Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 11 dicembre
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto una telefonata di circa 50 minuti stamane. Secondo l’ufficio di Netanyahu, il premier ha espresso preoccupazione per “la pericolosa cooperazione tra Mosca e Teheran”. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha ribadito che Mosca farà di tutto per un cessate il fuoco a Gaza biasimando “la punizione collettiva dei palestinesi da parte israeliana”.
L’intensificarsi dei combattimenti a Khan Younis – che, secondo Israele, dureranno ancora un mese – ha spinto l’Idf a ingiungere ai residenti di lasciare le proprie case e raggiungere il campo di Al-Mawasi. Nella Striscia la situazione è drammatica.
L’Onu lancia l’allarme: “Metà della popolazione muore di fame, 9 famiglie su 10 non mangiano tutti i giorni”. Il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres ha parlato al Forum di Doha e ha ricordato il veto Usa alla risoluzione per una tregua a Gaza: “L’Onu è paralizzata da divisioni geostrategiche. Ma io prometto di non arrendermi”.
Cento camion di aiuto sono entrati oggi a Gaza
Un convoglio di 100 camion che trasportavano aiuti umanitari è entrato a Gaza dall'Egitto attraverso il valico di Rafah oggi. Lo riferisce la Cnn che cita l'Autorità palestinese di attraversamento. Tre dei camion avevano 129.000 litri di carburante e due camion contenevano gas da cucina. Un totale di 513 persone sono uscite dalla Striscia di Gaza domenica, tra cui 468 stranieri e 25 palestinesi feriti, accompagnati da 20 persone. L'attuale numero di camion è coerente con la media giornaliera consentita nell'ultima settimana. Prima del conflitto, le Nazioni Unite riferivano che una media di 455 camion consegnava aiuti ogni giorno
Media siriani: “Attacchi aerei israeliani nell’area di Damasco”
L'aviazione israeliana avrebbe effettuato attacchi nell'area di Damasco. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale siriana Sana citando una fonte militare. Ci sarebbero dei danni. I caccia dell'Iaf avrebbero lanciato dei missili dalle alture del Golan, prendendo di mira siti vicino alla capitale. La fonte afferma che le difese aeree siriane hanno intercettato alcuni dei missili israeliani
Arrivati in Egitto 27 bambini feriti o malati da Gaza
Ventisette bambini - 15 feriti nei bombardamenti e 12 malati di cancro o malattie renali - sono arrivati stasera dalla Striscia di Gaza a Rafah, in Egitto. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa egiziana. Il portavoce ufficiale del Governatorato del Nord Sinai, Muhammad Salim, ha intanto fatto sapere che oggi l'aeroporto di Al-Arish ha accolto 7 aerei umanitari destinati alla Striscia: tre dal Qatar, uno da Kuwait, Emirati, Kazakistan e Francia. Salim ha aggiunto che il numero di aerei di aiuti arrivati all'aeroporto Al-Arish nel Nord Sinai dal 12 ottobre ad oggi è di 287
Media: “Milei ha scelto il rabbino Wahnish come futuro ambasciatore in Israele”
Il neo presidente dell'Argentina Javier Milei ha fatto sapere questa domenica alla delegazione israeliana arrivata a Buenos Aires per il suo insediamento presidenziale e guidata dal ministro degli Esteri Eli Cohen, di aver scelto come ambasciatore a Tel Aviv il rabbino ortodosso, Axel Wahnish. Lo riferisce Clarin citando fonti del nuovo governo. Wahnish è stata la guida spirituale di Milei negli ultimi anni, in cui il nuovo presidente affermava di sentire una profonda affinità con l'ebraismo. Con Wahnish Milei studia da anni la Torah e i libri ebraici, e attraverso il rabbino Milei ha cominciato a dire che il suo principale alleato oltre agli Stati Uniti sarebbe stato Israele. Dopo la vittoria elettorale del 19 novembre, il nuovo presidente ha dichiarato che manterrà la sua promessa elettorale e si recherà in Israele. E anche che manterrà la sua promessa di trasferire l'ambasciata argentina da Tel Aviv a Gerusalemme
Ex ministro di Hamas contro Sinwar: “Occorre sbarazzarsi di lui”
Il servizio di sicurezza israeliano Shin Bet ha pubblicato un filmato in cui l'ex ministro delle comunicazioni di Hamas nella Striscia di Gaza, Yosef Almansi, critica l'attuale leader dell'organizzazione Yahya Sinwar. Lo riporta Haaretz. Secondo Almansi le persone che vivono nella Striscia di Gaza dicono che " Sinwar e la sua banda ci hanno distrutto" pertanto "dobbiamo sbarazzarci di loro"
