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Sfida a Biden, la polizia del Texas potrà arrestare i migranti

(afp)
Il governatore repubblicano Abbott sfida il governo federale, arrogandosi un compito che spetta a Washington
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NEW YORK - Il Texas a guida repubblicana e filo trumpista sfida l’amministrazione Biden sull’immigrazione, creando le condizioni per uno scontro legale che minaccia anche di complicare le trattative in corso per approvare i nuovi aiuti all’Ucraina. Il governatore Abbott infatti ha firmato una legge che consente alla polizia locale di arrestare gli illegali, e ai giudici dello Stato di ordinare la loro espulsione. Così si arroga un compito che spetta alle autorità federali, in aperta sfida al governo di Washington.


Gli ultimi tempi hanno visto un forte aumento degli immigrati illegali, fino a 10mila al giorno nel mese di dicembre, e i repubblicani danno la colpa a Biden perché con l’allentamento delle politiche decise da Trump li avrebbe in sostanza incoraggiati ad attraversare il confine meridionale lungo 3.149 chilometri. Donald in campagna elettorale ha promesso che se verrà rieletto, lancerà "la più grande deportazione mai vista nella storia del nostro Paese", con campi di rastrell…

NEW YORK - Il Texas a guida repubblicana e filo trumpista sfida l’amministrazione Biden sull’immigrazione, creando le condizioni per uno scontro legale che minaccia anche di complicare le trattative in corso per approvare i nuovi aiuti all’Ucraina. Il governatore Abbott infatti ha firmato una legge che consente alla polizia locale di arrestare gli illegali, e ai giudici dello Stato di ordinare la loro espulsione. Così si arroga un compito che spetta alle autorità federali, in aperta sfida al governo di Washington.


Gli ultimi tempi hanno visto un forte aumento degli immigrati illegali, fino a 10mila al giorno nel mese di dicembre, e i repubblicani danno la colpa a Biden perché con l’allentamento delle politiche decise da Trump li avrebbe in sostanza incoraggiati ad attraversare il confine meridionale lungo 3.149 chilometri. Donald in campagna elettorale ha promesso che se verrà rieletto, lancerà "la più grande deportazione mai vista nella storia del nostro Paese", con campi di rastrellamento e detenzione e procedure immediate di espulsione. L’amministrazione replica che sta solo applicando misure più umane, ma gli arresti e le deportazioni continuano, in attesa di una riforma complessiva del sistema per accedere agli Usa.


I governatori degli Stati al confine, in particolare Abbott, hanno deciso allora di provocare una crisi interna, trasportando gli illegali fermati nelle loro regioni verso quelle governate dai democratici. Dal Texas sono partiti in autobus oltre 65mila migranti in cerca di asilo, inviati in larga parte verso città "santuario" come New York e Los Angeles. Questo ha fatto esplodere gravi crisi nei luoghi di destinazione, creando contrasti tra le amministrazioni democratiche locali e il governo federale, a cui chiedono aiuti e finanziamenti per gestire l’emergenza.


Abbott sostiene che la sua mossa ridurrà gli arrivi degli illegali tra il 50 e il 75%, ma non ha fornito prove di questa previsione. Di sicuro invece crea le condizioni per uno scontro con il Messico, che ha l’impegno a riprendersi i suoi cittadini che attraversano il confine illegalmente, ma non quelli provenienti da altri Paesi. Poi pone le basi per uno scontro giuridico, perché l’American Civil Liberties Union gli ha già fatto causa, e oltre venti deputati democratici hanno scritto una lettera al Dipartimento della Giustizia per sollecitarlo a fare altrettanto. La legge infatti affida al governo federale la gestione delle politiche sull’immigrazione, perché hanno carattere nazionale, e nel 2012 la Corte Suprema aveva emesso una sentenza contro l’Arizona, che aveva cercato di usurpare questi poteri.


La sfida del Texas arriva proprio mentre al Senato sono in corso fitti negoziati per sbloccare gli aiuti economici e militari all’Ucraina. In cambio del via libera, i repubblicani chiedono a Biden di approvare misure più drastiche al confine, come espulsioni più rapide e l’obbligo per chi chiede asilo di farlo in Messico. La sfida di Abbott ora rischia di complicare questi negoziati, mentre la Casa Bianca prevede che entro la fine dell’anno finirà i soldi necessari ad aiutare l’Ucraina a difendersi dall’aggressione di Putin.

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