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Il diario del killer di Praga su Telegram: “Odio il mondo e vorrei lasciare quanto più dolore possibile”

(ansa)

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La chat contiene alcuni post nei quali David Kozak, il 24enne ceco che si sospetta abbia ucciso 14 persone nella facoltà di Filosofia, spiegherebbe i suoi intenti. In cirillico, dichiara di essersi ispirato ai due studenti killer russi. Le autorità temono i troll di Mosca
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David Kozak, 24 anni, studente ceco dell’università Carolina di Praga. Al momento l’identikit certo dell’autore della strage nella facoltà di Filosofia si ferma qui. Sul suo conto però, sin dalle ore successive alla sparatoria, sono emersi molti altri dettagli ancora in fase di verifica tanto da aver indotto le autorità a sospettare che dietro ad alcuni di questi potrebbero nascondersi dei “troll russi”. Tra le informazioni più diffuse quella che Kozak tenesse un diario su Telegram e che qui avesse spiegato di star pianificando un’uccisione di massa. L’esistenza del canale — prima pubblico e alcune ore dopo la tragedia diventato improvvisamente privato — legato al killer è stata confermata da fonti della polizia ceca che hanno parlato di un’azione premeditata e ispirata a simili eventi avvenuti all’estero.

«Odio il mondo e vorrei lasciare quanto più dolore possibile». È uno dei messaggi, scritto in cirillico il 17 dicembre. Resta da confermare però la connessione del ragazzo con la li…

David Kozak, 24 anni, studente ceco dell’università Carolina di Praga. Al momento l’identikit certo dell’autore della strage nella facoltà di Filosofia si ferma qui. Sul suo conto però, sin dalle ore successive alla sparatoria, sono emersi molti altri dettagli ancora in fase di verifica tanto da aver indotto le autorità a sospettare che dietro ad alcuni di questi potrebbero nascondersi dei “troll russi”. Tra le informazioni più diffuse quella che Kozak tenesse un diario su Telegram e che qui avesse spiegato di star pianificando un’uccisione di massa. L’esistenza del canale — prima pubblico e alcune ore dopo la tragedia diventato improvvisamente privato — legato al killer è stata confermata da fonti della polizia ceca che hanno parlato di un’azione premeditata e ispirata a simili eventi avvenuti all’estero.

«Odio il mondo e vorrei lasciare quanto più dolore possibile». È uno dei messaggi, scritto in cirillico il 17 dicembre. Resta da confermare però la connessione del ragazzo con la lingua russa che utilizza in tutti i post e sembra conoscere alla perfezione. La chat è stata creata il 9 dicembre e il giorno successivo appare un lungo testo nel quale l’autore si presenta e illustra i suoi intenti. «Mi chiamo David e voglio commettere un omicidio di massa in una scuola e poi forse suicidarmi. Alina Afanaskina mi ha molto aiutato. Ho sempre voluto uccidere, poi quando Ilnaz ha sparato ho capito che conviene di più fare un omicidio di massa che omicidi seriali».

Sono due le stragi che Kozak cita come fonte di ispirazione: la prima del maggio 2021, quando lo studente 19enne Ilnaz Galjaviev uccise sette studenti tra i 13 e i 14 anni, un’insegnante e un’impiegata di un istituto di Kazan; l’altra avvenuta a Bryansk il 7 dicembre scorso, quando la studentessa 14enne Alina Afanaskina ha aperto il fuoco con un fucile da caccia contro i suoi compagni di classe uccidendone uno, ferendone cinque e infine suicidandosi. Sarebbe stato soprattutto questo ultimo episodio a spingere Kozak a entrare in azione. «Ho aspettato, sognando, volevo farlo da tempo, poi Alina è venuta a salvarmi dal cielo appena in tempo».

L’11 dicembre scrive: «Tutti mi odiavano, mi odiano e mi odieranno. Non preoccupatevi, è reciproco». Poi aggiunge: «Cancellerò alcuni post, a volte sono giù e scrivo cose troppo personali dimenticando che saranno lette in futuro». Il giorno successivo commenta: «È un giorno di merda, è una vita di merda»; poi ancora «sto bevendo del tè e voglio spararmi» e il 17 dicembre «fottuti bastardi». L’ultimo messaggio è del 19. C’è scritto: «Mi fischiano le orecchie, sembrano dannate lucciole, voglio strapparmi via le orecchie».

Le altre informazioni circolate su Kozak arrivano dal mondo universitario. Dopo la laurea in studi storico-europei, avrebbe conseguito un master in storia, concentrandosi sulla Polonia. Lo scorso maggio avrebbe vinto il Premio Marian Szyjkowski, assegnato dall’Istituto Polacco di Praga, per la sua tesi di laurea sugli “ eventi rivoluzionari del 1846 a Cracovia e nella Galizia austriaca”. Sui social infine, lo scorso maggio, la facoltà di Lettere e Filosofia, la stessa dove si è consumata la tragedia, si complimentava con il vincitore e pubblicava una foto di un ragazzo di nome David Kozak con il codino biondo che in giacca e cravatta riceve fiero il premio.

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