Israele: “Ucciso il comandante di Hamas a Sajaya”
L'esercito israeliano ha annunciato oggi di aver ucciso Emad Karika, comandante del battaglione di Hamas nel rione di Sajaya, a Gaza City. Era responsabile del lancio di razzi anti-carro e anche di "raid terroristici" condotti in Israele. In un incontro con la stampa il portavoce militare Daniel Hagari ha precisato che "duri combattimenti" sono in corso oltre che a Sajaya, anche a Jabalia e a Khan Yunis. A Gaza, ha aggiunto, l'esercito ha assunto il controllo dell'area circostante Piazza Falastin dove - ha affermato - si trovano l'ufficio del leader locale di Hamas Yahya Sinwar, tunnel militari e altri "punti di forza" di Hamas. Secondo Hagari l'esercito ha già inflitto, nel Nord della Striscia, "dure perdite" ai comandanti di Hamas sul terreno. "Noi ci prefiggiamo di raggiungere comunque le sue tre figure al vertice: Sinwar, Muhammed Deif e Marwan Issa"
Medici senza frontiere: “A Rafah in alcuni rifugi c’è un bagno per seicento persone”
A 10 giorni da quando Medici Senza Frontiere (Msf) è stata costretta a interrompere il supporto alle cliniche dei Martiri e Beni Shueila, poiché le forze israeliane avevano ordinato l'evacuazione dell'area, i servizi sanitari nella zona sono al collasso, come nel resto della Striscia. Quasi la metà delle consultazioni mediche effettuate dai team di Msf in queste due cliniche erano per bambini di età inferiore ai 5 anni con ferite, a volte anche infette. A Rafah, l'area più meridionale della Striscia e dove sono stati spinti gli abitanti di Khan Yunis e dell'Area di Mezzo, i servizi sanitari sono estremamente limitati. Il 9 dicembre un team di Msf ha iniziato a sostenere la clinica di Al-Shaboura, dove il primo giorno ha curato oltre 130 pazienti nel primo giorno. "Un paziente su due ha un'infezione alle vie respiratorie a causa della prolungata esposizione al freddo e alla pioggia", afferma Nicholas Papachrysostomou, coordinatore delle emergenze di Msf a Gaza. "Le persone vivono in condizioni igieniche estremamente precarie. In alcuni rifugi, 600 persone condividono un unico bagno. Stiamo già assistendo a molti casi di diarrea. Spesso i bambini sono i più colpiti". Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolinea Msf, "deve chiedere un cessate il fuoco immediato e duraturo, per togliere l'assedio e garantire aiuti illimitati all'intera Striscia di Gaza"
Israele approva un piano di 5 anni da 18 miliardi di Shekel per riabilitare l’area di confine di Gaza
Il governo approva un piano da 18 miliardi di shekel per ricostruire, riabilitare e ripristinare le comunità di confine con la Striscia di Gaza distrutte durante l'attacco di Hamas a Israele lo scorso 7 ottobre. Il quadro, noto come "Tekuma", prevede un finanziamento che andrà dal 2024 al 2028. Il piano sarà pubblicato entro 100 giorni. "Stiamo costruendo e riabilitando le nostre comunità", sottolinea il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. "Abbiamo a che fare non solo con la ricostruzione delle comunità, delle città, dei kibbutz, ma anche con l'obiettivo di farli prosperare e prosperare per le generazioni a venire", sottolinea Netanyahu
Netanyahu a miliziani di Hamas: “Arrendetevi, non morite per Sinwar”
“È finita, arrendetevi, non morite per Sinwar". È l'appello del premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un video postato su X, ai miliziani del gruppo terroristico. "Negli ultimi giorni decine di terroristi di Hamas si sono arresi alle nostre forze. Depongono le armi e si arrendono ai nostri eroici soldati - dice Netanyahu - Ci vorrà più tempo, la guerra è in pieno svolgimento, ma per Hamas questo è l'inizio della fine. Dico ai terroristi di Hamas: è finita. Non morire per Sinwar (il leader del gruppo, ndr). Arrendetevi, adesso"
Israele: “Più di 22mila obiettivi di Hamas colpiti dall’inizio della guerra”
