Kiev a caccia di reclute fa appello agli ucraini fuggiti all’estero: “Tornate e andate al fronte”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Il titolo della militante Bild lascia poco spazio ai dubbi: “Profughi ucraini tornate indietro e andate al fronte!”. Il neo ministro della Difesa Rustem Umerov ha concesso un’intervista al tabloid tedesco in cui annuncia che agli uomini tra i 25 e i 60 anni che si sono rifugiati all’estero arriverà un invito a presentarsi al centro di reclutamento delle forze armate ucraine.
“Vogliamo giustizia per tutti, perché ne va della salvezza del nostro Paese. Manderemo un invito a tutti”, ha puntualizzato. Chi non lo farà rischia non meglio specificate “sanzioni”. Per il ministro “non è mica una punizione impegnarsi per il proprio Paese e servirlo. È un onore”.
L’Ucraina ha promesso da mesi di riformare la leva. Nelle scorse settimane anche il capo del Consiglio per la Sicurezza Oleksiy Dan…
BERLINO – Il titolo della militante Bild lascia poco spazio ai dubbi: “Profughi ucraini tornate indietro e andate al fronte!”. Il neo ministro della Difesa Rustem Umerov ha concesso un’intervista al tabloid tedesco in cui annuncia che agli uomini tra i 25 e i 60 anni che si sono rifugiati all’estero arriverà un invito a presentarsi al centro di reclutamento delle forze armate ucraine.
“Vogliamo giustizia per tutti, perché ne va della salvezza del nostro Paese. Manderemo un invito a tutti”, ha puntualizzato. Chi non lo farà rischia non meglio specificate “sanzioni”. Per il ministro “non è mica una punizione impegnarsi per il proprio Paese e servirlo. È un onore”.
L’Ucraina ha promesso da mesi di riformare la leva. Nelle scorse settimane anche il capo del Consiglio per la Sicurezza Oleksiy Danilov ha detto a Repubblica che la riforma è stata già discussa ai massimi livelli ed è “imminente”.
Ma intanto la mossa di Umerov tenta di rispondere a un enorme problema interno. D’un lato alle ricorrenti proteste a Maidan delle moglie dei soldati che in alcuni casi hanno i mariti o i compagni al fronte da 22 mesi. Dall’altro agli scandali che hanno terremotato i centri di reclutamento: ad agosto Volodymyr Zelensky ha cacciato tutti i dirigenti regionali, rei di aver incassato bustarelle per consentire a miriadi di ucraini di espatriare (dall’inizio dell’invasione russa del 2022 gli uomini in età da leva non possono andare all’estero).
Terzo, è assodato che i centri di reclutamento hanno ormai adottato metodi poco legali per costringere gli ucraini al fronte, come abbiamo raccontato su Repubblica: in molte città come Leopoli o Kharkiv li prelevano per strada e li costringono a firmare un documento in cui si dichiarano volontari.
Quanto allo stallo sul fronte orientale, Umerov si è detto ottimista. Il ministro è in carica da ottobre, da quando il suo predecessore Reznikov è stato costretto a lasciare a causa di uno scandalo per corruzione che ha terremotato il suo dicastero. E si dice convinto che le forze armate ucraine possano riconquistare persino la Crimea, l’anno prossimo. “Ne sono certo al 100%. È il nostro obiettivo strategico”. La penisola affacciata sul Mar Nero è la patria dei tatari come Umerov, che ha ricordato nell’intervista di essere nato in Asia centrale “perché i sovietici hanno deportato tutta la mia gente lì”. Le deportazioni di massa in Uzbekistan, Dagestan, Kazhakistan e nelle altre regioni dell’allora Unione sovietica furono opera di Stalin.
Umerov è convinto, insomma, che l’Ucraina “vincerà” e che gli Stati Uniti non smetteranno di sostenere Kiev. Alla Germania, il ministro è tornato a chiedere i missili di lungo raggio Taurus, che il cancelliere Olaf Scholz si rifiuta di concedere a Kiev.