Giappone, scandalo di finanziamenti illeciti al partito di Kishida: si dimettono 4 ministri
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloIl premier Kishida in posa con i quattro nuovi ministri
PECHINO - L’ultima cosa di cui aveva bisogno Fumio Kishida in questo momento era uno scandalo di tali proporzioni. Il primo ministro giapponese, già ai minimi nel gradimento nei sondaggi, non ha avuto altra scelta allora se non quella di un pesante rimpasto nel suo governo. Quattro ministri e cinque viceministri sono stati costretti a dare le dimissioni per una storia di finanziamenti mai dichiarati destinati al partito conservatore (la Ldp che Kishida guida) “in un presunto tentativo di creare fondi neri segreti”, come scrive la stampa giapponese: scandalo che da settimane agita il governo nipponico.
A lasciare sono nomi di peso: il Segretario di Ga…
PECHINO - L’ultima cosa di cui aveva bisogno Fumio Kishida in questo momento era uno scandalo di tali proporzioni. Il primo ministro giapponese, già ai minimi nel gradimento nei sondaggi, non ha avuto altra scelta allora se non quella di un pesante rimpasto nel suo governo. Quattro ministri e cinque viceministri sono stati costretti a dare le dimissioni per una storia di finanziamenti mai dichiarati destinati al partito conservatore (la Ldp che Kishida guida) “in un presunto tentativo di creare fondi neri segreti”, come scrive la stampa giapponese: scandalo che da settimane agita il governo nipponico.
A lasciare sono nomi di peso: il Segretario di Gabinetto Hirokazu Matsuno (braccio destro del premier), il ministro dell'Economia, del Commercio e dell'Industria Yasutoshi Nishimura, quello degli Interni Junji Suzuki e il ministro dell'Agricoltura Ichiro Miyashita. Tutti appartengono alla potente fazione che fu dell’ex premier Abe, anche se, secondo i media locali, lo scandalo riguarderebbe anche i membri del gruppo di Kishida.
Sarebbero decine, in totale, i parlamentari della Ldp sospettati di aver omesso di dichiarare nei registri ufficiali del partito in totale - secondo alcuni giornali giapponesi - un miliardo di yen (circa 6 milioni e mezzo di euro), raccolti attraverso la vendita di biglietti per serate di raccolta fondi. Matsuno, ad esempio, è sospettato di non aver dichiarato più di 10 milioni di yen, secondo fonti investigative citate dall’agenzia Kyodo.
Il rimpasto
L'ex ministro degli Esteri Yoshimasa Hayashi sostituirà Matsuno, mentre l'ex ministro dell'Agricoltura Ken Saito assumerà la guida del Commercio. Tetsushi Sakamoto è stato nominato invece ministro dell’Agricoltura, Takeaki Matsumoto nuovo ministro degli Affari interni.
Non è chiaro se il rimpasto aiuterà a sostenere il governo di Kishida, il più impopolare in oltre un decennio secondo gli ultimi sondaggi. Il premier non era al massimo della popolarità nemmeno prima di questo scandalo (alta inflazione, caduta dello yen) e ora gli ultimi sondaggi lo danno ad appena il 17,1% dei gradimenti.
La guida del governo non pare, però, in discussione. Almeno nel breve termine. Salito al potere nell'autunno del 2021, Kishida potrebbe rimanere in sella almeno fino alle prossime elezioni per la presidenza della Ldp nel settembre 2024. Non c’è obbligo di indire elezioni generali prima dell'autunno 2025. Per il momento, non ha un forte rivale all'interno del partito. E l'opposizione parlamentare rimane debole e frammentata.