Dall'inizio della guerra, l'esercito israeliano ha colpito più di 22mila obiettivi di Hamas nella Striscia, di questi 3500 dalla fine della tregua il 1 dicembre. Gli operativi di Hamas eliminati sono stimati in "circa 7 mila". Lo ha fatto sapere lo stesso esercito spiegando che gli attacchi sono stati condotti dall'aviazione, dalla marina e dalle forze di terra. Attualmente i combattimenti si concentrano a Jabalia, Shujaia e Beit Hanun nel nord e a Khan Yunis nel Sud. "L'estensione delle distruzione - ha detto un ufficiale, citato dai media - e i danni hanno procurato problemi ai comandi e ai centri di controllo di Hamas. Ci sono aree nella Striscia che Hamas non controlla più militarmente". Tuttavia - ha ammonito l'ufficiale - "non siamo vicini alla fine delle operazioni. Continueremo ad agire con grande intensità e lavoriamo per smantellare interi battaglioni di Hamas". Poi ha aggiunto che già "circa la metà dei comandanti di questi battaglioni sono stati eliminati in raid aerei e in altre operazioni"
Israele: “Gli ostaggi a Gaza sono 137, 20 i morti”
Israele ritiene che a Gaza ci siano ancora 137 ostaggi, 20 dei quali sarebbero morti. Lo ha detto alla Cnn l'ufficio del premier israeliano. L'ultima vittima sarebbe Sahar Baruch, il 25enne che, secondo Hamas, sarebbe rimasto ucciso nel tentativo fallito dei militari israeliani di liberarlo
Ministero della Sanità di Gaza: “Sale a 17.997 il numero di vittime nella Striscia”
Il bilancio delle vittime è salito a circa 18 mila morti palestinesi e 49.500 feriti dall'inizio del conflitto scoppiato a seguito dell'attacco di Hamas ad Israele lo scorso 7 ottobre. Ad affermarlo ad Al Jazeera, è il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, Ashraf al-Qudra. Nelle ultime 24 ore 297 persone sono state uccise e si sono registrati più di 550 feriti
Blinken insiste: “Israele faccia di più per i civili”
Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha avvertito Israele che occorre fare di più per proteggere i civili mentre continuano le operazioni nel Sud della Striscia di Gaza. "L'intento c'è, ma i risultati non sempre si manifestano", ha detto Blinken alla Cnn. "Anche se Israele ha adottato ulteriori misure, ad esempio, per designare aree sicure nel Sud e concentrarsi sui quartieri, non su intere città in termini di evacuazione, ci sono un paio di cose che non sono sufficienti", ha sottolineato citando come prima problematica la consegna degli aiuti umanitari e dell'assistenza medica e come seconda la necessità di maggiori pause umanitarie e percorsi sicuri. Il segretario di Stato ha anche sottolineato la necessità di "chiarezza nella comunicazione, in modo che le persone sappiano quando è sicuro e dove è sicuro spostarsi per uscire dal pericolo prima di tornare a casa. Questo è il tipo di cose che stiamo cercando"
Idf: “Un razzo di Hezbollah tirato a 20 metri da una base Onu”
Uno dei razzi lanciati ieri dagli Hezbollah contro Israele è stato tirato "da una distanza di 20 metri da un compound dell'Onu nel sud del Libano". Lo ha denunciato l'esercito israeliano secondo cui, così facendo, "l'organizzazione terroristica degli Hezbollah mette in pericolo le vite dei soldati dell'Unifil e continua a violare la Risoluzione 1701 dell'Onu". "Il capo missione dell'Unifil - ha proseguito l'esercito che ha diffuso anche una infografica sul lancio del razzo - è stato informato dell'accaduto"
Portavoce Hamas: “Gli ostaggi non torneranno senza negoziati”
Gli ostaggi israeliani a Gaza non torneranno a casa attraverso la forza militare: è l'avvertimento rilanciato in un audio dal portavoce delle Brigate al Qassam, braccio armato di Hamas. "Diciamo agli israeliani che Netanyahu, Gallant e altri nel gabinetto di guerra non possono riportare i loro prigionieri senza negoziati. L'ultima uccisione di un prigioniero che hanno cercato di riprendersi con la forza lo dimostra", ha detto Abu Ubaida. Lo stesso portavoce ha poi rivendicato che in dieci giorni i combattenti da Beit Hanoun a Khan Younis "sono riusciti a distruggere parzialmente e totalmente più di 180 veicoli militari Apc, carri armati e bulldozer. I nostri combattenti hanno condotto operazioni che includevano l'attacco ai soldati a piedi e hanno effettuato decine di attacchi di cecchini"
La Russia chiede una missione internazionale per valutare la situazione umanitaria a Gaza
La Russia chiede una missione internazionale di monitoraggio a Gaza per valutare la situazione umanitaria, e ha affermato che è inaccettabile che Israele utilizzi l'attacco di Hamas del 7 ottobre come giustificazione per punire il popolo palestinese. Venerdì gli Stati Uniti hanno posto il veto alla proposta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di richiedere un cessate il fuoco umanitario immediato nella guerra tra Israele e il gruppo militante palestinese Hamas.
