Berlino: “Putin attaccherà la Nato. Userà i separatisti come in Donbass”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniIl ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius
BERLINO — Alla Germania e alla Nato restano «circa 5 o 8 anni» per difendersi dalla Russia. «Alla fine del decennio» Vladimir Putin potrebbe tornare all’attacco. E stavolta l’aggressione potrebbe riguardare direttamente un Paese della Nato. Le minacce del Cremlino contro i Paesi baltici, in questo senso, «non sono soltanto un tintinnar di sciabole».
L’avvertimento scioccante è arrivato nel fine settimana dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. Che aveva già fatto discutere a ottobre dicendo che la Germania doveva tornare a essere «kriegstuechtig», «capace di affrontare una guerra». Il Paese che ha scelto dalla fine della Seconda guerra mondiale di restare un nano militare sembrava scosso dall’aggettivo terribilmente esplicito usato dal responsabile della Difesa. Ma adesso è chiaro il motivo di quelle affermazioni così esplicite.
Ieri Pistorius era in Lituania per annunciare lo …
BERLINO — Alla Germania e alla Nato restano «circa 5 o 8 anni» per difendersi dalla Russia. «Alla fine del decennio» Vladimir Putin potrebbe tornare all’attacco. E stavolta l’aggressione potrebbe riguardare direttamente un Paese della Nato. Le minacce del Cremlino contro i Paesi baltici, in questo senso, «non sono soltanto un tintinnar di sciabole».
L’avvertimento scioccante è arrivato nel fine settimana dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. Che aveva già fatto discutere a ottobre dicendo che la Germania doveva tornare a essere «kriegstuechtig», «capace di affrontare una guerra». Il Paese che ha scelto dalla fine della Seconda guerra mondiale di restare un nano militare sembrava scosso dall’aggettivo terribilmente esplicito usato dal responsabile della Difesa. Ma adesso è chiaro il motivo di quelle affermazioni così esplicite.
Ieri Pistorius era in Lituania per annunciare lo storico, primo stanziamento permanente di un battaglione di soldati tedeschi sul fianco orientale della Nato. Il presidente del Copasir tedesco, Roderich Kiesewetter, che era in Lituania con il ministro, spiega il senso del suo allarme. Raggiunto al telefono da Repubblica, il parlamentare della Cdu ci racconta le informazioni sui piani di Putin che sono state intercettate dai servizi segreti tedeschi Bnd.
«Le nuove informazioni che abbiamo sulla Russia - la sua trasformazione in un’economia di guerra, il suo obiettivo esplicito di voler attaccare la Nato - preludono a scenari oscuri». Particolarmente a rischio, secondo Kiesewetter, sono «i Paesi Baltici e la Moldavia». E il motivo è che «si tratta di ex Repubbliche sovietiche e che Putin è convinto che non siano in grado di difendersi».
Attenzione, non dobbiamo aspettarci un’invasione militare come il 24 febbraio del 2022 in Ucraina. Piuttosto, Putin costruirà una strategia simile a quella del 2014 nel Donbass. Secondo il numero uno della Commissione parlamentare tedesca per i rapporti con i Servizi, «le aggressioni russe avverranno attraverso separatisti, movimenti autonomisti, milizie o presunti agenti di sicurezza chiamati ad “aiutare” le minoranze russe». Insomma, stessa sceneggiatura del 2014, quando Donetsk e Lugansk furono invase dai famosi “omini verdi” russi che organizzarono per anni una guerriglia autonomista e spinsero Mosca a invadere l’Ucraina nel 2022 con la scusa della tutela della minoranza russa.
«In Estonia ci si può immaginare uno scenario identico, ossia la creazione di autonomisti russi che chiedano la separazione, finti movimenti civici che protestino a difesa della minoranza russa», rivela Kiesewetter. Ecco dunque il trucco con cui Putin punta ad aggirare l’articolo 5 della Nato, quello che obbligherebbe i partner a intervenire nel caso di un attacco militare russo in Estonia.
«La Nato non potrà intervenire con l’Articolo 5 perché il calcolo di Putin è che contro una regione che si voglia rendere autonoma o una minoranza che si batta per la propria indipendenza non si possa evocare l’articolo 5. Putin conta di muoversi armando separatisti e milizie non riconducibili ufficialmente a Mosca sotto la soglia di allarme che scatenerebbe l’obbligo al mutuo soccorso dei partner dell’Alleanza atlantica. Se pezzi di Estonia si rendono autonomi, che cosa può fare la Nato?».
Per la Moldavia vale uno scenario leggermente diverso. Non è un Paese Nato. E il capo del Copasir tedesco pensa che Putin «aspetterà le elezioni dell’anno prossimo: se non finiranno come vogliono i russi, riproveranno a organizzare un colpo di Stato e una guerra civile come hanno tentato di fare a più riprese». La reazione dell’Occidente dipenderà dalla Romania: «Può evocare in Europa la clausola di difesa del Trattato di Lisbona, o l’articolo 5 della Nato. O nulla».
Nei giorni scorsi i servizi segreti polacchi hanno lanciato un allarme simile a quello di Pistorius, citando un arco di tempo un po’ diverso per l’aggressione russa. Kiesewetter puntualizza che «non è un allarme polacco o tedesco: sono stime Nato. C’è chi dice 6-8 anni o 3-5. Io temo che saranno tre anni: Putin vorrà anticipare la Nato, che non sarà ancora pronta per difendersi a dovere».