Segui la diretta dalla guerra in Ucraina del 16 dicembre
Superato lo scoglio ungherese e dato il via libera al negoziato per l’adesione dell’Ucraina, i leader Ue si sono scontrati con il nuovo veto di Orbán ai fondi per l'Ucraina: il presidente magiaro non vuole che siano parte della revisione del bilancio comune, al quale partecipano direttamente tutti e 27 i Paesi membri.
Sul tema il premier ungherese si deve comportare "da europeo". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in un punto stampa al termine del Consiglio europeo
Mosca: “Abbattuti 26 droni ucraini sulla Crimea”
I sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto 26 droni ucraini sulla Crimea. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass. "Oggi, dalle 20:30 ora di Mosca alle 22:30, è stato fermato un tentativo da parte del regime di Kiev di effettuare un attacco terroristico utilizzando veicoli aerei senza pilota su obiettivi del territorio della Repubblica di Crimea. Sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto 26 veicoli aerei senza pilota ucraini sulla penisola di Crimea", ha affermato il ministero
Putin: “In corso trattative per uno scambio di prigionieri”
Sono in corso trattative per uno scambio di prigionieri tra la Russia e l'Ucraina. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa russa Tass, è il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin nel corso di un incontro con i leader dei partiti della Duma. "Il numero delle truppe ucraine che si arrendono come prigionieri è aumentato notevolmente", ha osservato Putin
Media: “Gli 007 dell’Occidente valutano la resistenza di Kiev senza gli aiuti di Usa e Nato”
Le agenzie di intelligence occidentali stanno calcolando quanto a lungo l'Ucraina potrebbe resistere senza l'aiuto degli Stati Uniti e della Nato e quali potrebbero essere le prospettive di più lungo termine del perdere la guerra con la Russia. Lo riporta Cnn. Le valutazioni degli 007 occidentali arrivano mentre il pacchetto di aiuti americani è fermo in Congresso e l'Ungheria ha bloccato gli aiuti dell'Unione Europea. Un funzionario americano parla di una resistenza di mesi, e descrive lo scenario peggiore in una significativa battuta d'arresto o anche sconfitta entro l'estate. "Non c'è garanzia di successo con noi, ma sono sicuri di fallire senza di noi", osserva un altro funzionario. La preoccupazione più immediata è l'impatto che la mancanza di aiuti potrebbe avere sulla controffensiva e est e a sud.
Usa: “Preoccupati per Navalny, Russia ha la responsabilità”
Il Dipartimento di Stato si dice "profondamente preoccupato" per lo stato di salute del leader dell'opposizione russa Alexey Navalny. "Abbiamo comunicato al governo russo che è responsabile per quello che accade a Navalny sotto la sua custodia, e che saranno ritenuti responsabili dalla comunità internazionale", ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato a Axios
Scholz: “Con Kiev per tutto il tempo necessario”
"Il dittatore russo attende che l'Europa diventi debole. Putin scommette che i nostri Paesi diventeranno meno disposti a sostenere l'Ucraina. Sbaglia. Perché faremo ciò che è necessario per tutto il tempo necessario". Lo afferma sull'Ucraina il Cancelliere tedesco, Olaf Scholz
Macron: “Orbán faccia l’europeo, non tenga i progressi in ostaggio”
L'Ungheria "è stata rispettata in questo Consiglio. Ha una voce portata avanti dal suo primo ministro: è normale, difende i suoi interessi". Viktor Orbán "è stato ascoltato, ha chiesto un dibattito strategico: lo abbiamo fatto, è stato rispettato. Questo rispetto implica responsabilità: quindi mi aspetto che Viktor Orbán nei prossimi mesi", dato che ci sono "interessi legittimi" ma anche "doveri", si comporti "come un europeo". Lo dice il presidente francese Emmanuel Macron, rispondendo, in conferenza stampa a Bruxelles, a chi gli chiede cosa pensi delle dichiarazioni del premier ungherese, che ha notato che Budapest avrà numerose altre occasioni per bloccare il processo di adesione dell'Ucraina all'Ue. Macron ha affermato anche di aspettarsi