”Abbiamo condannato fermamente l'attacco terroristico contro Israele del 7 ottobre," ha detto il ministro degli Esteri russo Sergeij Lavrov ad AlJazeera in un'intervista andata in onda domenica alla conferenza del Forum di Doha. "Allo stesso tempo, non crediamo che sia accettabile utilizzare questo evento per punire collettivamente milioni di palestinesi con bombardamenti indiscriminati". Lavrov ha detto che affinché ci siano "pause umanitarie" a Gaza è necessario "una sorta di monitoraggio sul campo". "Ci siamo rivolti al segretario generale Antonio Guterres suggerendogli di usare la sua autorità per prendere in considerazione una sorta di monitoraggio, ma finora senza alcun risultato", ha detto Lavrov.
Blinken: imperativo che le operazioni a Gaza proteggano i civili
Il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha detto che è “imperativo” che le operazioni militari israeliane a Gaza proteggano i civili palestinesi, aggiungendo che i combattimenti dovrebbero essere seguiti da una pace duratura che conduca ad uno Stato palestinese. Gli Stati Uniti hanno da poco posto il veto a una risoluzione per un cessate il fuoco nella Striscia che sta vivendo una delle peggiori crisi umanitarie degli ultimi sessanta anni.
L’appello del Papa: “Si lavori per la pace”
“Continuiamo a pregare per popolazioni che soffrono a causa della guerra, andiamo verso il Natale, saremo capaci, con l'aiuto di Dio, di fare passi concreti di pace? Non è facile, certi conflitti hanno radici storiche profonde, ma abbiamo anche la testimonianza di uomini e donne che hanno lavorato con saggezza e pazienza per la convivenza pacifica, si segua il loro esempio". Lo ha detto Papa Francesco all'Angelus in piazza San Pietro. "Si proteggano i civili, gli ospedali, i luoghi culto, siano liberati gli ostaggi e garantiti gli aiuti umanitari" ha aggiunto.
Israele: a Cipro sventato attacco iraniano contro obiettivi israeliani ed ebraici
L'ufficio del Premier israeliano conferma le notizie secondo cui è stato sventato un piano iraniano contro obiettivi israeliani ed ebraici a Cipro. Le autorità locali sono intervenute, guidate dal Mossad. L'arresto della cellula è stato reso possibile grazie a informazioni di intelligence sui terroristi, i loro metodi operativi e gli obiettivi che si proponevano di colpire, è stato precisato. Due iraniani, entrambi membri del Corpo dei Guardiani della rivoluzione, sono stati arrestati a Cipro, dove pianificavano attacchi contro interessi israeliani ed ebraici. "Dallo scorso sette ottobre, il regime iraniano ha esteso i suoi sforzi per promuovere le attività terroristiche in tutto il mondo", ha denunciato l'ufficio del Premier israeliano. Israele e Cipro collaborano nello sforzo di estrazione del gas del Mediterraneo occidentale e Cipro è una popolare metà di vacanza per molti israeliani.
