Il sondaggio sulle presidenziali Usa: gli americani non vogliono la sfida Biden-Trump
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Quello che tutti davano già per scontato, ora è confermato anche dai numeri: la maggioranza degli americani non vuole la replica della sfida tra Biden e Trump per la Casa Bianca. Lo dimostra l’ultimo sondaggio realizzato per l’agenzia Associated Press dal Norc Center for Public Affairs Research, secondo cui il 56% degli elettori adulti sarebbe insoddisfatto se il candidato democratico fosse Joe, mentre il 58% lo sarebbe se quello repubblicano fosse Donald. Magari ormai sono rassegnati che finisca così, ma contenti no.
In totale, il 28% degli americani adulti si dichiara contrario alla ripetizione dello scontro del 2020, ma se poi si indaga sulle preferenze specifiche relative ai due candidati, il …
NEW YORK - Quello che tutti davano già per scontato, ora è confermato anche dai numeri: la maggioranza degli americani non vuole la replica della sfida tra Biden e Trump per la Casa Bianca. Lo dimostra l’ultimo sondaggio realizzato per l’agenzia Associated Press dal Norc Center for Public Affairs Research, secondo cui il 56% degli elettori adulti sarebbe insoddisfatto se il candidato democratico fosse Joe, mentre il 58% lo sarebbe se quello repubblicano fosse Donald. Magari ormai sono rassegnati che finisca così, ma contenti no.
In totale, il 28% degli americani adulti si dichiara contrario alla ripetizione dello scontro del 2020, ma se poi si indaga sulle preferenze specifiche relative ai due candidati, il rigetto sale oltre la soglia della maggioranza. Se infatti il 56% non vuole Biden e il 58% non vuole Trump, è chiaro che la maggior parte della popolazione non vorrebbe ripetere l’esperienza vissuta quattro anni fa. Se si pone la stessa domanda distinguendo tra democratici e repubblicani, l’insoddisfazione per Trump tra i primi è superiore a quella per Biden tra i secondi, 86 a 81%.
Nello stesso tempo, però, la soddisfazione tra i democratici per la candidatura di Joe è più debole di quella tra i repubblicani per Donald, 49 contro 65%. Questo dato potrebbe evidenziare una pericolosa vulnerabilità del presidente, perché lo scarso entusiasmo dei suoi sostenitori ad andare alle urne potrebbe favorire l’avversario, che invece può contare su un livello superiore di fedeltà nelle file proprio partito.
Di sicuro c’è che la maggioranza degli americani non si capacita del motivo per cui i due partiti non riescano ad esprimere candidati alla Casa Bianca non ottuagenari o quasi, non incriminati e avviati a processo per gravi reati penali, oppure dall’apparenza fisica troppo fragile per guidare una superpotenza. Per trovare la risposta, però, i cittadini dovrebbero guardarsi dentro. Infatti Trump è il favorito per la nomination repubblicana perché la maggior parte degli elettori del Gop ha deciso di ignorare i suoi limiti personali, purché lui continui a combattere la guerra culturale che sta in cima alle loro preoccupazioni, mentre Biden ha ammesso che se il candidato del Gop non fosse Donald, lui probabilmente non si sarebbe presentato, passando il testimone alla prossima generazione.
Le alternative più giovani in teoria ci sarebbero, da Haley e DeSantis tra i repubblicani, a Newsom e Whitmer tra i democratici, volendo ignorare Kamala Harris che come vice presidente non ha convinto. Nessuno però sembra avere il coraggio o la voglia di tentare questo salto generazionale, e così gli Usa rischiano di restare ancorati al passato, incapaci di mettersi al passo con la modernità.