Oberato dai debiti per l’affaire Trump, Rudy Giuliani dichiara bancarotta
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - Rudolph Giuliani è in bancarotta. L’ha dichiarata lui stesso, dopo che un giudice gli ha ordinato di pagare subito i 148 milioni di dollari di multa che deve a due scrutatrici elettorali della Georgia, in seguito alla condanna per averle diffamate. Un caso collegato ai guai legali di Donald Trump, perché il suo tentativo di rovesciare il risultato delle presidenziali del 2020 in questo stato ha portato a una delle quattro incriminazioni penali ricevute.
L’ex sindaco di New York aveva assistito l’ex presidente nelle operazioni per cancellare la sua sconfitta contro Biden, che avevano incluso una telefonata al segretario di Stato Brad Raffensperger a cui aveva chiesto di trovargli gli 11.000 voti di cui aveva bisogno per scavalcare il suo avversario democratico. In questo quadro, Giuliani aveva accusato le scrutatrici della Contea di Fulton Ruby Freeman e Shaye Moss di aver manipolato le schede a favore di Biden. Non aveva però prodotto alcuna prova, e quindi le due donne gli…
New York - Rudolph Giuliani è in bancarotta. L’ha dichiarata lui stesso, dopo che un giudice gli ha ordinato di pagare subito i 148 milioni di dollari di multa che deve a due scrutatrici elettorali della Georgia, in seguito alla condanna per averle diffamate. Un caso collegato ai guai legali di Donald Trump, perché il suo tentativo di rovesciare il risultato delle presidenziali del 2020 in questo stato ha portato a una delle quattro incriminazioni penali ricevute.
L’ex sindaco di New York aveva assistito l’ex presidente nelle operazioni per cancellare la sua sconfitta contro Biden, che avevano incluso una telefonata al segretario di Stato Brad Raffensperger a cui aveva chiesto di trovargli gli 11.000 voti di cui aveva bisogno per scavalcare il suo avversario democratico. In questo quadro, Giuliani aveva accusato le scrutatrici della Contea di Fulton Ruby Freeman e Shaye Moss di aver manipolato le schede a favore di Biden. Non aveva però prodotto alcuna prova, e quindi le due donne gli avevano fatto causa per diffamazione.
La giudice Beryl Howell aveva condannato l’ex sindaco di New York, e una giuria popolare aveva decretato che doveva pagare 148 milioni di dollari di danni. Mercoledì Howell ha ordinato a Giuliani di iniziare subito i pagamenti, nel timore che se gli avesse dato più tempo avrebbe cercato di nascondere i suoi beni. Quindi Rudy ha risposto invocando il "Chapter 11”, ossia la procedura per la bancarotta che lo mette al riparo dai creditori, mentre cerca di liquidarli. E’ una strategia per limitare al massimo i pagamenti, che però lo obbliga alla trasparenza. Così è stato costretto a rivelare che è pieno di debiti, tra cui ci sono i conti degli avvocati assunti per difenderlo in tutti i casi nati dalla sua collaborazione con Trump, e significativi debiti col fisco per tasse mai pagate. Un disastro personale, in altre parole, da cui potrebbe sperare di uscire solo se Donald tornasse alla Casa Bianca.
Il caso della Georgia però è strettamente legato ai guai legali dell’ex presidente, che dovrebbe andare a processo ad Atlanta il prossimo 5 agosto. Nel frattempo, a marzo inizierà il processo a New York per i pagamenti in nero fatti alla pornostar Stormy Daniels, affinché tacesse sulla loro relazione. Quindi ci sono le due incriminazioni penali del procuratore federale Jack Smith, per il ruolo avuto nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, e per i documenti segreti trafugati nella sua residenza di Mar a Lago. A tutto questo si è aggiunta ora la sentenza della Corte Suprema del Colorado, che squalifica Trump dalle prossime elezioni, perché partecipando a un’insurrezione ha violato il Quattordicesimo emendamento della Costituzione. Oltre la Colorado, altri 16 stati stanno considerando un provvedimento simile, inclusi New York e California.
Tutti ora aspettano che la Corte Suprema federale di Washington faccia sapere se intende ascoltare i ricorsi già presentati, che riguardano l’applicabilità del Quattordicesimo emendamento e la pretesa di Trump di aver l’immunità assoluta dai procedimenti penali in quanto ex presidente. I giudici dovrebbero far conoscere a breve le loro intenzioni, da cui potrebbe dipendere il nome del prossimo inquilino della Casa Bianca.