Putin: “Mosca condanna il terrorismo, ma la lotta alle minacce terroristiche non può avere conseguenze così terribili per i civili
Nel suo colloquio telefonico col primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente russo Vladimir Putin ha definito "catastrofica" la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e "confermato la posizione di principio di rifiuto e condanna del terrorismo in tutte le sue manifestazioni". Lo ha riferito in una nota il Cremlino. "Allo stesso tempo, è estremamente importante che la lotta alle minacce terroristiche non porti a conseguenze così terribili per la popolazione civile", ha ammonito Putin. "La parte russa", ha assicurato, "è pronta a fornire tutta l'assistenza possibile per alleviare le sofferenze dei civili e allentare il conflitto". Il Cremlino ha aggiunto che, inoltre, "è stato espresso interesse reciproco per continuare a cooperare sulle questioni relative all'evacuazione dei cittadini russi e dei membri delle loro famiglie, nonché sul rilascio degli israeliani detenuti a Gaza". Si è convenuto di proseguire i contatti, conclude il comunicato.
Israele: identificati e colpiti velivoli arrivati dal Libano
L'aviazione israeliana ha identificato oggi alcuni velivoli penetrati dal Libano meridionale, cosa che ha comportato l'attivazione delle sirene di allarme. Due velivoli sono stati intercettati. Lo ha reso noto il portavoce militare aggiungendo che due militari sono rimasti feriti dai frammenti caduti. In seguito - ha aggiunto il portavoce - l'aviazione ha compiuto "una vasta serie di attacchi contro obiettivi terroristici degli Hezbollah in territorio libanese". Colpita anche "una cellula terroristica che si accingeva a sparare razzi anti-carro contro il villaggio israeliano di frontiera di Zarit.
Il governo israeliano contro la Giordania: falsa la notizia delle espulsioni di massa di palestinesi da Gaza
Un portavoce del governo israeliano ha respinto oggi come "oltraggiosa e falsa" l'affermazione del ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi secondo cui Israele avrebbe attuato una politica sistematica di espulsione dei palestinesi dalla Striscia di Gaza durante la guerra. Lo riferisce il Jerusalem Post
Lavrov: Mosca ha contatti solo con il ramo politico di Hamas
Hamas ha compiuto un attacco terroristico contro Israele, che la Russia ha condannato, Mosca mantiene i contatti solo con l'ufficio politico di Hamas. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri di Mosca, Sergeij Lavrov. Lo riporta Ria Novosti. "Hamas ha compiuto un attacco terroristico il 7 ottobre, che abbiamo immediatamente condannato. Hamas ha un ramo politico che opera a Doha e con cui abbiamo rapporti per discutere del destino delle persone prese in ostaggio", ha detto il ministro intervenendo in formato virtuale al Forum di Doha. Lavrov ha sottolineato che si riferiva sia a cittadini russi che dei Paesi vicini e di Israele.
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Netanyahu al telefono con Putin critica la “pericolosa cooperazione tra Russia e Iran”
Nel colloquio telefonico di 50 minuti con Vladimir Putin, Benjamin Netanyahu "ha criticato con forza la pericolosa cooperazione tra Russia e Iran". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio del premier israeliano, che dà conto della telefonata, la seconda tra i due leader dopo quella del 16 ottobre scorso, nella quale ha espresso anche "disappunto" per le parole pronunciate venerdì al Consiglio di sicurezza dell'Onu dal rappresentante russo.
Lavrov: l’attacco a Israele non può giustificare la punizione collettiva dei palestinesi
Il ministro degli Esteri russo Sergeij Lavrov ha detto che l’attacco subito da Israele il 7 ottobre “non può giustificare la punizione collettiva dei palestinesi.
I tank israeliani sono nel centro di Khan Yunis
Domenica i carri armati israeliani si sono fatti strada verso il centro di Khan Younis in una nuova grande offensiva nel cuore della principale città nel sud della Striscia di Gaza.
I residenti hanno detto che i carri armati hanno raggiunto la strada principale Nord-Sud attraverso il centro di Khan Younis dopo un intenso combattimento notturno che ha rallentato l'avanzata israeliana da Est. Aerei da guerra stavano colpendo l'area a Ovest. L'aria rimbomba per il tonfo costante delle esplosioni e spesse colonne di fumo bianco si sono alzate sulla città, che sta dando rifugio a milioni di civili fuggiti da altre parti dell'enclave.
Telefonata di 50 minuti tra Netanyahu e Putin
Colloquio telefonico di 50 minuti tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha riferito al Times of Israel il portavoce del primo ministro.
