle presidenziali del prossimo 17 marzo che lo incoroneranno Zar del Cremlino per la quinta volta, fino al 2030. A dispetto dei suoi 71 anni, per l’ex spia del Kgb che governa la Federazione con polso di ferro da oltre un quarto di secolo e gode di un consenso superiore all’80 per cento, le elezioni non sono che una formalità, una foglia di fico per mascherare la “democratura” russa, con una carrellata di rivali fantoccio, volti noti selezionati con cura.

La domanda del veterano Artjom Zhoga

Come sempre, la sceneggiatura del “D-Day” non è stata lasciata al caso. In tempi di pace erano i lavoratori a fare da sfondo al lancio ufficiale della campagna elettorale di Putin, in tempi di “operazione militare speciale” i veterani ne prendono il posto. Dopo che Putin ha conferito ai reduci del conflitto in Ucraina la più alta onorificenza militare russa, la stella d’oro dell'Eroe di Russia, il tenente colonnello Artjom Zhoga, comandante del battaglione Sparta, ha chiesto al presidente di candidarsi nuovamente.

“Non nascondo che ho avuto pensieri diversi in momenti diversi, ma ora è il momento di prendere una decisione”, ha risposto il presidente a Zhoga e agli altri soldati decorati. “Mi candiderò per la carica di presidente”. Ma, prima che venisse mandato in onda il filmato dello scambio di battute girato nella dorata Sala Georgievskij del Gran Palazzo del Cremlino, è stato Zhoga a dire ai giornalisti: “Correrà”. Rompendo la consuetudine che fosse il presidente stesso a rivelare le sue intenzioni elettorali. “Il nostro presidente non si è mai tirato indietro e non si sottrarrà mai alle sue responsabilità”, ha commentato su Telegram Valentina Matvienko, presidente della Camera alta del Parlamento. “Oggi lo ha dimostrato ancora una volta”.

Non che ce ne fosse bisogno. La campagna elettorale era già iniziata. Dopo anni da “nonno nel bunker” in cui aveva accuratamente evitato contatti con i suoi cittadini e limitato i vertici internazionali, prima a causa della pandemia, poi delle sanzioni seguite al conflitto in Ucraina, Putin aveva improvvisamente moltiplicato le sue apparizioni pubbliche e i suoi viaggi all’estero. E la prossima settimana terrà, per la prima volta in due anni, la “linea diretta” con i cittadini e la conferenza stampa di fine anno. Sarà l’occasione per definire le priorità dei prossimi mesi.

Al voto il 17 marzo

Il voto si terrà il 17 marzo, poco dopo il secondo anniversario del lancio dell’offensiva in corso in Ucraina e alla vigilia del decimo anniversario dell’annessione del primo territorio ucraino da parte della Russia nel 2014, la penisola di Crimea.

Putin ha il diritto di ricandidarsi grazie alla riforma costituzionale del 2020 che ha “azzerato” i suoi precedenti mandati e gli consente teoricamente di restare al potere fino al 2036, quando avrà 84 anni.

La campagna dell'opposizione

Pur in esilio, l’opposizione ha promesso battaglia. Nei giorni scorsi, in diverse città russe, sono comparsi dei cartelloni pubblicitari contro Putin. All’apparenza innocenti auguri di buon anno, riportavano un Qr code che inquadrato portava al sito “Rossija bez Putina”, la “Russia senza Putin”. Una trovata del team di Aleksej Navalnyj che, consapevole che non riuscirà a disarcionare l’inossidabile leader, vuole almeno insinuare il “dubbio”.

(afp)

“Ogni elezione, anche la più fraudolenta, è un momento di dubbio”, ha scritto l’oppositore in carcere. “La gente pensa a chi è al potere e perché è lì. Il compito principale dell'opposizione russa, il compito di tutti i cittadini onesti, è rispondere a questi dubbi con tutte le loro forze. Agitare. Spiegare che Putin, che ha 71 anni ed è al potere da 24, non dovrebbe restare per altri 6 anni. Danneggerà la Russia. Deve andare”.

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