Il Cile torna al voto per cambiare la Costituzione di Pinochet: ma con un testo di estrema destra
di Elena BassoSANTIAGO DEL CILE – Nel quartiere Bellavista, in pieno centro a Santiago del Cile, c’è un museo particolare: il Museo dell’“estallido social”, la rivolta iniziata nel Paese latinoamericano nell’ottobre del 2019 e che ha portato in piazza milioni di cittadini in protesta contro le enormi disuguaglianze che affliggono la società cilena. Oggi il museo è l’unico luogo di memoria della rivolta e rischia la chiusura a causa dell’aumento dell’affitto dell’immobile dove è ubicato, e accade proprio nei giorni in cui si conclude il processo costituzionale iniziato con l’estallido social.
Che cosa prevede il nuovo testo
Domani infatti i cittadini cileni sono chiamati a votare per decidere se accettare o rifiutare il testo che potrebbe sostituire la Costituzione attuale del Paese, scritta durante la dittatura di Pinochet. La decisione di sostituire la Carta è frutto di un accordo politico nato per placare la…
SANTIAGO DEL CILE – Nel quartiere Bellavista, in pieno centro a Santiago del Cile, c’è un museo particolare: il Museo dell’“estallido social”, la rivolta iniziata nel Paese latinoamericano nell’ottobre del 2019 e che ha portato in piazza milioni di cittadini in protesta contro le enormi disuguaglianze che affliggono la società cilena. Oggi il museo è l’unico luogo di memoria della rivolta e rischia la chiusura a causa dell’aumento dell’affitto dell’immobile dove è ubicato, e accade proprio nei giorni in cui si conclude il processo costituzionale iniziato con l’estallido social.
Che cosa prevede il nuovo testo
Domani infatti i cittadini cileni sono chiamati a votare per decidere se accettare o rifiutare il testo che potrebbe sostituire la Costituzione attuale del Paese, scritta durante la dittatura di Pinochet. La decisione di sostituire la Carta è frutto di un accordo politico nato per placare la rivolta dei cittadini. Il testo che potrebbe sostituire la Costituzione di Pinochet è stato redatto negli ultimi mesi da un gruppo di politici, eletti democraticamente dai cittadini cileni lo scorso maggio, e composto da una larga maggioranza del Partito Repubblicano, un movimento di estrema destra. Il nuovo testo è ancora più radicale rispetto a quello redatto durante il regime e, se dovesse essere approvato, rappresenterebbe un grave passo indietro per i diritti sociali dei cittadini e per l’ambiente e rafforzerebbe la privatizzazione della sanità, dell’istruzione e delle pensioni.
Le ragioni della sinistra
Le proteste iniziate nel 2019 sono state represse con estrema brutalità dalle forze dell’ordine cilene. Alle pareti del Museo dell’estallido social si trovano i nomi dei 34 manifestanti che hanno perso la vita durante la rivolta e le testimonianze degli oltre 11mila cittadini che hanno subito gli abusi degli agenti. Gloria Moraga, 63 anni, è una delle 500 persone che sono state accecate parzialmente o totalmente dalle forze dell’ordine cilene durante la rivolta e oggi voterà contro il nuovo testo: “Con questa nuova Costituzione i nostri diritti tornerebbero indietro di 200 anni, basta pensare al fatto che l’aborto sarebbe proibito in qualsiasi caso”. Mentre Victoria Saez, 76 anni, dirigente del partito socialista ai tempi del governo Allende, dice: “Questo testo rappresenterebbe un passo indietro nei diritti dei lavoratori e dei popoli indigeni, che non vengono nemmeno nominati”.
Quello attuale è il secondo tentativo per sostituire la Costituzione di Pinochet e sarà anche l’ultimo: il governo guidato da Gabriel Boric ha già annunciato che, se dovesse vincere il no, il processo costituzionale terminerebbe. Nel settembre del 2022 si è tenuto un primo referendum in cui ha stravinto (con il 62%) il rifiuto del testo proposto, una nuova Costituzione che avrebbe reso il Cile uno dei Paesi più progressisti al mondo. “Se il primo testo è stato rifiutato perché era troppo progressista per il votante medio cileno, questo secondo testo è invece troppo di destra e conservatore. Credo che se la nuova Costituzione dovesse essere approvata, i cittadini torneranno in piazza a protestare. Questo testo aumenta i conflitti sociali e la polarizzazione”, avverte la politologa Claudia Heiss.
I sondaggi
Le previsioni sono molto incerte, anche se i sondaggi segnalano un vantaggio del no. Tanti votanti sono indecisi e c’è molta disinformazione. Nel giorno della chiusura della campagna elettorale, davanti al Centro Gabriela Mistral, centro culturale dedicato alla poetessa cilena e luogo simbolo della rivolta del 2019, si concentra un gruppo di cittadini che distribuisce volantini che invitano a votare a favore della nuova Costituzione. “Io approverò il testo proposto perché sono stanco del processo costituente, rivoglio sicurezza e stabilità politica nel mio Paese”, afferma Guillermo, 33 anni, designer. Mentre Isabel, 40 anni, docente, aggiunte: “Voterò a favore per andare contro al governo di Gabriel Boric, che non approva questo nuovo testo”.