che Orbán "non prenda in ostaggio i progressi politici", anche perché se "le condizioni oggettivamente fissate e misurate" dalla Commissione "non verranno rispettate" da Kiev, "non ci sarà alcuna apertura di trattative. Siamo sempre stati chiari: è un processo che si basa sul merito. D'altra parte, se le regole vengono rispettate" da Kiev, che succederà? "Gli ho fatto la domanda e lui mi ha detto che non l'avrebbe fatto", cioè che non avrebbe posto il veto. "Se le sette regole saranno rispettate, allora bisognerà poter aprire la discussione. Allo stesso modo sul bilancio: bisognerà trovare un accordo. Abbiamo sempre saputo farlo e credo a febbraio, all'inizio dell'anno" prossimo si troverà un'intesa, ha concluso
L’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede: “Il Papa a Kiev solo a fine guerra”
Papa Francesco non ha ancora intenzione di visitare l'Ucraina: la sua visita dovrà essere il simbolo della fine della guerra. Lo ha spiegato l'ambasciatore dell'Ucraina presso la Santa Sede, Andrii Yurash, in un'intervista alla Radio ucraina, riportata da Ukrinform. Papa Francesco, ha riferito Yurash, "mi ha detto che voleva aspettare che la sua visita fosse un simbolo della fine della guerra. Poiché non vede la possibilità di adempiere a questo compito ora, vuole ritardare la visita", ha detto Yurash.
Macron: non ho cambiato numero, se Putin ha proposte di pace mi chiami
Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto provocatoriamente di “non aver cambiato numero: se il presidente russo Putin mi vuole parlare di pace, mi chiami”. Macron ha anche speso parole sullo stallo sul Bilancio Ue per rivolgersi al premier ungherese Orbán suggerendogli di “comportarsi da europeo e non tenere i progressi dell’Unione in ostaggio”.
Media: “Navalny è stato trasferito in un istituto di correzione”
Un tribunale russo ha confermato che il leader d'opposizione russo Alexey Navalny è stato traferito dalla colonia penale n. 6, nella città di Melekhovo nella regione di Vladimir, dove era detenuto. La notizia è stata data durante un'udienza relativa a una causa da lui intentata contro i funzionari della struttura di massima sicurezza. L'agenzia di stampa indipendente Sota ha riferito che durante l'udienza è stato letto un documento della sezione di Vladimir del Servizio penitenziario statale, in cui si afferma che Navalny ha lasciato la colonia penale "per un istituto di correzione situato al di fuori della regione di Vladimir" e che ulteriori informazioni saranno fornite una volta giunto a destinazione
Paolo Gentiloni: grave il rinvio del bilancio
"Il rinvio del bilancio stanotte", significa anche un rinvio "per il sostegno economico all'Ucraina. E' molto grave: è la difesa comune, sono le politiche industriali, è l'architettura internazionale da ridisegnare". Così Paolo Gentiloni, commissario Ue, al Forum Pd sull'Europa. "Dico no al mesto corteo dei sonnambuli: il sostegno all'Ucraina è necessario per evitare le minacce che incombono sull'Europa, perchè o capiamo che 'oggi in Ucraina, domani in Europa' o prendiamo un abbaglio colossale".
Lavrov: i paesi Ue cercano il negoziato alle spalle di Kiev
Il ministro degli Esteri russo Sergeij Lavrov ha rivelato che diversi leader europei hanno cercato negli ultimi sei mesi di negoziare con Mosca sulla guerra in Ucraina alle spalle di Kiev e ha assicurato che la Russia non negozierà con chi cerca la sua sconfitta sul campo di battaglia. "Diversi noti leader occidentali, in particolare uno, in diverse occasioni, attraverso tre canali diversi, ci hanno inviato segnali per incontrarci e parlare di cosa fare dell'Ucraina e della sicurezza europea", ha detto durante una conferenza stampa con il suo omologo bielorusso, Sergey Aleinik. Lavrov, che ha detto di non voler o avere il diritto di "fare nomi", ha definito la situazione un atto di ipocrisia e malizia. I politici occidentali "mentono senza arrossire. Quando hanno dichiarato e continuano a dichiarare per inerzia che non negozieranno nulla sull'Ucraina senza l'Ucraina, questa non è altro che ipocrisia".
