Papa Francesco: “Ho preparato la mia tomba in Santa Maria Maggiore. Dimissioni? Sarà il Signore a dire basta”
di Iacopo ScaramuzziPapa Francesco, che il prossimo 17 dicembre compie 87 anni, rivela che sarà seppellito a Santa Maria Maggiore, e non, come gli altri Papi, nelle grotte della basilica di San Pietro. In una intervista alla televisione messicana N+ in occasione della ricorrenza della Madonna di Guadalupe, Jorge Mario Bergoglio esclude, ad ogni modo, di dimettersi prossimamente, e confida che ha già in programma un viaggio in Belgio.
La devozione mariana
“Voglio essere sepolto a Santa Maria Maggiore”, dice Francesco alla giornalista Valentina Alakraki, “a causa della mia grande devozione. La mia grande devozione. Prima, quando venivo, ci andavo sempre la domenica mattina quando ero a Roma, ci andavo per un po'. Sì, c'è un legame molto grande”.
I Papi del Novecento sono tutti intumati nelle grotte di San Pietro. Con la basilica di Santa Maria Maggiore Francesco ha da sempre un legame molto stretto, già prima di diventare Papa. Qui, del resto, celebrò la sua prima messa, nel Natale del 1538, sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti, l’ordine religioso dal quale Bergoglio proviene. Qui Francesco si recò la mattina successiva alla sera del Conclave, il 14 marzo del 2013, per dedicare di fatto a Maria il suo pontificato. Qui torna prima e dopo ogni viaggio all’estero, per pregare dinanzi alla icona della Madonna “salus populi romani”, salvezza del popolo romano, e a lei si è rivolto più volte, ad esempio durante la pandemia. Lo scorso otto dicembre, come ogni anno, il Papa si è recato nella basilica mariana, prima di rendere il tradizionale omaggio all’Immacolata concezione a piazza di Spagna, deponendo dinanzi all’icona della Vergine una rosa d’oro.
“La vecchiaia non arriva da sola”
Jorge Mario Bergoglio, ricoverato due volte nel corso dell’ultimo anno, ammette di essere invecchiato. Dobbiamo preoccuparci un po’, domanda la veterana dei vaticanisti? “Sì, un po', sì. Ho bisogno che preghiate per la mia salute. E la vecchiaia non arriva da sola. La vecchiaia non si trucca, è se stessa, si presenta così com'è. E d'altra parte, saper accogliere i doni della vecchiaia. Bisogna accettare che si può fare molto bene da un’altra prospettiva. E’ vero – prosegue il Papa – che i viaggi ormai sono tutti ripensati. Possono essere più lontani ma vanno ripensati: questi sono i limiti. Non è vero? La vecchiaia ti matura molto, è bello”. Ma “mi sento bene, mi sento migliorato”, precisa Francesco che nelle scorse ha cancellato n viaggio a Dubai per la Cop28 a causa di una bronchite. “A volte mi dicono che sono un incosciente perché ho voglia di fare le cose e muovermi. Quindi sono buoni segnali? No, sto abbastanza bene”.
La dimissioni non ora
Il Papa argentino non esclude che un giorno, seguendo l’esempio di Benedetto XVI, si dimetterà, ma non è giunto quel momento: in questo anno di salute un po’ malferma, risponde, non ha pensato di tirare fuori la lettera preventiva di dimissioni che, disse un anno fa, consegnò a inizio pontificato all’allora cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone: “No, perché sono un po' capriccioso a riguardo”, spiega. “Non ci ho pensato e ho visto il coraggio di Benedetto quando si è accorto che non poteva, ha preferito dire basta, e questo mi fa bene come esempio e chiedo al Signore di dire basta, ad un certo punto, ma quando Lui vuole”.
Il Belgio e l’Argentina pendente
In programma, dice ancora il Papa, ci sono già dei viaggi. “Uno è sicuro in Belgio, quello è già assicurato, e ce ne sono due pendenti, una per la Polinesia e un'altra per l'Argentina, che sono pendenti, vedremo come andranno le cose, ma col tempo tornerò sulle cose”. Il fatto che nel suo paese sia stato eletto un presidente di estrema destra, Javier Mieli, che in passato lo ha insultato, non rende un ritorno in Argentina meno probabile: “In campagna elettorale – dice il papa – le cose si dicono per scherzo, dico tra virgolette: si dicono sul serio, ma sono cose provvisorie, cose che servono per creare un po' di attenzione, ma che poi svaniscono da sole. Bisogna distinguere molto tra quello che dice un politico in campagna elettorale e quello che farà veramente dopo, perché poi arriva il momento della concretezza, delle decisioni”.
I sassolini nelle scarpe
Jorge Mario Bergoglio conferma solo in parte, infine, di avere assunto uno stile di governo più duro da quanto è morto Benedetto XVI il 31 dicembre dell’anno scorso. La giornalista messicana nota che “la sensazione è che i detrattori siano diventati più virulenti, più feroci, e anche il Papa”, che si è “tolto alcuni sassolini dalle scarpe”. Ma Bergoglio risponde: “In parte sì. Il mio rapporto con Papa Benedetto è stato molto stretto. A volte lo consultavo. E lui, con grande saggezza, mi ha detto la sua opinione ma mi ha detto..."vedi tu", l'ha lasciata nelle mie mani. Mi ha sempre aiutato. Molto generoso in questo”. Ma “ti dico la verità”, prosegue, “non mi rendevo conto” di come fosse cambiata la situazione dopo la sua morte: “A volte vado a pregare sulla tomba dei papi e passo davanti alla sua. Ma non mi rendevo conto di quante volte mi consigliava, non mi rendevo conto che c'era qualcun altro che mi consigliava. Aveva quella saggezza di fare le cose dando libertà. Ma è lo stesso di prima. Prima lo avevo vicino ed ora lo ho lontano ma con grande naturalezza”. Ma se, come i genitori con i figli, “a volte è necessario un rimprovero”, però “qui la gente è molto brava. Guarda, sono complicato e a volte un po' impaziente e loro mi sopportano, mi sopportano. Le persone in curia sono molto brave”. E, anzi, il Papa ritiene di essere meno severo di prima: “Anche i nonni diventano più gentili, fa parte dell'età della vita”.