Netanyahu ringrazia Biden per il veto sulla tregua per Gaza
Respinge gli appelli a porre fine al conflitto a Gaza il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che considera le esortazioni in tal senso "incoerenti" con il sostegno all'obiettivo dichiarato da Israele di "eliminare" Hamas dopo l’attacco del 7 ottobre in Israele. Netanyahu ha riferito al governo di aver detto ai leader di Francia, Germania e altri Paesi che "non possono da un lato sostenere l'eliminazione di Hamas e dall'altro fare pressioni su di noi per porre fine alla guerra, cosa che impedirebbe l'eliminazione di Hamas". Netanyahu, riporta ancora la stampa israeliana, ha anche ringraziato il presidente americano Joe Biden per il veto Usa alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu per un cessate il fuoco immediato a Gaza.
L’Onu: “A Gaza c’è l’inferno in terra”
Un cessate il fuoco è vitale per porre fine all'"inferno sulla Terra" a Gaza: così il capo dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, al Forum di Doha (Qatar), riporta la Bbc. "La disumanizzazione dei palestinesi ha permesso alla comunità internazionale di sopportare i continui attacchi israeliani a Gaza", ha detto Lazzarini, sottolineando che l'agenzia è sull'orlo del collasso. "E' sicuramente la situazione peggiore che abbia mai visto", ha aggiunto: "Le persone vengono all'Onu per chiedere protezione, ma anche la bandiera blu non è più protetta. La situazione ha raggiunto un carattere catastrofico".
Sui media israeliani nuove immagini di presunti miliziani di Hamas che si arrendono e cedono le armi
I media israeliani hanno segnalato numerose foto sui social che mostrano decine di palestinesi arrestati o che sembrano essersi arresi nel nord della Striscia di Gaza. Le foto, circolate nelle ultime ore appaiono - secondo Times of Israel - arrivare dalla città di Jabalya. Nei giorni scorsi - dopo le prime immagini apparse - il portavoce militare Daniel Hagari ha detto che l'esercito sta interrogando le persone arrestate e quelle che si sono arrese su possibili legami con Hamas. Anche il ministro della Difesa Yoav Gallant e il capo di stato maggiore Herzi Halevi hanno parlato di decine di persone che si sono arrese nella Striscia.
Guterres: “L’Onu paralizzata dalle divisioni geostrategiche. Ma io prometto di non arrendermi”
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, lamenta il fallimento del Consiglio di Sicurezza e condanna le "divisioni" che lo "paralizzano". "Il Forum più importante per la risoluzione pacifica delle dispute internazionali è paralizzato da divisioni geostrategiche - ha detto Guterres al Forum di Doha - E questo sta compromettendo soluzioni dall'Ucraina a Myanmar, al Medio Oriente". Secondo Guterres, "l'autorità e la credibilità del Consiglio sono state gravemente compromesse". Parole che arrivano dopo il veto Usa a una risoluzione per un cessate il fuoco a Gaza. "Avevo ribadito il mio appello per un cessate il fuoco umanitario - ha detto Guterres che nei giorni scorsi ha invocato l'articolo 99 della Carta dell'Onu - Purtroppo il Consiglio di Sicurezza non ci è riuscito, ma questo non lo rende meno necessario. Posso quindi promettere che non mi arrenderò".
Il Qatar: “Gli sforzi per una tregua continuano. Non ci arrendiamo”
Gli sforzi di mediazione per ottenere un cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hamas palestinese nella Striscia di Gaza continuano nonostante gli incessanti bombardamenti israeliani che "riducono le possibilità" di "un risultato positivo". Lo ha affermato il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdelrahmane Al-Thani durante il Forum di Doha. "I nostri sforzi, messi in atto insieme ai nostri partner, continuano. Non ci arrenderemo", ha assicurato.
Una fregata francese nel Mar Rosso abbatte droni dallo Yemen
I militari francesi hanno reso noto che una fregata della Marina ha intercettato e abbattuto sul Mar Rosso droni lanciati dallo Yemen. "La Fregata Multi Missione Languedoc (Fremm) della Marina ha abbattuto due droni che dirigevano contro di lei, provenienti dalle coste dello Yemen", hanno fatto sapere in una nota diffusa nelle ultime ore su X. Secondo il comunicato, "queste due minacce" sono state "intercettate e distrutte" nella tarda serata di ieri a circa 110 chilometri dalla costa yemenita all'altezza di Al Hudaydah.