Il ministro della Difesa ucraino: “La Turchia si unisca alla coalizione marittima per la sicurezza nel Mar Nero”
Il ministro della Difesa ucraino, Rustem Umerov, ha invitato la Turchia a unirsi alla Coalizione marittima per rafforzare la sicurezza nel Mar Nero, durante un incontro con il nuovo ambasciatore turco Levent Bilgen. Lo riporta il sito del governo ucraino. "Siamo grati alla Turchia per aver sostenuto l'Ucraina fin dal primo giorno dell'invasione su larga scala, garantendo la sicurezza del Mar Nero. Invitiamo la Turchia a unirsi alla Coalizione marittima", ha dichiarato Umerov. Le parti hanno anche discusso della potenziale cooperazione nella produzione di difesa.
L'ambasciatore Levent Bilgen ha sottolineato che il sostegno globale della Turchia all'Ucraina continuerà. "Gli sforzi della Coalizione per le forze e le capacità marittime, avviata da Regno Unito e Norvegia, mirano a fermare l'interferenza della Russia nella libertà di navigazione - si legge sul sito del governo ucraino - in particolare nel funzionamento del corridoio dei cereali".
Il ministro degli Esteri spagnolo: “Il nostro impegno per l’Ucraina continuerà”
"Ho appena parlato con il mio caro amico Dmytro Kuleba per congratularmi con lui per l'apertura dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'Unione europea, una priorità della nostra presidenza" di turno. Lo ha scritto su X il ministro degli esteri spagnolo José Manuel Albares. "L'impegno della Spagna nei confronti dell'Ucraina continua anche in questa nuova fase", ha aggiunto il ministro.
Budapest: “Noi non ricattiamo nessuno. Altri paesi hanno ricattato l’Ungheria”
"Non abbiamo ricattato nessuno. Altri paesi hanno ricattato l'Ungheria, che non ha ottenuto i fondi Covid per una serie di ragioni politiche". Così lo spin doctor di Viktor Orbán, Balazs Orbán, nel corso di un briefing con i giornalisti a Bruxelles a margine dei lavori del Consiglio europeo. Il portavoce del governo di Budapest ha ribadito il no del suo paese alla revisione del quadro finanziario pluriennale, chiedendo che i soldi per il sostegno all'Ucraina siano stanziati fuori dal bilancio Ue. "Non ricattiamo nessuno, è una decisione finanziaria la nostra", ha rimarcato Balazs Orbán.
Il più grande editore russo licenzia gli scrittori Bykov e B.Akunin per commenti filo-Ucraina
Uno dei più grandi editori di libri russi e la più grande catena di librerie del paese hanno dichiarato venerdì che avrebbero licenziato due importanti scrittori russi per i loro commenti filo-ucraini e anti-russi. Entrambi gli autori hanno fatto i commenti durante telefonate con persone che pensavano fossero alti funzionari ucraini. In realtà si trattava di video blogger e comici russi che hanno fatto carriera mettendo in imbarazzo pubblicamente i nemici del Cremlino. L'autore Dmitry Bykov, in particolare, ha affermato che, sebbene si rammarichi per l'uccisione dei russi nel conflitto ucraino, non può incolpare la leadership ucraina per questo. Bykov ha anche detto al comico che se la sua biografia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky fosse pubblicata in Ucraina, avrebbe donato tutti i proventi alle forze armate.
Un altro autore, Grigori Chkhartishvili, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Boris Akunin, ha descritto la Russia come una minaccia per il mondo intero e ha detto di non avere scrupoli riguardo agli attacchi dei droni ucraini contro le città russe. Citando questi commenti, che sono stati pubblicizzati questa settimana, l'editore AST e la catena di librerie Chitai-Gorod hanno detto venerdì in dichiarazioni separate che sospenderanno rispettivamente la stampa e la vendita dei libri di Bykov e Chkhartishvili. Entrambi gli autori hanno precedentemente condannato pubblicamente l’invasione russa dell’Ucraina e ora vivono in Occidente, ma mantengono il diritto ai diritti d’autore sulle vendite dei libri in Russia. Il notiziario russo RBC ha citato Bykov che afferma che la censura dei libri non è una novità nella storia russa e non è mai stata efficace. "È ora che capiscano che un libro non può essere bandito", ha detto Bykov.
