Lavrov attacca Ue-Usa: “Dopo 500 anni sta finendo il dominio dell’Occidente”
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniKIEV — «Il dominio dell’Occidente dopo 500 anni sta finendo», e al suo posto sta emergendo «un mondo multipolare». Dal forum di Doha il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov è tornato ieri ad attaccare europei e americani. L’invasione dell’Ucraina, ha aggiunto, sta rendendo la Russia «più forte», come quando sconfisse Napoleone e Hitler. L’Occidente «ha cercato di indebolire e schiacciare la Russia, ma questo non accadrà mai».
Il conflitto è da settimane in una situazione di stallo ma secondo il think tank statunitense Institute for the study of war, Putin punterebbe a conquistare Avdiivka prima delle elezioni presidenziali russe di marzo. «Le sue truppe attaccano 24 ore su 24, in media lanciano 30-40 bombardamenti massicci al giorno cercando di conquistarla in tutti i modi», ha rivelato ieri il capo militare della città, Vitaliy Barabash. Inoltre l’intelligence britannica è convinta che il massiccio attacco missilistico lanciato giovedì dalla Russia segni l’inizio di un’off…
KIEV — «Il dominio dell’Occidente dopo 500 anni sta finendo», e al suo posto sta emergendo «un mondo multipolare». Dal forum di Doha il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov è tornato ieri ad attaccare europei e americani. L’invasione dell’Ucraina, ha aggiunto, sta rendendo la Russia «più forte», come quando sconfisse Napoleone e Hitler. L’Occidente «ha cercato di indebolire e schiacciare la Russia, ma questo non accadrà mai».
Il conflitto è da settimane in una situazione di stallo ma secondo il think tank statunitense Institute for the study of war, Putin punterebbe a conquistare Avdiivka prima delle elezioni presidenziali russe di marzo. «Le sue truppe attaccano 24 ore su 24, in media lanciano 30-40 bombardamenti massicci al giorno cercando di conquistarla in tutti i modi», ha rivelato ieri il capo militare della città, Vitaliy Barabash. Inoltre l’intelligence britannica è convinta che il massiccio attacco missilistico lanciato giovedì dalla Russia segni l’inizio di un’offensiva per indebolire le infrastrutture energetiche ucraine in inverno.
Quanto ai possibili negoziati di pace, restano per ora un miraggio. E ieri Lavrov è tornato a provocare Kiev: per una soluzione diplomatica «dovreste chiamare il signor Zelensky». Nei giorni scorsi indiscrezioni su colloqui segreti tra i due capi di stato maggiore, Valery Zaluzhny per Kiev e Valery Gerasimov sono state immediatamente smentite.
Intanto Volodymyr Zelensky cerca di allargare il fronte dei suoi sostenitori. Ieri era in Argentina per l’insediamento del neo presidente Javier Milei, che il presidente ucraino apprezza per la sua «posizione chiara» sul conflitto. Zelensky ha avuto colloqui con i suoi omologhi di Uruguay, Ecuador e Paraguay. E li ha invitati a partecipare al suo forum sulla proposta ucraina per la pace. A margine della cerimonia il presidente ucraino ha chiamato il presidente francese Emmanuel Macron. E sempre in vista di un Consiglio Ue che si annuncia difficile, ha incrociato per qualche minuto il suo avversario più ostinato, il premier ungherese Viktor Orbán, che si oppone all’entrata dell’Ucraina nell’Ue.