L’ex ministro della Difesa israeliano Lieberman: “Inevitabile la guerra con Hezbollah”
"Le Idf sono pronte per un conflitto su più fronti". Lo ha detto Avigdor Lieberman, ex ministro degli Esteri e della Difesa israeliano e fondatore del partito Israel Beytenu, in un'intervista alla radio 103Fm. "Dobbiamo completare la guerra a Gaza e prepararci per un'altra al Nord, è inevitabile", ha affermato nelle dichiarazioni rilanciate dal Jerusalem Post con un evidente riferimento al confine con il Libano e agli Hezbollah libanesi.
Combattimenti proseguono a Khan Yunis a Gaza sud
Sono proseguiti i combattimenti durante la notte a Khan Yunis nel sud della Striscia. Lo ha detto il portavoce militare, secondo cui l'aviazione ha colpito "infrastrutture nelle quali operavano terroristi e anche imbocchi di tunnel".
Fonti Israele: “guerra a Gaza andrà avanti per 2 mesi”
Fonti israeliane, citate dalla tv Kan, hanno stimato che la guerra dentro Gaza possa andare avanti per "due mesi". Le stesse fonti hanno aggiunto che dopo questo periodo non ci sarà alcun cessate il fuoco, ma operazioni localizzate condotte da forze che resteranno in prossimità della Striscia.
Onu: “Metà della popolazione sta morendo di fame”
Metà della popolazione di Gaza sta morendo di fame mentre continuano i combattimenti tra Hamas e Israele: lo afferma il vicedirettore del Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite, Carl Skau.
Solo una frazione delle forniture necessarie è riuscita ad entrare nella Striscia e in alcune aree 9 famiglie su 10 non riescono a mangiare tutti i giorni, ha aggiunto il funzionario, sottolineando che le condizioni a Gaza hanno reso le consegne di aiuti umanitari "quasi impossibili".
Gli Stati Uniti non hanno fissato alcuna scadenza alle operazioni dell’esercito israeliano a Gaza
Il consigliere per la sicurezza nazionale di Israele, Tzachi Hangebi, ha affermato che gli Stati Uniti non hanno comunicato a Israele alcuna scadenza per completare le operazioni militari contro Hamas a Gaza. “Capiscono che non sono nella posizione di poter dire all’IDF quanto tempo ha bisogno per raggiungere gli obiettivi. La cosa buona è che condividono gli stessi obiettivi. Secondo alcuni funzionari del governo americano, gli Usa si aspettano che l'operazione israeliana nella zona meridionale della Striscia duri diverse settimane prima di passare, possibilmente entro gennaio, a una strategia a bassa intensità e iper-localizzata che prende di mira militanti e leader specifici di Hamas.
L’esercito israeliano invita i residenti di Khan Yunis a evacuare
L'esercito israeliano ha dato istruzioni ai residenti di gran parte di Khan Younis, la seconda città più grande della Striscia di Gaza, di evacuare nell'area di Al-Muwasi, una striscia di terra con poche strutture sulla costa che dovrebbe essere una zona umanitaria e protetta e in realtà è un campo improvvisato da chi è scappato senza cibo e medicine. Le forze di difesa israeliane hanno dichiarato: "L'istruzione generale per i residenti è di spostarsi nell'area di Al-Muwas" In precedenza, l'IDF aveva lanciato "un appello urgente" affinché i civili lascino gran parte dell'area dentro e intorno la città, dove sono in corso aspri combattimenti e la caccia a Sinwar.
Antisemitismo, si dimette la rettrice dell’Università della Pennsylvania e il presidente del board
La rettrice dell'Università della Pennsylvania, Elizabeth Magill, si è dimessa, quattro giorni dopo la sua testimonianza in un'audizione al Congresso sugli episodi di antisemitismo e minacce nei campus. Alla domanda se "invocare il genocidio degli ebrei" fosse contrario ai codici di condotta, la rettrice aveva risposto che "non era di per sé una violenza". Magill è il primo presidente a dimettersi dopo le polemiche che si sono scatenate per l’audizione di tre presidenti di prestigiose università di elite americane in cui erano stati sminuite le minacce nei campus dopo l'attacco di Hamas a Israele lo scorso 7 ottobre e alla successiva guerra a Gaza.
Insieme alla presidente dell'Università della Pennsylvania lascia anche il presidente del board Scott Bok
Netanyahu a Biden: “Combattimenti a Khan Younis ancora per un mese”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto al presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in una telefonata che l'attuale operazione dell'Idf, le forze di difesa israeliane, a Khan Younis, nel sud di Gaza, andrà avanti per altre 3-4 settimane.