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L’oblio della Shoah: per un giovane americano su cinque l’Olocausto non è mai esistito

Il sondaggo YouGov/The Economist racconta che gli under 30 non credono allo sterminio degli ebrei in una percentuale quasi tre volte superiore a quella degli americani che hanno tra i 30 e i 44 anni
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New York - Ottant’anni di storie e testimonianze sul genocidio di milioni di ebrei non sono stati sufficienti. La storia adesso ce la insegna TikTok. Per un giovane americano su cinque tra i 18 e i 29 anni l’Olocausto è un mito, come Atlantide o gli elfi. La “Shoah”, in ebraico “catastrofe", la distruzione di due terzi degli ebrei in Europa messa in atto dal Terzo Reich nazista dal ’33 al ’45, e che vide anche l’eliminazione di oppositori politici, cristiani, rom, sinti, disabili, omosessuali, non è esistita.

È quanto emerge dal sondaggo YouGov/The Economist: un giovane americano su cinque non crede che sia esistito l’Olocausto, cioè quasi tre volte più degli americani che hanno tra i 30 e i 44 anni, mentre un altro 30 per cento di giovani confessa di non sapere se sia o no un mito. Però molti credono al luogo comune secondo cui gli ebrei “hanno troppo potere” in America. A pensarla così è quasi un afroamericano su tre, un ispanico su cinque e poco più di un americano bianco su dieci…

New York - Ottant’anni di storie e testimonianze sul genocidio di milioni di ebrei non sono stati sufficienti. La storia adesso ce la insegna TikTok. Per un giovane americano su cinque tra i 18 e i 29 anni l’Olocausto è un mito, come Atlantide o gli elfi. La “Shoah”, in ebraico “catastrofe", la distruzione di due terzi degli ebrei in Europa messa in atto dal Terzo Reich nazista dal ’33 al ’45, e che vide anche l’eliminazione di oppositori politici, cristiani, rom, sinti, disabili, omosessuali, non è esistita.

È quanto emerge dal sondaggo YouGov/The Economist: un giovane americano su cinque non crede che sia esistito l’Olocausto, cioè quasi tre volte più degli americani che hanno tra i 30 e i 44 anni, mentre un altro 30 per cento di giovani confessa di non sapere se sia o no un mito. Però molti credono al luogo comune secondo cui gli ebrei “hanno troppo potere” in America. A pensarla così è quasi un afroamericano su tre, un ispanico su cinque e poco più di un americano bianco su dieci. Ma complessivamente i giovani secondo cui gli ebrei hanno troppo potere sono quasi cinque volte di più delle persone con più di 65 anni: il 28 per cento contro il 6 per cento.

Il rilevamento è stato fatto su un piccolo campione di persone, circa 1.500, ma viene considerato indicativo del crescente antisemitismo in America, soprattutto perché i dati riguardanti i giovani sono chiari e preoccupanti. Più si abbassa l’età e più cresce l’antisemitismo. Il Congresso e la Casa Bianca hanno preso sul serio la sfida nel contrastare il fenomeno, in particolare da quando è scoppiato il conflitto tra Israele e Hamas. I vertici delle università d’elite americane sono finiti sotto accusa per non aver contrastato l’ondata di manifestazioni studentesche in cui è stato invocato il genocidio degli ebrei.

Tre presidenti di università chiamate a testimoniare davanti al Congresso - Claudine Gay (Harvard), Sally Kornbluth (Mit) e Liz Magill (University of Pennsylvania) - sono finite nella bufera per non aver condannato gli slogan antisemiti degli studenti. Gay ha poi chiesto pubblicamente scusa, Magill si è dimessa. Ma stando al sondaggio quello dell’odio verso gli ebrei sembra un fenomeno molto diffuso tra i giovani. Come siamo arrivati a un risultato simile?

Secondo l’Economist, i social media possono aver svolto un ruolo chiave. Secondo Pew Research Centre, gli americani con meno di trent’anni sono più portati a credere alle informazioni diffuse sui social rispetto a quelle che si trovano sui media tradizionali. Il 32 per cento di chi ha tra i 18 e i 29 anni si informa su TikTok, una delle piattaforme più seguite in cui diventano virali le teorie complottiste. Secondo una ricerca condotta da Generation Lab, società americana che analizza le tendenze sui social, i giovani utenti di TikTok hanno più probabilità di diventare antisemiti e considerare l’Olocausto ridotto a mitologia. Mentre un americano su tre considera l’antisemitismo un “problema molto serio”, tra i giovani la percentuale scende a uno su quattro.

Riguardo l’atteggiamento sulla guerra a Gaza, le risposte appaiono contraddittorie: il 61 per cento degli intervistati sostiene la scelta americana di difendere Israele, però la metà degli americani non approva la linea seguita dal presidente Joe Biden. Tra questi, il 30 per cento dei Democratici e il 69 per cento dei Repubblicani.

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