Il Cremlino: “L’adesione dell’Ucraina alla Ue? Prospettiva molto remota. Per ora è solo sostegno politico”
Il Cremlino ha detto che l'adesione dell'Ucraina all'Unione europea è una prospettiva molto remota e che le iniziative di Bruxelles in merito sono solo un'espressione del sostegno politico a Kiev. Né l'Ucraina né la Moldavia, un'altra ex repubblica sovietica in cerca di adesione, soddisfano i rigorosi criteri dell'Ue, ha ricordato in un briefing il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.
Orbán: l’apertura ai negoziati per l’adesione è sbagliata, Budapest tirerà il freno quando sarà necessario
L'apertura dei negoziati per l'adesione dell'Ucraina all'Unione europea è una decisione sbagliata, che potrebbe avere effetti negativi, ma "le conseguenze finanziarie ed economiche di questo non saranno pagate dagli ungheresi". È quanto ha detto il premier dell'Ungheria, Viktor Orbán, in un'intervista di cui scrive su X il suo portavoce, Zoltan Kovacs. Il portavoce riferisce che il premier ha sottolineato che questi costi devono essere sostenuti da coloro che hanno preso questa decisione e che gli Stati membri dell'Ue "stanno freneticamente cercando di muoversi in questa direzione", quindi l'Ungheria ha l'opportunità di avvertire che "questa è una decisione sbagliata". Orbán ha detto che questa decisione sbagliata non è sulla coscienza dell'Ungheria e si può fermare questo processo in seguito, sottolineando che la decisione finale sull'adesione dell'Ucraina sarà presa dal Parlamento ungherese. "L'Ue ha preso decisioni sbagliate", ad esempio nella crisi finanziaria del 2008, sulla migrazione o nel conflitto Russia-Ucraina, quando "non è andata verso la pace ma verso la guerra e ha introdotto sanzioni", ha detto ancora Orbán secondo quanto fa sapere il portavoce, aggiungendo che se gli interessi degli agricoltori ungheresi devono essere protetti, l'Ungheria tirerà il freno a mano.
E’ ufficiale: Navalny non è più nella regione di Vladimir
Il più celebre oppositore politico russo, Aleksei Navalny, "non è più detenuto nella regione di Vladimir". Lo hanno chiarito le autorità carcerarie dopo che da giorni i collaboratori del dissidente ne hanno denunciato la "scomparsa". Il chiarimento è contenuto in un certificato del Servizio penitenziario federale, letto questa mattina in un'udienza del tribunale regionale di Vladimir, che sta esaminando un ricorso di Navalny contro l'amministrazione della colonia penale. Il certificato, come riporta Meduza, afferma che Navalny ha lasciato la prigione "in conformità con il verdetto del tribunale cittadino di Mosca del 4 agosto 2023". "L'arrivo di Navalny sarà notificato nel quadro della legislazione attuale", si legge nel documento annunciato al processo. L'addetta stampa del politico, Kira Yarmysh, ha affermato che l'avvocato di Navalny è stato informato che il politico "ha lasciato la regione di Vladimir" l'11 dicembre. "Vi ricordo che gli avvocati non hanno contatti con Navalny dal 6 dicembre e non sappiamo dove si trovi", ha detto la portavoce. Una delle ipotesi per spiegare la scomparsa di Navalny è che sia stato trasferito in un nuovo carcere a regime più rigido dopo la condanna questa estate a 19 anni di detenzione per "estremismo". Secondo il canale Telegram Baza, invece, Navalny è stato portato a Mosca per essere interrogato nell'ambito di un nuovo caso nei suoi confronti. I collaboratori dell'oppositore hanno controllato la maggior parte dei centri di detenzione della capitale ma non hanno trovato sue tracce.
Ue, il polacco Duda si congratula con Zelensky: “Decisione storica”
"Una decisione storica da parte del Consiglio europeo sull'apertura dei negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia!". Lo ha dichiarato il presidente polacco Andrzej Duda in un tweet, congratulandosi con l'omologo ucraino Volodymyr Zelensky. “La Polonia ha sempre sostenuto il processo di allargamento. Molti non ci credevano quando abbiamo iniziato la lotta per avviare i negoziati con l'Ucraina", ha aggiunto.
