✕

Cos’è il 14esimo emendamento che esclude Trump dalle primarie in Colorado

(afp)
La scheda. Presente nella Costituzione americana, la legge prevede che nessuno possa assumere un incarico di governo “se è stato coinvolto in una insurrezione o una ribellione contro gli Stati Uniti, o ha dato aiuto o sostegno a coloro che l‘hanno intrapresa”
2 minuti di lettura

L’annuncio che Donald Trump è stato escluso dalle elezioni presidenziali del prossimo anno nello stato del Colorado potrebbe aprire un maggior numero di casi giudiziari analoghi, finendo per richiedere un verdetto definitivo della Corte Suprema. La questione ruota attorno al 14esimo emendamento della Costituzione americana, secondo la quale nessuno può assumere un incarico di governo “se è stato coinvolto in una insurrezione o una ribellione contro gli Stati Uniti, o ha dato aiuto o sostegno a coloro che l‘hanno intrapresa”.

La decisione presa dalle autorità del Colorado afferma che a Trump è proibito candidarsi alla Casa Bianca a causa delle sue azioni nell’assalto al Congresso di Washington del 6 gennaio 2021, quando i suoi sostenitori entrarono con la forza in parlamento per impedire la proclamazione ufficiale della vittoria di Joe Biden nelle elezioni del novembre 2020, in cui il candidato democratico aveva sconfitto l’allora presidente repubblicano.

Altri 35 casi

Almeno 35 casi a…

L’annuncio che Donald Trump è stato escluso dalle elezioni presidenziali del prossimo anno nello stato del Colorado potrebbe aprire un maggior numero di casi giudiziari analoghi, finendo per richiedere un verdetto definitivo della Corte Suprema. La questione ruota attorno al 14esimo emendamento della Costituzione americana, secondo la quale nessuno può assumere un incarico di governo “se è stato coinvolto in una insurrezione o una ribellione contro gli Stati Uniti, o ha dato aiuto o sostegno a coloro che l‘hanno intrapresa”.

La decisione presa dalle autorità del Colorado afferma che a Trump è proibito candidarsi alla Casa Bianca a causa delle sue azioni nell’assalto al Congresso di Washington del 6 gennaio 2021, quando i suoi sostenitori entrarono con la forza in parlamento per impedire la proclamazione ufficiale della vittoria di Joe Biden nelle elezioni del novembre 2020, in cui il candidato democratico aveva sconfitto l’allora presidente repubblicano.

Altri 35 casi

Almeno 35 casi analoghi a quello del Colorado sono già stati presentati in tribunale in numerosi stati degli Usa. Tutti citano il 14esimo emendamento della Costituzione come base legale per squalificare la candidatura di Trump. Sei di questi ricorsi sono già stati respinti dalle corti di giustizia: in Minnesota, New Hampshire, Rhode Island, Michigan e due in Florida. Una dozzina di casi sono in attesa di una sentenza. Quello del Colorado è il primo e l’unico che ha accolto la tesi secondo cui la candidatura di Trump viola la Costituzione ed è dunque illegale.

Un’altra dozzina di casi sono stati volontariamente ritirati dalle persone o associazioni ricorrenti in giudizio. Restano in attesa di verdetto i ricorsi negli statiti di New York, Texas, Nevada, Alaska, New Messico, Wisconsin, Vermont, Virginia, South Carolina, West Virginia, New Jersey, Oregon e Wyoming.

Il ricorso di Trump

I legali di Trump hanno già preannunciato che presenteranno appello contro la decisione dei giudici del Colorado. In teoria, nulla impedirebbe a Trump di candidarsi nel resto della nazione e di essere eletto presidente, anche senza competere in Colorado, facendo a meno dei voti che avrebbe potuto ottenere in quello stato.

Corsa obbligata

Ma ovviamente se venisse squalificato in altri stati le sue chances di vittoria diminuirebbero notevolmente. Se poi una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti stabilisse che l’invocazione del 14esimo emendamento nei suoi confronti è valida, Trump non potrebbe candidarsi da nessuna parte e il partito repubblicano dovrebbe presentare un altro candidato alla Casa Bianca, anche se fosse lui a vincere le primarie.

Le difficoltà legali

Dal punto di vista legale sul contenzioso permane grande incertezza. Il 14esimo emendamento è chiaro, ma non è mai stato utilizzato in un caso del genere per impedire a qualcuno di candidarsi alla presidenza: anche perché, osservano gli oppositori di Trump, nessun candidato alla presidenza aveva mai complottato per ribellarsi o insorgere contro gli Stati Uniti.

Un’altra difficoltà legale è che il 14esimo emendamento, in particolare la sezione 3 che si occupa della questione, non spiega in che modo la clausola escluda concretamente l’assunzione di un incarico governativo da parte di una persona che ha organizzato o aiutato una cospirazione contro il governo americano.

L’assalto del 6 gennaio

Secondo l’organizzazione per i diritti umani Free Speech for Free People, non ci sono dubbi che con le sue parole e il suo comportamento, nella giornata del 6 gennaio 2021 e nelle settimane precedenti, Trump debba essere squalificato dalla candidatura alla Casa Bianca, avendo contribuito all’insurrezione contro il Congresso che doveva certificare la vittoria di Biden nelle presidenziali 2020.

Trump, che deve affrontare quattro processi appunto per il suo comportamento rispetto ai fatti del 6 gennaio 2021, nega di essere stato complice di un’insurrezione, affermando che tutti i procedimenti legali nei suoi confronti fanno parte di un complotto politico per impedirgli di ricandidarsi alla Casa Bianca.

Cosa dicono gli esperti

Due autorevoli docenti di legge conservatori, William Baude e Michael Paulsen, hanno affermato in un articolo pubblicato nel settembre scorso che ci sono motivazioni valide per escludere Trump dalle presidenziali in base al 14esimo emendamento.

“Il caso è indiscutibile”, sostengono i due esperti, “Trump non è più candidabile alla presidenza”. Ma un altro docente di diritto costituzionale, il professor Josh Blackman del South Texas College of Law di Houston, è di parere opposto: “Lasciare che siano dei giudici a decidere chi può apparire su una scheda elettorale sarebbe un precedente estremamente pericoloso”.

È probabile che l’ultima parola spetterà alla Corte Suprema. Le primarie del partito repubblicano cominciano dunque all’inizio del 2024 sotto questa incognita.

Leggi i commenti