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Così la Cina ha infiltrato il primo partito del Belgio, l’estrema destra del Vlaams Belang alleata di Salvini in Europa

Illustrazione del Financial Times

 
Un’inchiesta internazionale rivela che l’ex senatore Frank Creyelman era una spia di Pechino. Doveva condizionare il dibattito internazionale su uiguri, Hong Kong, energia e Covid-19. Ma ci sono sospetti anche su uno dei leader, Filip Dewinter
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“Dobbiamo dividere Stati Uniti e Unione Europea”. Erano molto chiari gli obiettivi che l’agente cinese Daniel Woo indicava nei suoi messaggi alla spia che aveva reclutato nella politica europea, il politico di estrema destra belga Frank Creyelman. L’ex senatore, appartenente al Vlaams Belang, formazione alleata in Europa della Lega di Matteo Salvini, doveva fare del suo meglio per seminare zizzania nell’alleanza euroatlantica. Ma doveva anche farsi portavoce di Pechino in Europa su temi come la democrazia a Hong Kong, la repressione dei musulmani uiguri nello Xinjiang e il ruolo della Cina nella diffusione del Covid-19.

I messaggi tra i due

A rivelarlo è una inchiesta congiunta di Financial Times, Le Monde e Der Spiegel, che hanno…

“Dobbiamo dividere Stati Uniti e Unione Europea”. Erano molto chiari gli obiettivi che l’agente cinese Daniel Woo indicava nei suoi messaggi alla spia che aveva reclutato nella politica europea, il politico di estrema destra belga Frank Creyelman. L’ex senatore, appartenente al Vlaams Belang, formazione alleata in Europa della Lega di Matteo Salvini, doveva fare del suo meglio per seminare zizzania nell’alleanza euroatlantica. Ma doveva anche farsi portavoce di Pechino in Europa su temi come la democrazia a Hong Kong, la repressione dei musulmani uiguri nello Xinjiang e il ruolo della Cina nella diffusione del Covid-19.

I messaggi tra i due

A rivelarlo è una inchiesta congiunta di Financial Times, Le Monde e Der Spiegel, che hanno avuto accesso ai messaggi scambiati tra i due tra il 2019 e il 2022, girati alle tre testate da un’agenzia occidentale. A fine 2022, ad esempio, Daniel Woo, funzionario del Ministero della Sicurezza statale cinese, chiese a Creyelman di convincere due suoi colleghi del Parlamento europeo, Tom Vandendriessche e Filip De Man, ad attaccare Usa e Regno Unito alla vigilia della visita in Cina del cancelliere tedesco Olaf Scholz, accusando Washington e Londra di “minare la sicurezza energetica europea”. “Il nostro obiettivo è dividere Usa e Europa”, scriveva Woo al 62enne esponente del Vlaams Belang, partito di cui è stato deputato e senatore (fino al 2007) in Belgio, di cui ora è consigliere comunale a Mechelen e che ieri lo ha espulso.

Gli uiguri, Taiwan e il “virus cinese”

Creyelman, che è noto anche per le sue posizioni filorusse e antiucraine, il 3 luglio 2019 ricevette da Woo un sms in cui gli veniva chiesto di fare un rapporto su Charles Michel, eletto il giorno prima presidente del Consiglio Ue. Un dossier “sulle sue opinioni politiche, la sua personalità, i suoi passatempi e le sue opinioni sul nostro Paese”. Nel 2021 a Creyelman venne chiesto invece di “attaccare” l’antropologo tedesco Adrian Zenz, ricercatore che ha contribuito a rivelare i campi in cui la Cina teneva centinaia di migliaia di uiguri nello Xinjiang. E poi di disturbare una conferenza su Taiwan e di pagare un intermediario per influenzare un cardinale cattolico, affinché mettesse in guardia da una politicizzazione del discorso sulle origini “cinesi” del Covid-19.

Soldi mal spesi

Non è chiaro come e quando Creyelman sia stato reclutato, ma i due si videro a Sanya, in un resort nell’isola cinese di Hainan, nel 2019. Nei messaggi parlano spesso di soldi, da inviare tramite una app di criptovaluta, ma certo la collaborazione non sembra avere risultanti entusiasmanti. Nel giugno del 2021 il politico ammette di non aver avuto successo nel tentativo di opporsi a una risoluzione del parlamento belga sul rischio di genocidio degli uiguri. E in un altro caso non riesce a ingaggiare un giornalista, James Wilson, a cui aveva promesso almeno 2mila euro se avesse scritto un articolo contro le proteste democratiche a Hong Kong.

I sospetti su Dewinter

Woo avrebbe però cercato di raggiungere anche Martin Selmayr, al tempo potentissimo capo dello staff del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (Selmayr ha negato con veemenza di essere a conoscenza di questo tentativo) e, secondo il quotidiano Het Nieuwsblad, anche Filip Dewinter, tra i leader di Vlaams Belang e anch’egli filorusso, potrebbe essere legato alla rete di spie cinesi. Circostanze inquietanti in vista delle elezioni nazionali belghe che, a giugno, si terranno in concomitanza con le europee. E che, stando ai sondaggi, potrebbero essere vinte proprio dall’estrema destra.

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