Zelensky celebra su Telegram l’avvio dei negoziati per l’adesione alla Ue
“E' stata presa la decisione di avviare i negoziati di adesione all'Ue. Questo passo sarà seguito da quelli successivi. Si tratta di un lavoro enorme: integrare lo Stato, tutte le istituzioni, tutte le norme nell'Unione Europea. Ma lo faremo. L'Ucraina ha dimostrato più volte di cosa siamo capaci. Ci sarà un'altra decisione vittoriosa: arriverà il momento in cui potremo festeggiare l'adesione dell'Ucraina all'Ue", ha scritto nella notte su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E ha aggiunto: "Molte persone in Ucraina sono ora di buon umore, e questo è importante, è una motivazione. E mi congratulo con tutti voi... tutti gli uomini e le donne che hanno combattuto e stanno combattendo per l'Ucraina, che ora sono in combattimento, che stanno difendendo la libertà dell'Ucraina, che stanno aiutando i nostri guerrieri curando, addestrando, portando armi, producendo armi. Tutto ciò che stiamo ottenendo non sarebbe stato possibile senza l'eroico coraggio del nostro popolo, della nostra nazione, che ispira il mondo intero”.
Giappone annuncia nuove sanzioni alla Russia
Il governo giapponese conferma la piena sintonia con i paesi occidentali in relazione al confitto in Ucraina e amplia la lista di individui ed entità collegate alla Russia per l'applicazione di nuove sanzioni. Il congelamento degli asset riguarda 35 individui e 44 gruppi, mentre ad altre 63 società e organizzazioni giapponesi saranno vietate le esportazioni a partire dalla fine di dicembre. Nuove restrizioni comprenderanno anche l'importazione di diamanti non industriali prodotti in Russia. I nuovi obiettivi delle sanzioni includono ufficiali militari russi, funzionari governativi e uomini d'affari, oltre a gruppi con sede in Russia, Emirati Arabi Uniti, Armenia, Siria e Uzbekistan, ha reso noto il Ministero degli Affari esteri nipponico. Il premier giapponese Fumio Kishida aveva informato i suoi omologhi del G7 in un vertice virtuale la scorsa settimana del suo piano di rafforzare le sanzioni.
Michel: l'Ucraina può contare sul sostegno finanziario dell'Ue
"Voglio lanciare un messaggio positivo e rassicurante: abbiamo strumenti per garantire la nostra affidabilità, gli ucraini possono contare sul nostro sostegno, in questo pacchetto, su cui c'è ampio accordo politico a 26, ci sono 50 miliardi per l'Ucraina". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel al termine del primo giorno del vertice Ue.
Ue, Michel: bilancio, d’accordo in 26 su 27. Vertice a gennaio
"Ventisei leader sono concordi su tutte le componenti della proposta di revisione di bilancio che abbiamo presentato. Un leader non è d'accordo sulla proposta (il Paese contrario è l'Ungheria, come reso noto dallo stesso premier, Viktor Orbán). Questo vuol dire che c'è un forte sostegno per tutte le componenti da parte di 26 leader, dal sostegno all'Ucraina alle migrazioni, al fondo di solidarietà alla difesa. Torneremo sulla materia a inizio del prossimo anno per cercare di raggiungere l'unanimità per attuare quest'accordo". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un punto stampa al termine dei lavori del vertice Ue.
Ue: veto di Orbán su bilancio e fondi all’Ucraina, vertice straordinario a gennaio
Il presidente ungherese, Viktor Orbán, ha posto il suo veto contro nuovi fondi per l'Ucraina e contro la revisione del bilancio Ue. I leader - a quanto si apprende - torneranno a riunirsi sui due dossier in un Consiglio europeo straordinario che si terrà probabilmente a gennaio.
Niente accordo sulla revisione del bilancio a Consiglio Ue
A Bruxelles i 27 non hanno trovato l'accordo sulla revisione del bilancio Ue e hanno deciso di riprendere le trattative oggi nel secondo giorno del Consiglio europeo, dove si discuterà anche di Medio Oriente, migrazione, sicurezza-difesa e agenda strategica.