Strage all’università di Praga: identificate le vittime. Non ci sono italiani
a cura della redazione EsteriSono state identificate le 13 vittime (non 14 come inizialmente indicato dalla polizia) della sparatoria di ieri all'università di Praga. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno ceco Vít Rakusan, secondo cui tra i feriti da David Kozak, il killer 24enne che si è poi suicidato, ci sono anche tre cittadini stranieri – due provengono dagli Emirati Arabi Uniti e uno dai Paesi Bassi – ma nessuno di nazionalità italiana come confermato all’agenzia Ansa dal Ministero degli Esteri.
Intanto iniziano a circolare le generalità delle vittime della sparatoria. Tra queste c’è Lenka Hlávková, la direttrice dell’Istituto di musicologia della facoltà di Lettere.
Il governo ha proclamato per domani, il 23 dicembre la giornata di lutto nazionale.
Sono state identificate le 13 vittime (non 14 come inizialmente indicato dalla polizia) della sparatoria di ieri all'università di Praga. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno ceco Vít Rakusan, secondo cui tra i feriti da David Kozak, il killer 24enne che si è poi suicidato, ci sono anche tre cittadini stranieri – due provengono dagli Emirati Arabi Uniti e uno dai Paesi Bassi – ma nessuno di nazionalità italiana come confermato all’agenzia Ansa dal Ministero degli Esteri.
Intanto iniziano a circolare le generalità delle vittime della sparatoria. Tra queste c’è Lenka Hlávková, la direttrice dell’Istituto di musicologia della facoltà di Lettere.
Il governo ha proclamato per domani, il 23 dicembre la giornata di lutto nazionale.
L’ordigno nella cantina del killer
Secondo il sito PrahaIn.cz, nella casa del killer (che gli inquirenti confermano essersi suicidato dopo la sparatoria) a Hostoun, nei pressi di Kladno a trenta chilometri da Praga, è stato trovato un ordigno composto "da bombole, munizioni, materiale pirotecnico e sostanze chimiche", ha detto al sito una fonte vicina alle indagini.
"La cantina sembrava un bunker. La bottiglia era grande, aveva diversi cavi collegati ad essa, che conducevano ad altre apparecchiature. A mio parere, conteneva un sistema che avrebbe causato l'esplosione", ha dichiarato il testimone.
Rafforzate le misure di sicurezza
Intanto la polizia ceca ha fatto sapere di aver rafforzato le misure di sicurezza in tutto il Paese. "A partire da oggi, in tutto il Paese abbiamo adottato misure preventive intorno a soft target e scuole", si legge in una nota, nella quale si sottolinea di "non avere informazioni su alcuna minaccia specifica", ma le misure sono state decise come "il segnale che ci siamo e siamo pronti".
Allarme emulazione
Poi la polizia ha fatto sapere che dopo la sparatoria di ieri all'università sta monitorando i social media, in particolare alcuni messaggi di persone che "sostengono di essere ispirate dal terribile atto" di Kozak e che "vogliono emularlo". "Risponderemo immediatamente", ha assicurato la polizia.