Gaza, raid a ciclo continuo. A Rafah colpita una moschea
di Fabio TonacciDal campo di battaglia la tregua, per adesso, è un miraggio. All’interno della Striscia di Gaza non ci sono luoghi che non siano sottoposti ai raid israeliani (più di 300 nelle ultime ventiquattr’ore), non ci sono città dove riparare. Jabalia, Gaza City, Khan Younis, persino Rafah, il centro urbano a Sud a ridosso del valico con l’Egitto dove ieri è stata completamente distrutta una moschea (4 vittime), sono colpiti da missili e mortai. Quando la guerra supera il settantacinquesimo giorno, il ministero della Sanità locale controllato da Hamas aggiorna il bilancio a 20.000 morti, tra cui 8.000 minori e 6.200 donne. I feriti sono oltre 50.000. E la caccia ai capi dei miliziani responsabili dell’attacco ai kibbutz del 7 Ottobre pare aver fatto un salto di qualità, come dimostra una sedia a rotelle particolare.
Andiamo con ordine. Il comando delle forze armate dello Stato ebraico (Idf) ha annunciato di aver preso il controllo del “Quartiere dei leader” nel centro di Gaza City, rione Rimal…
Dal campo di battaglia la tregua, per adesso, è un miraggio. All’interno della Striscia di Gaza non ci sono luoghi che non siano sottoposti ai raid israeliani (più di 300 nelle ultime ventiquattr’ore), non ci sono città dove riparare. Jabalia, Gaza City, Khan Younis, persino Rafah, il centro urbano a Sud a ridosso del valico con l’Egitto dove ieri è stata completamente distrutta una moschea (4 vittime), sono colpiti da missili e mortai. Quando la guerra supera il settantacinquesimo giorno, il ministero della Sanità locale controllato da Hamas aggiorna il bilancio a 20.000 morti, tra cui 8.000 minori e 6.200 donne. I feriti sono oltre 50.000. E la caccia ai capi dei miliziani responsabili dell’attacco ai kibbutz del 7 Ottobre pare aver fatto un salto di qualità, come dimostra una sedia a rotelle particolare.
Andiamo con ordine. Il comando delle forze armate dello Stato ebraico (Idf) ha annunciato di aver preso il controllo del “Quartiere dei leader” nel centro di Gaza City, rione Rimal, vicino a piazza Palestina. In superficie ci sono le case e gli uffici ormai vuoti delle figure apicali di Hamas, sia quelle politiche sia quelle amministrative, sottoterra si sviluppa un complesso di tunnel che mette in connessione appartamenti, palazzi governativi e rifugi. E che — secondo l’Idf — sono stati utilizzati fino a poco tempo fa dal capo politico Ismail Haniyeh, dal leader responsabile della Striscia Yahya Sinwar e da Mohammed Deif, il braccio armato che guida le brigate al-Qassam. A quanto risulta agli israeliani, il 7 Ottobre è stato progettato proprio là sotto.
Ad aver esplorato i meandri del “Quartiere dei leader”, definito dai militari «cittadella terroristica sotterranea», è stata l’unità speciale Shaldag: i cunicoli arriverebbero fino a 50 metri di profondità, accessibili con alcuni ascensori che permettono di scendere rapidamente e di restare nascosti anche per lunghi periodi grazie alle provviste conservate nei depositi. Ci passa una «strada strategica segreta», collegata ad altre strutture necessarie per le attività clandestine, e grazie alla quale «è possibile spostarsi in sicurezza» fra diverse zone di Gaza City e raggiungere «altri bastioni terroristici» sotto gli ospedali di Shifa e Rantisi.
In una delle stanze le forze speciali hanno rinvenuto effetti personali dei capi di Hamas e una sedia a rotelle, «che può essere quella usata da Deif». Il comandante dell’ala militare di Hamas, che appare in un video girato dentro a un tunnel e recuperato dall’intelligence israeliana, risulta però essere in uno stato fisico migliore di quanto inizialmente ipotizzato dall’Idf. Dopo sette tentativi di uccisione, infatti, si diceva che avesse perso entrambe le gambe e un braccio, invece Deif, a giudicare dal filmato, riesce a camminare senza sedia a rotelle, anche se zoppicando.
Nelle zone a Sud della Striscia si stanno concentrando i combattimenti più intensi tra miliziani e soldati. L’Idf dichiara di aver preso possesso di basi militari di Hamas a Khan Younis, dove erano conservati esplosivi, munizioni e armi. L’agenzia palestinese Wafa, citando fonti e giornalisti locali, parla dell’uccisione, tra Jabalya e Khan Younis, di dozzine di civili palestinesi, la maggior parte dei quali bambini e donne».