Scambio di prigionieri con il Venezuela, gli Usa liberano l’alleato di Maduro. Ma in cambio Biden chiede elezioni libere ed eque
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - Scambio di detenuti tra Usa e Venezuela, che costruisce sull’accordo già raggiunto tra i due Paesi per allentare le sanzioni americane, in cambio di elezioni presidenziali eque e senza imbrogli da tenere il prossimo anno.
Washington ha graziato e rilasciato Alex Saab, un alleato del presidente Maduro, incriminato per aver trafugato circa 350 milioni di dollari dal Paese sudamericano. In cambio Caracas ha liberato 20 membri dell’opposizione e 10 cittadini americani, tra cui Leonard Glenn Francis, anche noto come Fat Leonard, un uomo d’affari di passaporto malese incriminato per corruzione. Francis gestiva la compagnia Gdma, con cui forniva servizi alla Marina Militare americana nei porti asiatici.
Il problema però è che offriva soldi e favori agli ufficiali della U.S. Navy, incluse orge organizzate negli hotel, in cambio della loro collaborazione per emettere fatture false su forniture mai effettuate, alzare artificialmente i prezzi di quelle consegnate, cambiare i luoghi …
New York - Scambio di detenuti tra Usa e Venezuela, che costruisce sull’accordo già raggiunto tra i due Paesi per allentare le sanzioni americane, in cambio di elezioni presidenziali eque e senza imbrogli da tenere il prossimo anno.
Washington ha graziato e rilasciato Alex Saab, un alleato del presidente Maduro, incriminato per aver trafugato circa 350 milioni di dollari dal Paese sudamericano. In cambio Caracas ha liberato 20 membri dell’opposizione e 10 cittadini americani, tra cui Leonard Glenn Francis, anche noto come Fat Leonard, un uomo d’affari di passaporto malese incriminato per corruzione. Francis gestiva la compagnia Gdma, con cui forniva servizi alla Marina Militare americana nei porti asiatici.
Il problema però è che offriva soldi e favori agli ufficiali della U.S. Navy, incluse orge organizzate negli hotel, in cambio della loro collaborazione per emettere fatture false su forniture mai effettuate, alzare artificialmente i prezzi di quelle consegnate, cambiare i luoghi dove le navi facevano le loro soste per andare in porti che lui controllava. Nel settembre del 2013 era stato arrestato in un albergo di San Diego e aveva ammesso le sue colpe, ma prima che fosse emessa la sentenza era scappato dagli arresti domiciliari, per rifugiarsi prima in Messico, poi a Cuba e infine in Venezuela. Ora è stato rimandato negli Usa per finire di scontare la sua pena.
Con lui sono stati rilasciati anche dei cittadini statunitensi classificati da Washington come detenuti ingiustamente. Tra essi ci sono Eyvin Hernandez, Jerrel Kenemore, Joseph Ryan Cristella e Savoi Wright, arrestati in Venezuela con la scusa di essere entrati illegalmente nel Paese. I nomi degli altri liberati non sono stati pubblicati per problemi di privacy, ma è noto che Caracas deteneva anche due ex membri delle forze speciali dell'esercito americano, Luke Denman e Airan Berry, arrestati nel 2020 in relazione a un raid fallito volto a cacciare Maduro. Quindi sono stati rilasciati anche una ventina di membri dell’opposizione, tra cui alcuni che lavoravano con Maria Corina Machado, scelta ora come candidata alle prossime presidenziali, ma bandita dal regime chavista.
Questi scambi sono avvenuti sullo sfondo dell’accordo che gli Usa hanno raggiunto a novembre con il Venezuela, dopo la fine della fase in cui Juan Guaidò aveva cercato di far cadere il governo come presidente ad interim. L’intesa prevede l’allentamento delle sanzioni americane, in cambio di vere elezioni eque da tenere il prossimo anno, con la partecipazione libera dell’opposizione. Maduro però ha già frenato sull’accordo, facendo bandire Maria Corina Machado con la scusa di frodi fiscali, perché è la sua avversaria più insidiosa. Gli Usa quindi hanno chiesto che sia riammessa alle presidenziali, altrimenti cancelleranno l’intesa.