Ucraina, Putin scatena anche l'offensiva cyber
di Gianluca Di FeoVladimir Putin
La Russia scatena l’offensiva d’inverno contro l’Ucraina anche sul fronte cyber. Un’ondata di attacchi hacker dalla tarda mattinata di ieri ha interrotto le comunicazioni dei telefonini in gran parte del Paese, prendendo di mira anche banche e istituzioni. Il danno più rilevante però è un altro: è stato azzerato il sistema di allarme per le incursioni aeree, proprio nel momento in cui Mosca ha lanciato un nuovo sciame di droni e missili contro alcuni centri abitati del Sud. Le autorità non sono state in grado di avvisare la popolazione del pericolo imminente, né con le sirene, né con i messaggi sui cellulari. Il blackout è stato totale nella regione di Sumy, sul confine russo, ma anche gran parte del distretto della capitale adesso non può mettere in guardia la popolazione: ora la polizia sta cercando di attivare sirene manuali per dare l’allerta.
Non si era mai verificata una situazione simile dall’inizio dell’invasione. L’intelligence ucraina ha aperto un’inchiesta per sabotaggio, s…
La Russia scatena l’offensiva d’inverno contro l’Ucraina anche sul fronte cyber. Un’ondata di attacchi hacker dalla tarda mattinata di ieri ha interrotto le comunicazioni dei telefonini in gran parte del Paese, prendendo di mira anche banche e istituzioni. Il danno più rilevante però è un altro: è stato azzerato il sistema di allarme per le incursioni aeree, proprio nel momento in cui Mosca ha lanciato un nuovo sciame di droni e missili contro alcuni centri abitati del Sud. Le autorità non sono state in grado di avvisare la popolazione del pericolo imminente, né con le sirene, né con i messaggi sui cellulari. Il blackout è stato totale nella regione di Sumy, sul confine russo, ma anche gran parte del distretto della capitale adesso non può mettere in guardia la popolazione: ora la polizia sta cercando di attivare sirene manuali per dare l’allerta.
Non si era mai verificata una situazione simile dall’inizio dell’invasione. L’intelligence ucraina ha aperto un’inchiesta per sabotaggio, sostenendo che si tratta di un’operazione militare russa. Per rappresaglia, le unità cyber di Kiev hanno assaltato l’amministrazione fiscale di Mosca, penetrando nei computer di 2300 uffici.
Il bersaglio principale russo sono stati i server di Kyivstar, che sono andati in tilt lasciando senza cellulare ventiquattro milioni di persone e senza connessioni domestiche un altro milione di utenti. La società fornisce le reti per istituzioni e aziende, con problemi che si sono diffusi in tutta la nazione. Molti bancomat e sistemi di pagamento elettronico sono fuori uso. Nel corso della giornata sono stati bersagliati da differenti incursioni Monobank, Oschadbank e Privatbank, i principali gestori del settore, che sarebbero riusciti a respingerli. Gli altri due operatori di telefonia mobile – Vodafone e Lifecell – hanno accusato difficoltà nella tarda mattinata ma sarebbero riusciti a ripristinare completamente i servizi in serata. Invece i sistemi di comunicazione delle forze armate non avrebbero subito disagi.
“Questa è una guerra, si combattente non solo sui campi di battaglia ma anche nello spazio cyber e sfortunatamente siamo stati colpiti noi – ha dichiarato il direttore generale di Kyivstar Oleksandr Kamarov sulla tv nazionale -. L’obiettivo di questo attacco era la distruzione della nostra infrastruttura di telecomunicazione e ci sono parzialmente riusciti: è stata danneggiata in modo significativo e non siamo stati in grado di contrattaccare virtualmente, così abbiamo dovuto disconnettere tutto”. Kamarov non ha fatto previsioni sulla ripresa dell’attività.
Le brigate telematiche del Gru, il servizio segreto militare di Mosca, hanno condotto numerose incursioni contro le reti ucraine. Nelle prime settimane d’invasione hanno cercato una breccia per bloccare le comunicazioni, riuscendo solo a paralizzare Ukrtelecom, il settimo operatore web del Paese. Poi più volte si sono concentrate contro le centrali di controllo della distribuzione elettrica, sincronizzando le manovre cyber con i raid di missili e droni: un tipo di assalti “multidominio” condotti almeno tre volte nello scorso inverno. Nessuna di queste azioni aveva ottenuto risultati di rilievo. Adesso però le forze armate russe stanno migliorando la qualità dei loro strumenti tecnologici e non si può escludere che siano riuscite a potenziare le capacità anche sul fronte degli hacker. Un altro campanello di allarme sulla riscossa di Putin.